FA Cup 1875, una vittoria per Alfred Goodwyn

Una delle storie più struggenti che ci regala il football vittoriano è quella che ha come protagonista Alfred Goodwyn.

Figlio di un maggiore dell’esercito britannico di stanza in India, è qui che nasce – il 13 marzo del 1850 – e trascorre l’infanzia, prima di tornare in Inghilterra, dove si iscrive per all’accademia di Chatham entrando nel corpo dei Royal Engineers.

L’evidente desiderio di ripercorrere le orme paterne lo porta a distinguersi come uno dei migliori del suo corso, ma è nello sport che diventa ben presto una figura di riferimento per la sua compagnia. La squadra scolastica, il Royal Engineers Association Football Club, è infatti uno dei primi club calcistici sorti per praticare il football: lo ha fatto all’alba della nascita del gioco, nel 1863, per volere del Maggiore Francis Marindin.

Soldato e campione

Egli non solo si è appassionato al football, ma ha contribuito a crearlo nelle storiche riunioni della Freemason’s Tavern di Londra, affiancandosi ad altre figure fondamentali come Arthur Pember, Charles Alcock e Arthur Kinnaird. Per la sua squadra, però, Marindin ha deciso di adottare lo stile scozzese del passing game, ritenendolo più adatto allo spirito di una compagine che, prima di un football club, è una Army of Brothers, una divisione militare.

Mentre tutti continuano a correre senza sosta, ingaggiando rudi duelli individuali nello spirito dell’allora in voga dribbling game, i Royal Engineers utilizzano elaborate strategie difensive e attaccano scambiandosi ripetutamente il pallone, uno stile che alla lunga si rivelerà vincente ma che agli albori del football è visto con diffidenza.

In realtà i Royal Engineers sono quasi imbattibili: dal 1872 al 1874 partecipano alle prime tre edizioni della FA Cup e perdono appena tre partite, amichevoli comprese, cedendo in finale prima contro gli Wanderers e poi contro la selezione di Oxford guidata dal primo capitano inglese, Cuthbert Ottaway.

Una tragica fatalità

Nei Royal Engineers Alfred Goodwyn è diventato un punto fermo, difensore rapido e puntuale nell’anticipo, insuperabile nei frequenti corpo a corpo che avvengono con frequenza ai tempi del football vittoriano. Nel 1872 ha assistito i compagni dalle tribune, ma nella stagione che si concluderà nel 1874 è ormai un punto fermo dei Sappers.

La campagna dei Royal Engineers, in quella stagione, è stupefacente: i soldati di Sua Maestà non solo non perdono mai, ma non concedono che un pugno di reti agli attaccanti avversari. Gran parte del merito è di Goodwyn, che guida la difesa come un veterano grazie a classe, coraggio e intelligenza, doti che gli valgono persino la convocazione nell’Inghilterra e che, se il calcio non fosse ancora soltanto un hobby, gli garantirebbero un roseo futuro come footballer professionista.

Ma in un periodo in cui il football non è ancora nient’altro che un gioco, ecco che i soldati devono ubbidire alla Corona: il 14 marzo del 1874 i Royal Engineers giocano, senza il luogotenente Alfred George Goodwyn, la seconda finale di FA Cup in tre anni, cadendo contro Oxford per 2-0. Una sconfitta che fa male, soprattutto quando i soldati vengono informati, una volta raggiunti gli spogliatoi, di un terribile evento.

Il giorno successivo al suo 24° compleanno, proprio mentre in Inghilterra i Royal Engineers giocano e perdono la loro seconda finale, Alfred Goodwyn scompare in seguito alle ferite riportate dopo una caduta da cavallo mentre è in missione con l’esercito in India: qui era stato trasferito d’urgenza poche settimane prima, dato che la sua conoscenza del luogo dov’era nato sarebbe stata utile per controllare quella che ai tempi è una delle province dell’Impero Britannico.

Un aiuto dal cielo

Distrutti, i precursori del passing game – che tanta fatica fa ad affermarsi in quei tempi primordiali per il football – giurano di conquistare la coppa anche in suo onore, una promessa che sarà mantenuta l’anno successivo, quando arriva il primo e unico trofeo di questa mitica compagine.

Dopo aver pareggiato la prima sfida, i Sappers dell’Esercito di Sua Maestà sconfiggono gli Old Etonians pur giocando per ottanta minuti su novanta con un forte vento a sfavore, sfatando la leggenda che essi fossero si molto bravi nel football, ma incapaci di vincere quando davvero contava.

Nell’importante vittoria – l’unica conseguita da questo club, che sarà presto inghiottito dall’imminente avvento del professionismo – si può romanticamente immaginare che un aiuto decisivo arrivi dal cielo, laddove Alfred Goodwyn, forse, osserva e incoraggia i compagni nella gara che vale la conquista di un trofeo che a lui il fato aveva negato.


Alfred Goodwyn e i Royal Engineers sono tra i protagonisti di “Pionieri del Football – Storie di calcio vittoriano”, il primo libro che racconta anno per anno il football inglese del XIX secolo


BIBLIOGRAFIA:

  • Gibbons, Philip (2002) Association Football in Victorian EnglandUpfront Publishing 
  • Cola, Simone (2016) Pionieri del Football – Storie di calcio vittoriano, Urbone Publishing