Nils Middelboe

Nils Middelboe, la prima stella straniera del calcio inglese

A osservarlo, così alto e magro, il petto scavato e lo sguardo tutt’altro che grintoso, in pochi avrebbero potuto pensare di avere davanti agli occhi uno dei più grandi calciatori della sua epoca. Eppure Nils Middelboe, centrocampista a tutto campo di padre svedese e madre danese, nato in terra paterna e cresciuto in quella materna, fu un atleta formidabile e la prima vera stella del calcio in Danimarca.

Nils imparò a giocare per strada insieme ai fratelli Kristian e Einar, e i tre brillarono talmente tanto, nelle numerose partite improvvisate che contrassegnavano le loro giornate, da essere notati da alcuni dirigenti del KB, una delle più antiche squadre di Copenhagen che intravide nei tre fratelli la chiave – insieme all’emergente bomber Poul “Tist” Nielsen – per ottenere finalmente il predominio sul campionato nazionale.

Nessuno poteva immaginare che quel centrocampista era destinato a segnare un’epoca: primo marcatore di sempre della selezione danese, abbinava visione di gioco, eleganza nel tocco e gran tiro da fuori a doti atletiche più che eccellenti e inaspettate in un fisico apparentemente tanto gracile: si distinse da giovanissimo nella staffetta 4×100, negli 800 metri e nel salto triplo, discipline queste ultime due in cui segnò addirittura un record nazionale.

Nils Middelboe, prima stella straniera nel calcio dei maestri

Nelle Olimpiadi del 1908 e del 1912 la Danimarca fu capace di vincere due argenti olimpici nel calcio, massimo traguardo possibile dato che l’oro era prerogativa assoluta dei maestri inglesi. Middelboe giocò talmente bene da guadagnarsi, alla seconda occasione, l’interesse di numerosi club britannici.

Dopo avere inizialmente accettato la corte del Newcastle, lo lasciò dopo poche settimane per unirsi al Chelsea. I Blues infatti giocavano a Londra, ed era interesse del giovane Nils vivere nella capitale per lavorare in banca.

Proprio così: anche se da professionista avrebbe potuto guadagnare tre volte tanto quello che percepiva come impiegato, Middelboe “non impazziva per il calcio” (parole sue) e preferì concentrarsi sul lavoro che aveva sempre desiderato di fare, continuando a giocare a calcio per passione e divertimento.

Fu per questo che “The Great Dane” (“Il gran danese”) giocò l’intera carriera come purissimo dilettante, al punto da non seguire mai la squadra quando questa giocava fuori Londra per non perdere giorni di lavoro.

Un’icona di classe ed eleganza

Ciononostante fu capitano del Chelsea sin dal suo esordio e lo restò dal 1913 al 1923, mettendo insieme quasi 200 partite e guadagnandosi il rispetto e l’ammirazione del pubblico britannico, colpito dalla sua classe e dalla sua straordinaria sportività, qualità queste che lo portarono a chiudere la carriera nel leggendario Corinthian, club di dilettanti patrizi che portavano il verbo del calcio nel mondo, di cui fu il primo straniero e una delle ultime stelle.

Appesi gli scarpini al chiodo, Middelboe dimostrò che forse non era poi vero che il calcio non lo faceva impazzire, dato che restò vicino all’ambiente: fu allenatore e arbitro, fu persino il promotore dell’ingaggio da parte della Danimarca di Ted Magner, l’allenatore britannico che proprio insieme a “The Great Dane” – che agiva da vice e traduttore – introdusse nei dilettanti danesi concetti come l’allenamento specifico e il modulo WM.

Pressoché sconosciuto agli appassionati di oggi, Nils Middelboe merita invece di essere ricordato per i grandi traguardi raggiunti – primo straniero di successo nel calcio inglese – e per lo spessore umano e tecnico, oltre che per lo sviluppo di un calcio, quello danese, che forse non sarebbe mai stato lo stesso senza il suo prezioso contributo.

Sitografia:

  • Williams, Aidan (15/02/2019) Nils Middelboe, the buccaneering danish banker who became Chelsea’s first foreign starThese Football Times
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