Charles Miller, “el Senhor Futebol”

La leggenda vuole che, quando i genitori lo videro sbarcare dal battello che lo riportava in Brasile dopo gli studi compiuti in Inghilterra con due palloni da calcio sotto le braccia, i genitori di Charles Miller chiesero al figlio cosa fossero quegli oggetti, a cosa servissero.

E che lui, fiero, rispose così: “Sono le mie lauree. Vostro figlio infatti si è laureato nel football”. Forse quel giovane e ambizioso brasiliano di origini scozzesi già immaginava il futuro: e cioè che il football sarebbe divenuto futebol, e che il Brasile sarebbe diventato IL Paese per eccellenza in questo sport.

Laurea in futebol

Se la storia dei palloni intesi come lauree e dello stupore dei locali verso tale attrezzo può essere messa in discussione – c’è chi dice che in Brasile già si giocasse a calcio grazie ad un altro scozzese, Thomas Donohoe, ma che non si seguissero regole specifiche – quello che è certo è che Charles Miller può essere ufficialmente considerato il padre del calcio brasiliano.

Oltre ad aver portato i palloni e ad aver mostrato ai brasiliani come utilizzarli, infatti, Miller portò con se anche un manuale della Football Association con le 13 regole base del calcio dell’epoca. Leggenda vuole che, resosi conto che nessuno capiva di quale sport stesse parlando, raccolse una ventina di persone, si fece seguire fino in uno spiazzo sufficientemente ampio e qui tracciò le linee del primo “campo” in Brasile.

Siamo nel 1894, Miller ha vent’anni e nella patria del football ha giocato appena un pugno di gare con il St. Mary’s – l’odierno Southampton – impreziosendo la sua esperienza con un unico, però importantissimo, cap con la maglia del Corinthian FC, il più forte club amateur al mondo che proprio in quegli anni sta cominciando a coltivare l’idea di girare il mondo per diffondere il verbo del football.

Corinthian per caso

Recatosi allo stadio per assistere alla sfida tra gli straordinari gentlemen del pallone e una selezione della Hampshire FA, il 20 aprile del 1892, quando si rende conto che i nobili del Corinthian sono a corto di uomini (hanno giocato appena due giorni prima, travolgendo il Renton 8-1) si propone di far parte della mitica compagine. Insperabilmente sarà accontentato, partecipando a una vittoria per 1-0 come ala destra.

Ed è forse in quel momento, giocando con campioni così grandi e di animo così nobile, che Miller capisce che in futuro, come loro, si dedicherà all’insegnamento del football. Ovviamente in Brasile, quella che è a tutti gli effetti la sua nuova patria.

Padre dello stile brasiliano

Come capita a molti pionieri britannici, mentre nella patria del football è un giocatore come tanti, in una terra dove il football è ancora materia sconosciuta diventa un fenomeno, un attaccante formidabile che in assenza di fisicità (è alto appena 165 centimetri) sfrutta la velocità e una padronanza del pallone che ne fa un maestro del dribbling.

Molti storici sostengono che proprio questo suo modo di giocare sia alla base dello stile brasiliano – arrivato ai giorni nostri – di giocare di fino, di tecnica.

Charles Miller – sportivo completo, appassionato di cricket e pioniere anche nella pallanuoto – fu tra i fondatori della polisportiva “São Paulo Athletic Club” e il principale fautore della sezione dedicata al calcio, dove confluirono molti tra quelli che lavoravano all’impresa ferroviaria dove egli stesso era impiegato.

Furono proprio questi – trionfando contro la compagnia addetta al gas 4-2 – a giocare la prima partita ufficialmente riconosciuta in Brasile, e nel 1902 presero parte al primo Campeonato Paulista, nato in seguito alla fondazione della prima federazione calcistica brasiliana, la Liga Paulista de Futebol.

Stella e pioniere

Il São Paulo Athletic Club vinse le prime tre edizioni di questo torneo, e Miller fu nelle prime due il capocannoniere, continuando parallelamente la sua carriera che lo portò a diventare vice-console inglese in città.

Sposatosi con la pianista di fama internazionale Antonieta Rudge, si ritroverà solo quando lei se ne andrà di casa, nel 1920, innamorata dell’artista modernista Menotti Del Picchia ma anche, si dice, frustrata da un marito che la trascura.

Ritiratosi nel 1910, Charles Miller fu successivamente arbitro, prima di dedicarsi agli affari restando però sempre un’icona nazionale: per i brasiliani egli è stato, indubbiamente, il padre del futebol, e poche persone hanno saputo fondersi così tanto con l’immaginario collettivo di un Paese: davvero niente male, per un ragazzo tornato dall’Inghilterra con due strani oggetti sferici sotto le braccia.

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BIBLIOGRAFIA:

  • Lacey, Josh (2005) God is Brazilian: Charles Miller, the man who brought football to Brazil, Tempus Publishing
  • Cavallini, Rob (2007) Play Up Corinth – A History of the Corinthian Football ClubTempus Publishing