Willem Hesselink, il cannone oranje

Il nome di Willem Hesselink è praticamente sconosciuto agli appassionati di calcio di oggi e anche a molti studiosi della materia, che spesso finiscono per ignorare il calcio olandese che, a cavallo tra il 1800 e il 1900, vide la nascita di un proprio movimento.

Eppure è sbagliato ignorare chi sia stato questo uomo straordinario, atleta eccellente che mise la sua classe, la sua passione e il suo spirito di iniziativa al servizio del football. Introdotto nei Paesi Bassi dal leggendario Pim Mulier, altro personaggio dalle mille sfaccettature, il gioco che per gli inglesi era già religione faticò a prendere campo in Olanda.

Fu qui che la figura di Willem Hesselink divenne straordinariamente importante: appassionatosi al gioco, seppe conquistare con la sua classe quegli spettatori, man mano sempre più numerosi, che si intrattenevano a vederne le gesta. Non è azzardato dire, dunque, che la trasformazione da football a voetbal avvenne grazie a questo mitico calciatore.

Atleta “all around”

Sportivo vero, tanto da distinguersi in diversi sport – fu con i fratelli campione nazionale di tiro alla fune, buon corridore, detentore di diversi record nel salto in lungo – Willem Hesselink fu, ad appena 14 anni, tra i fondatori del Vitesse, club nato nel 1892 ad Arnhem, sua città natale.

In breve ne divenne la stella offensiva, realizzando una rete dietro l’altra nei primi anni pionieristici del calcio oranje: reti che gli valsero diversi titoli regionali – ma mai quello nazionale – e portarono soprattutto il pubblico a identificarlo come uno dei primi eroi della disciplina in Olanda.

In tempi ancora più che pionieristici, per venire incontro ai compagni che lo trovavano un ruolo difficoltoso, aveva accettato di giocare come ala sinistra, approfittandone per migliorare il tocco con quello che non era il suo piede naturale: questa continua voglia di migliorare lo aveva reso in breve tempo il miglior giocatore del Paese.

Willem Hesselink, het Kanon

Fu presto soprannominato “het Kanon” (“Il cannone”) per via del suo tiro potente e preciso, e se è vero che la leggenda che avesse ucciso uno sfortunato portiere inglese con uno dei suoi tiri era soltanto, appunto, una leggenda, verità vuole che non fossero molti i portieri che incrociavano Hesselink e ne uscivano indenni.

Il malcapitato keeper avversario finiva infatti spesso per trovarsi davanti a una difficile scelta: incassare un goal o tentare una respinta che avrebbe potuto portare, neanche nella peggiore delle ipotesi, a un polso slogato?

Dopo aver raccolto la gloria del titolo di campione olandese in un biennio giocato con l’HVV (Haagse Voetbal Vereniging) dell’Aia, Hesselink si trasferì per studio in Germania, entrando a far parte del Bayern Monaco, oggi maestosa società conosciuta in tutto il mondo ma all’epoca appena sorta tra non poche difficoltà.

Grazie alla sua classe riuscì presto a imporsi anche nelle fila dei bavaresi, divenendone immediatamente la stella e poi, a stretto giro di posta, prima allenatore e poi presidente, il tutto contemporaneamente. Divenne presto celebre tra i tifosi tedeschi, come tra quelli olandesi, la sua immagine, che lo vedeva immancabilmente indossare un cappello blu, dal quale si dice non si separasse mai né di giorno né di notte.

Tornato da poco in Olanda, nuovamente nelle fila del Vitesse, Hesselink partecipò alla sua prima e unica gara con la maglia della Nazionale, sorta da pochissimo e che poi misteriosamente più non si avvalse della sua eccezionale e rinomata bravura: fu contro il Belgio, sconfitto per 4-0 grazie anche ad un gol di “het Kanon” di cui però non è rimasta traccia ufficiale.

Willem Frederik Hesselink continuò a giocare fino al 1919, quando appese gli scarpini al chiodo alla bella età di 37 anni senza essere stato capace di far crescere il calcio olandese a livelli di vero professionismo – ci si arriverà soltanto nel dopoguerra – ma essendo stato tra i principali protagonisti della prima scintilla.

De Dokter

Un altro soprannome che lo accompagnerà in carriera sarà quello di “Il Dottore”, per via delle sue numerose lauree e titoli conseguiti negli anni.

Willem Hesselink fu, oltre che straordinario calciatore, scrittore di libri sulla cura del corpo, studioso di omicidi forensi – al punto da venire spesso coinvolto dalla polizia nei casi di omicidi – e appassionato di vini, tanto da scrivere una tesi sul vino Porto invecchiato sul fiume Duero che viene citata ancora ai giorni nostri.

Oltre che nel calcio, dove fu indubbiamente il più forte olandese della sua epoca, fu anche campione nazionale di corsa sui 1500 metri, salto in lungo e tiro alla fune, alloro quest’ultimo conquistato insieme ai compagni del Vitesse.

Willem Hesselink scomparve il 1° dicembre del 1973, alla bella età di 95 anni, nella cittadina di Bennekom dove si era ritirato. Pochi mesi dopo, ai Mondiali di Germania del 1974, il mondo avrebbe scoperto le meraviglie del “Calcio Totale” praticato da “L’Arancia Meccanica” di Johann Cruijff e Rinus Michels. Chissà in quanti, incantati di fronte a uno stile così rivoluzionario come quello olandese, ignoravano chi fosse stato il primo eroe a quelle latitudini.


SITOGRAFIA:

  • Holter, Chris (10/08/2013) I protagonisti del calcio olandese: Willem Frederik EsselinkCalcio Olandese