Il fantastico viaggio di Dale Tempest, il Marco Polo del calcio

Questa è la storia di un buon calciatore che, quando ancora nessuno nel calcio aveva ancora mai usato l’abusata frase “scelta di vita”, decise di lasciare il calcio occidentale per diventare un idolo delle folle di un paese asiatico, con cui strinse un rapporto unico.

Un centravanti che credeva di aver perso il treno giusto per la gloria, ma che ha saputo non perdersi d’animo e prenderne subito un altro.

Un salto nel buio che lo ha portato a essere l’idolo calcistico di un intero Paese, così lontano e diverso da quello dove era nato.

Questa è la storia di Dale Tempest.

Dale Michael Tempest nasce a Leeds e nel 1980, appena 17enne, entra nella squadra giovanile dei londinesi del Fulham.

Precipitati in Third Division, i Cottagers sono guidati dall’ex-Nazionale Malcolm McDonald, il primo a dare fiducia al giovane attaccante. Forse il basso livello della competizione aiuta, ma certo Dale ha talento e riesce a metterlo in mostra.

Giostrando prevalentemente come seconda punta, mette insieme 34 presenze e 6 reti in quattro stagioni, prima di lasciare il club, che ha appena fallito la promozione in First Division. L’evento ha causato l’allontanamento di McDonald, e porterà anche alla partenza del giovane prospetto.

Tempest viene ceduto ad un altra squadra di Second Division, l’Huddersfield Town, che a sua volta lo gira in prestito al Gillingham, dove il ragazzo gioca appena 9 gare in sei mesi segnando comunque il ragguardevole bottino di 4 reti.

Torna nell’Huddersfield e lo lascerà dopo due stagioni, in quelli che saranno gli anni della consacrazione. Arrivano un totale di 27 reti in 65 presenze, una media davvero interessante che gli vale la chiamata dei belgi del Lokeren.

Prima tappa: Belgio

Dale Tempest è diventato un centravanti: una prima punta non particolarmente dotata di fisico o tecnica individuale, ma capace di grande opportunismo e dalla buona media realizzativa, pur se conseguita lontano dal “calcio che conta” della First Division.

Il grande opportunismo di cui è additato non si vede infatti nella Jupiler League, il campionato belga, dove il Lokeren arriva quarto ma senza l’aiuto dell’inglese, che vede la porta in sole 4 occasioni su 27 partite disputate.

Una delusione, e Dale torna in Inghilterra per militare nel modesto Colchester United: vi rimane due anni, quelli che di norma sono gli anni della maturazione per un calciatore, e pur giocando molto (77 partite) segna 18 reti.

Cifre che non fanno certo tornare il suo nome sulla bocca degli addetti ai lavori.

Dale Tempest, il Marco Polo dei centravanti

E così arriviamo al 1989: Tempest ha 26 anni, una carriera onesta alle spalle ma la sensazione di aver perso il treno giusto per arrivare ai grandi livelli.

Probabilmente i suoi sogni di bambino, uno stadio intero che canta il tuo nome, fans che ti fermano per strada, la maglia della Nazionale, sono destinati a rimanere tali.

Ma il destino sa sorprendere nei modi più innumerevoli, e Dale non lo sa, ma tutti quei sogni stanno per realizzarsi…

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Arriva la chiamata del South China, la squadra più forte e blasonata di tutta Hong Kong ad oggi vincitrice di ben 41 campionati.

Basata da sempre sul solo utilizzo di giocatori locali, la squadra (i cui giocatori sono chiamati “Gli Shaolin del Tempio”) ha patito non poco la sua politica nazionalista una volta arrivato il professionismo anche a Hong Kong.

Una combattuta votazione tra i soci ha permesso, dopo sessant’anni, l’ingaggio di calciatori stranieri ed il ritorno alla vittoria. Ovviamente il livello è quello che è, ma da allora la carriera di Tempest diventa straordinaria.

Eroe d’Oriente

Nella prima stagione vince il titolo di capocannoniere, e questa cosa accadrà anche nelle successive quattro stagioni: in pratica Tempest diventa il più grande bomber del campionato, l’idolo di tutti i tifosi, il terrore di ogni difesa. Qualche numero?

In due stagioni al South Cina gioca 34 gare e segna ben 26 reti, quindi passa all’Eastern FC in uno dei più clamorosi colpi di mercato che il calcio di Hong Kong ricordi: giocherà nell’Eastern per cinque stagioni, e metterà insieme il clamoroso bottino di 66 reti in 81 incontri.

Il tutto mentre i trent’anni sono passati, ma non la voglia di questo “Marco Polo del pallone” di mettersi in mostra e realizzare tutti i suoi sogni, seppur in un palcoscenico inimmaginabile.

Comunque il campionato di Hong-Kong è seguito, dai locali, con medie spettatori che vanno dai 20.000 ai 40.000 a incontro.

Dale è un personaggio mediatico, la sua storia diventa famosa: non sono moltissimi i calciatori inglesi che si sono affermati fuori confine, ne esistono alcuni casi, ma nessuno lo ha fatto a Hong Kong, non a questi livelli.

Eroe Nazionale

Nel 1997, dopo dieci anni di residenza, Hong Kong concede a Dale lo status di “residente permanente”, la nazionalità in pratica.

Ed è grazie a questo che Tempest può essere convocato nella selezione di quello che è a tutti gli effetti il suo Paese adottivo, coronando l’ultimo dei suoi sogni.

Alla bella età di 34 anni, Tempest gioca nelle Qualificazioni Asiatiche ai Mondiali del 1998 in Francia, guidando la sua nuova nazionale contro Thailandia e Corea del Sud.

Hong Kong è troppo debole, ed esce subito, ma si toglie la soddisfazione di vincere clamorosamente per 3-2 con la Thailandia davanti a 20.000 spettatori.

Tempest lascerà la Nazionale dopo appena 6 presenze e 2 reti, lo farà nel 1998, quando a 35 anni lascia il calcio dopo un ultima stagione ancora nel South China.

Una stagione in cui dimostra che l’età non ha intaccato le sue doti di centravanti: 15 reti che non gli valgono stavolta il titolo di capocannoniere, ma che dimostrano che il ritiro è stato una scelta, non una forzatura.

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Una carriera leggendaria

Lascia con 5 titoli di capocannoniere consecutivi, 6 titoli nazionali vinti (3 con l’Eastern e 3 con South Cina) e l’impressionante score di 160 reti realizzate nell’arco di 9 stagioni, che gli valgono il titolo di miglior realizzatore di sempre nella Hong Kong First Division League.

Terminata la carriera Tempest torna finalmente in Inghilterra, dove attualmente lavora per Sky Sports come esperto in scommesse sul calcio.

E chissà se tra le sue predizioni c’è stata anche quella sul trasferimento di Nicky Butt, ex-centrocampista di gran livello di Manchester United e Newcastle che nel 2010, a 33 anni, cercò di ripetere il viaggio di Tempest andando anche lui a giocare nel South China.

Senza successo, visto che dopo 3 partite la sua avventura terminò. Segno che Hong Kong avrà anche un calcio dal livello mediocre, se paragonato al nostro, ma comunque non adatto a tutti.

Un calcio che è stato il regno di Dale Michael Tempest, il Marco Polo del pallone.