Thomas Donohoe

Sarà sempre lunga la disputa su chi abbia inventato il football nella forma in cui lo conosciamo oggi, se gli inglesi che ne gettarono le basi oppure gli scozzesi, fautori del passing game e delle prime organizzazioni tattiche di sempre.

Anche su chi abbia portato il football in Brasile, trasformandolo in futebol, la diatriba è nota, anche se in questo caso riguarda due cittadini scozzesi: uno di questi, Charles Miller, in Brasile era nato – figlio di immigrati venuti a costruire le ferrovie – e dopo aver studiato in Inghilterra era tornato formando la prima lega calcistica, organizzatrice del primo campionato ufficiale della storia.

Qualcun altro lo aveva però preceduto, seppur di poco e con modalità ed effetti ben più modesti.

Il suo nome era Thomas Donohoe, era nato nello stesso anno in cui era nata la Football Association (1863) ed era venuto in Brasile per aprire una ditta di tintoria. Semplice dilettante, non giocò mai in alcuna squadra né ne formo una, limitandosi a organizzare la prima partita di calcio non ufficiale nel terreno adiacente la propria fabbrica: si trattava di partite improvvisate, giocate con regole ancora incerte (l’Inghilterra era del resto lontana) e spesso in sei contro sei, quanti erano cioè gli operai che lavoravano per Donohoe.

Un calcio ancora primitivo, ma pur sempre calcio

Lui, piccolo e svelto di movimenti, dotato di buon dribbling, ispirò lentamente gli abitanti del posto, i brasiliani, che man mano si avvicinarono incuriositi alla sfera di cuoio e cominciarono a prenderla a calci. In una società fortemente razzista com’era il Brasile di fine diciannovesimo secolo (la schiavitù fu abolita soltanto nel 1888) Donohoe ebbe il merito di invitare bianchi e neri a divertirsi con lo stesso gioco e lo stesso pallone, e la prima gara che organizzò (dopo che la moglie fu tornata dalla Scozia con i figli e un pallone da calcio) precedette di quasi otto mesi il primo match ufficiale organizzato da Charles Miller nel 1884.

Considerato più di quest’ultimo, dai brasiliani, il padre del futebol, Donohoe portò in quelle terre un gioco completamente diverso e primitivo rispetto al calcio vero e proprio, ma è giusto riconoscergli meriti pari a quelli di Miller a San Paolo e di Belfort Duarte, pochi anni dopo, a Rio de Janeiro. Furono questi tre uomini i padri fondatori del futebol brasiliano.