Forse non tutti sanno che…la storia della traversa

La storia del calcio e delle sue regole è lunga e complessa, e forse non tutti sanno che nelle regole originali create nel 1863 ad opera della “Football Association” – quando ad esempio venne stabilito che spinte e sgambetti erano infrazioni, così come toccare il pallone con le mani – non vi era traccia di un limite in altezza nelle porte di calcio.

La regola diceva quindi che era considerare “goal” qualsiasi tiro avesse centrato “lo spazio tra due pali distanziati tra loro da 8 yarde”, senza quindi specificare un limite in altezza. Con il tempo il gioco ebbe la sua evoluzione, venne istituita la figura del portiere come “unico giocatore a cui è permesso toccare il pallone con le mani ma solo all’interno della propria metà campo” (!!!)

Un cambiamento continuo di regole

Solo successivamente – intorno alla Prima Guerra Mondiale – questa libertà venne ristretta alla propria area di rigore, che ovviamente non esisteva nelle regole originali. Essere portieri non era facile all’epoca, visto che pur con il pallone tra le mani era permesso agli avversari spingerti e tentare di calciare la sfera: la regola della “carica sul portiere” arriva solo nel 1936 dopo la morte del 22enne portiere del Sunderland Jimmy Thorpe, spirato in seguito alle tante botte ricevute durante una sfida con il Chelsea.

La porta allora aveva già preso da tempo la forma che conosciamo adesso: era stata inventata la rete (ad opera del famoso ingegnere civile John Alexander Brodie) necessaria per stabilire se la palla fosse entrata o meno, e già dal 1866 era nata una sorta di traversa, ovvero una corda che univa i due pali delimitando lo spazio necessario per fare goal anche in altezza.

Dentro o fuori?

Diverse marcature erano infatti controverse, gol segnati con il pallone finito anche a 20-30 metri sopra i pali dopo essere stati calciati. Le prime traverse vere e proprie nascevano nel 1870, ma era solo nel 1882 che la “Football Association” rendeva la loro presenza necessaria per regolamento.

L’altezza uniforme per tutte le porte (7,32 m x 2,44 m) fu stabilita nel 1888, dopo le polemiche nate nella gara di FA Cup tra Crewe Alexandra e Swifts. I primi avevano perso ma si erano lamentati che la porta degli avversari era più bassa di “almeno cinque centimetri”, ottenendo la ripetizione della gara, poi vinta, per vedere il proprio cammino concludersi solo in semifinale.


(Fonte: “The Victorian Football Miscellany”, P. Brown, Ed. Superelastic, 2013)