Flop 11: Le peggiori acconciature della storia del calcio

Il bello del calcio è che i calciatori, prima di essere professionisti abili e spesso strapagati, sono principalmente esseri umani: e un essere umano ha pregi e difetti che lo rendono unico.

L’alcolismo di Best e Gascoigne, l’individualismo di Friday, la pigrizia di Le Tissier, l’arroganza di Balotelli e Ibrahimovic, la fragilità fisica di Kerlon e Pato sono cose che ci ricordano quanto questi “eroi del pallone” siano in fondo più simili a noi comuni mortali di quanto si possa essere portati a credere.

E chi di noi non ha mai sbagliato un taglio di capelli? Chi di noi non ha mai creduto di essere originale e figo sfoggiando un acconciatura mai vista per poi coprirsi solo di ridicolo?

Questa è la classifica delle peggiori acconciature che la storia del calcio ricordi: ho selezionato le acconciature più improbabili e poi ho chiesto alla mia ragazza, Sara, di ordinarle per bruttezza.

Il risultato sarà ovviamente soggettivo, e quanti di voi si troveranno in disaccordo potranno sempre dire la propria opinione nei commenti. E ora…via con l’orrore!

#11 – Chris GARLAND (Inghilterra)

Chris Garland è stato un attaccante inglese piuttosto discontinuo con esperienze al Chelsea e al Leicester City, dove però non ha lasciato il segno: è diventato però un idolo dei tifosi del Bristol City, la squadra della sua città natale, dove ha iniziato e concluso la carriera professionistica riuscendo (unico nella storia del club insieme a Tom Ritchie) a giocare per la “Cider Army” in tutte e quattro le divisioni inglesi.

Insieme ad altri 7 compagni formò “the eight of Ashton Heights“, e cioè un gruppo di calciatori che per salvare il club dalla bancarotta si ridusse notevolmente lo stipendio. Con appena 79 reti in ben 354 gare giocate dimostrò che non il fiuto del gol non era certo il suo punto forte, ma anche il gusto estetico era ben poco sviluppato.

Lo dimostra questa foto, che lo ritrae con un taglio vecchio di almeno un paio di secoli.


#10 – Noel BROTHERSTON (Irlanda del Nord)

Uno dei calciatori preferiti ai tempi dai tifosi del Blackburn Rovers, Brotherston è ricordato per aver segnato il gol-qualificazione che ha riportato l’Irlanda del Nord ai Mondiali dopo ben 24 anni e per il suo caratteristico taglio di capelli, che in qualche modo nelle intenzioni del calciatore doveva ricordare il suo sgroppare lungo la fascia.

A discapito del suo aspetto, era un ala capace che ha speso quasi tutta la carriera nel Blackburn, città in cui si trovò così bene al punto di decidere di rimanerci a vivere quando la carriera calcistica terminò, diventando un apprezzato decoratore.

Fu purtroppo una vita breve, visto che morì a soli 38 anni per attacco cardiaco. Il suo look, per quanto discutibile, lo ha però fatto entrare nell’immaginario di moltissimi fans inglesi.


#09 – Jason LEE (Inghilterra)

Garland e Brotherston sono ricordati, oltre che per la loro pettinatura, anche per la fedeltà ad un solo club o quasi. Molto diverso è il discorso per quanto riguarda Jason Lee, poderoso attaccante che ha quasi fatto il tour dell’intera Inghilterra nella sua ultra-ventennale carriera senza mai lasciare il segno in quanto a reti fatte.

Charlton, Stockport County, Lincoln City, Southend United, Nottingham Forest, Grimsby Town, Watford, Chesterfield, Peterborough, Falkirk, Boston United, Northampton Town, Notts County, Mansfield Town, Kettering Town, Corby Town, Ikeston Town e Arnold Town si sono avvalse delle sue mediocri prestazioni, piano piano è sceso sempre più in basso ma senza mai migliorare la sua pessima media-reti.

E quindi, come farsi ricordare? Con una delle acconciature più improbabili della storia, che gli valse i cori di scherno di numerose tifoserie che intonavano “Lui ha un ananas sulla testa” facendolo innervosire.

Incredibile il suo rapporto con il Boston United, che lo ha preso ben 3 volte da calciatore, ricavandone sempre poco o niente, e addirittura da allenatore, nella sua unica esperienza in panchina, dove ha ovviamente fallito venendo finalmente allontanato.


#08 – Abel XAVIER (Portogallo)

Usciamo dal Regno Unito e andiamo in Portogallo, dove troviamo un calciatore che è stato un “bidone” del calcio italiano non una ma ben due volte! Abel Xavier era infatti un giovane e interessante regista basso quando giunse al Bari, dove giocò però appena 8 gare in sei mesi prima di sparire.

Sempre considerato, chissà perché, una “buona riserva” (il dubbio è su “buona”, riserva diciamo che rendeva il suo ruolo migliore), ha speso una carriera girando squadre di un certo livello dove però è sempre stato una comparsa, trasformandosi in un terzino e tornando in queste vesti in Italia dopo dieci anni, alla Roma. 3 gare e di nuovo il nulla.

Eppure, in questa carriera da carneade, due immagini restano immortali di Abel Xavier: la prima è l’aggressione all’arbitro austriaco Benko per un rigore fischiato contro il suo Portogallo e che lo porterà ad essere squalificato per ben 9 mesi, mentre la seconda è il suo look, decisamente poco sobrio e che vedeva i capelli ossigenati abbinati ad un improbabile barba anch’essa quasi fosforescente.

C’è modo e modo di entrare nell’immaginario dei tifosi, a volte basta semplicemente un po di acqua ossigenata e la mancata conoscenza della parola “vergogna”.


#07 – José PERLAZA (Ecuador)

Poco da dire su questo roccioso difensore che nel campionato locale gode di un certo prestigio dovuto (anche) allo scarso livello tecnico della Liga di Ecuador.

Ma se quando il livello si alza di Perlaza se ne può fare a meno, dato che nella pur mediocre selezione nazionale il buon José ha giocato appena 4 gare, per i tifosi dell’Olmedo rimane un idolo, pur dopo il passaggio ai rivali del Barcelona – no, non quello spagnolo, non preoccupatevi.

In ogni caso, se sulle doti calcistiche di Perlaza si può discutere, su quelle professionali del suo parrucchiere si dovrebbe essere tutti d’accordo: capelli lunghi e riccioli SOLAMENTE DIETRO LA NUCA impreziositi da un ciuffetto buttato lì un po a casaccio sulla fronte.

Come volersi male.


#06 – Werner SCHNEIDER (Germania)

Poteva mancare un tedesco in una classifica sul cattivo gusto? No, ed ecco quindi a voi Werner Schneider, onesto mediano che a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 ha giocato sempre in Bundesliga con le maglie di Duisburg, Borussia Dortmund e Hertha Berlino.

Era tra i titolari del Duisburg che arrivò in finale di Coppa di Germania nel 1975, mentre la Nazionale non l’ha mai vista nemmeno con il binocolo. Tuttavia doveva pensare ad una carriera di attore, ed in effetti con il look con cui lo vediamo in questa foto poteva benissimo essere il cattivo di qualche puntata di “Derrick”.

Notare la basetta da motociclista e a come mal si sposa con il capello gonfio e selvaggio. E no, che erano gli anni ’70 non può essere una scusa.


#05 – Manuel Cange LOCO’ (Angola)

Se sei un calciatore dell’ex-colonia portoghese dell’Angola ed hai un briciolo di talento, prima o poi hai una possibilità nel paese lusitano. Che va detto, non ha un campionato così competitivo da impedire sogni di gloria.

E invece Locò ha speso tutta la sua carriera in Angola, ma la Liga Sagres portoghese si è limitato a guardarla in TV. Ha avuto anche un discreto spazio nella modesta nazionale, ma quello per cui viene ricordato è indubbiamente il suo taglio di capelli senza senso: una simil-frangetta formata da qualche treccina davanti e poi ciao, una bella rasata a completare.

Locò in portoghese vuol dire pazzo, e probabilmente questo soprannome gli è stato affibbiato la prima volta che è uscito dal barbiere con questa perla.


#04 – Basir “Bas” SAVAGE (Inghilterra)

Bas Savage è un poderoso attaccante inglese che quando segna esegue il “Moonwalk” stile Michael Jackson. È noto inoltre per i suoi numerosi look assurdi, che lo rendono un personaggio pittoresco come pochi.

Fico, direte voi.

Già, anche se poi a guardar bene Savage è una punta da 25 reti. A stagione?

No, amici, a carriera. Nella sua decennale esperienza nel mondo del calcio l’eccentrico Bas ha segnato la “bellezza” di 25 reti in più di 200 incontri, girando ben 11 club e finendo nel 2012 nel modestissimo campionato thailandese, dove non si è comunque imposto.

Quindi, se pensate che il suo look sia tremendo, tremate: è il suo punto di forza.


#03 – John DEMPSEY (Repubblica d’Irlanda)

John Dempsey è stato un ottimo difensore, stella prima del Fulham e poi dei rivali del Chelsea, club con il quale ha vinto una FA Cup ed una Coppa delle Coppe in finale con il Real Madrid, partita peraltro decisa da un suo goal, uno dei 5 che segnò in ben 9 stagioni.

Chiuse la carriera come molti nel campionato americano di fine anni ’70, venendo votato miglior difensore della Lega, superando persino il leggendario Franz Beckenbauer. Terminata la carriera si è dedicato all’aiuto di bambini autistici e ha servito per molti anni la cena ai più bisognosi nelle periferie di Londra.

Uomo senza difetti quindi? Beh, uno lo aveva. Un enorme riporto che usava per mascherare la sua calvizia e che lo portò alla vittoria nella categoria “Peggior taglio di capelli nello sport”: orgogliosamente, non ha mai modificato il suo look, che è diventato nell’immaginario collettivo “il taglio alla Dempsey”.


#02 – Maike WERNER (Germania)

Vi ho raccontato del calcio nella Germania dell’Est, quando i migliori giocatori venivano dirottate nelle squadre gestite dallo stato e agli altri restavano i carneadi: ebbene, Maike Werner era uno di questi, un carneade di cui su Internet si trova poco o niente ma, se si cambia e si cerca per immagini, subito balza all’occhio del perché questo aitante difensore sia ancora oggi ricordato.

Werner infatti aveva un look a dir poco imbarazzante, composto da “taglio alla McGyver” combinato con lungo capello alla rockstar dietro, che a volte terminava in due improbabili trecce, e baffo ad attore porno che incorniciava un volto non certo splendido.

Punto fermo dell’Hansa Rostock, non ha mai visto la pur modesta nazionale della Germania dell’Est: già mediocre sul campo, il suo look avrebbe dato un immagine tremenda ad un paese che più di tutti ha utilizzato lo sport come veicolo di propaganda.


#01 – Leonardo CUÉLLAR (Messico)

Straordinario quanto eccentrico centrocampista messicano, Leonardo Cuéllar si distinse per tutta la carriera come un giocatore dal talento enorme pur restando confinato in campionati minori quali quello del Messico e soprattutto la NASL, dove fu tra i protagonisti negli ultimi sofferti anni successivi al ritiro di Pelé.

Dal 1998 al 2016, per la bellezza dunque di diciotto lunghi anni, è stato il selezionatore della Nazionale femminile del Messico, guidando le giovani Tricolores con un look senz’altro più sobrio rispetto a quello mostrato sui campi da gioco e divenuto celebre a livello mondiale con la partecipazione alla Coppa del Mondo del 1978 in Argentina.

Qui si era distinto tanto per i movimenti felpati e la grande eleganza anche per un cesto di capelli notevolissimo, precursore di un certo Valderrama, e per una barba abbinata che lo rendeva inconfondibile.