TOP 11: Gli stadi più importanti nella storia

I primi campi da gioco furono i giardini delle scuole pubbliche e delle università inglesi, dove le classi di studenti si sfidavano nell’antenato del football, il “Field Game”, di cui ogni istituto aveva un regolamento differente.

Quando arrivò il momento di codificare le regole in un’unica versione uguale per tutti ecco che anche i campi di calcio vennero regolarizzati, e al posto di colline irregolari e confini dettati da alberi e ruscelli presero ad avere più o meno tutti la stessa forma.

Da allora il pallone ha rotolato per essi per oltre un secolo, e alcuni di questi sono entrati nell’immaginario collettivo al punto di far parte essi stessi della storia del calcio per come la conosciamo.

#11 – “Estadio Pocitos” – Montevideo, Uruguay

Costruito nel 1921 e riservato alle partite casalinghe del Peñarol, questo minuscolo impianto poteva contenere al massimo un migliaio di spettatori ma entrò nella storia quando il 13 luglio del 1930 ospitò la prima partita (in contemporanea con un’altra gara che si svolgeva al “Gran Parque Central”) nella storia dei Mondiali.

Fu in questo incontro che venne siglata la prima rete di sempre in una Coppa del Mondo, quando al 19° minuto il francese Lucien Laurent, operaio della Peugeot, superò il portiere del Messico Óscar Bonfiglio in una gara che si sarebbe conclusa 4 a 1 per gli europei. Il giorno dopo l’Estadio Pocitos ospitò anche un’altra gara, Romania-Perù, prima che tutta la rassegna si spostasse all’Estadio Centenario, costruito per l’occasione e finalmente ultimato.

Pochi anni dopo il Peñarol abbandonava l’impianto per spostarsi nel più capiente “Contador Damiani”, e nel 1940 Pocitos veniva abbattuto per ragioni di espansione urbana. A ricordarlo restano due importantissimi monumenti, ancora oggi visibili per chi si trova a visitare la capitale uruguaiana: il punto dove venne battuto il calcio d’inizio e il punto in cui il primo pallone dei Mondiali entrò in rete sono immortalati da due monumenti ad essi dedicati e che sorgono nel posto esatto dove accaddero quasi un secolo fa, quando la favola della Coppa del Mondo aveva inizio.


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#10 – “Estadio Gran Parque Central” – Montevideo, Uruguay

Non solo uno degli stadi più antichi al mondo tuttora in uso, ma anche teatro di eventi drammatici che hanno segnato la storia dell’Uruguay: fu qui che, nel 1915, una notte di marzo la bandiera del Nacional Abdòn Porte, caduto in depressione per via del proprio declino agonistico, si sparò un colpo di pistola al petto.

E fu sempre al “Gran Parque Central”, casa del Nacional di Montevideo, che il giornalista e deputato del Partido Nacional Washington Beltràn Barbat perse la vita in un duello con il rivale – leader dell’opposta fazione politica, il Partido Colorado – ed ex-Presidente del Paese José Batlle y Ordóñez. Quando nel 1930 iniziò il primo Mondiale di calcio, lo stadio “Centenario” doveva essere completato: fu così che il “Gran Parque Central” ospitò ben sei gare di quella manifestazione.

Come detto, lo stadio – dopo alcune ristrutturazioni che ne hanno man mano ampliato la capienza – viene ancora utilizzato dal Nacional per le sue partite interne pur essendo stato eretto nel lontano 1900: l’obbiettivo è il 2030, quando nel centenario del primo Mondiale l’Uruguay presenterà una forte candidatura per ospitare quella che sarà l’edizione numero 24 della storia della competizione.


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#09 – “Amsterdam ArenA” – Amsterdam, Paesi Bassi

L’Ajax ha giocato le sue partite, fino al 1996, nel pittoresco stadio “De Meer”, che però con il passare del tempo si è rivelato troppo piccolo e vetusto per contenere quella che a tratti fu la miglior squadra al mondo e comunque, anche negli anni peggiori, la più famosa e tifata d’Olanda.

Fu così che nel 1996 la società si impegnò nella costruzione di quello che fu ai tempi il più avveniristico impianto al mondo e che tuttora viene considerato dalla UEFA uno degli stadi più affascinanti e affidabili dove praticare il football. L’Amsterdam ArenA è infatti capace di contenere ben 50.000 spettatori ed è dotato di un tetto retraibile che lo rende utilizzabile in qualsiasi condizione atmosferica.

Il parcheggio può contenere più di 12.000 auto e all’interno dell’impianto è possibile visitare il “Museo dell’Ajax”, contenente cimeli di più di un secolo di storia dei “Lancieri”. Il terreno di gioco è perfetto ed ha visto la nascita di tantissime stelle del calcio mondiale grazie all’ottimo settore giovanile di cui dispone la squadra attualmente allenata da Frank De Boer.


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#08 – “Estadio Azteca” – Città del Messico, Messico

Costruito con rocce laviche residuate da un’antica eruzione del vicino vulcano Xitle e dedicato all’antica civiltà che un tempo abitava il Messico, lo stadio “Azteca” è il terzo impianto al mondo per capienza ed è stato teatro di ben due partite che hanno scritto la storia dei Mondiali di calcio.

Fu qui infatti che il 17 giugno del 1970 Italia e Germania disputarono quella che passerà alla storia come “la partita del secolo” e conclusasi 4 a 3 per gli azzurri, e fu sempre qui che nei Mondiali del 1986 si sfidarono Argentina e Inghilterra, gara vinta dai sudamericani con due gol di Diego Armando Maradona: il primo arrivò con un astuto colpo di mano (“la mano de Dios“) mentre il secondo giunse al termine di uno slalom leggendario e si guadagnò l’appellativo di “gol del secolo”.

Insomma, uno stadio dove è stata scritta la storia del calcio, come ricorda la targa commemorativa su “Italia-Germania 4-3” posta all’entrata dell’impianto. Degni di nota i due megaschermi che trasmettono durante le gare il risultato ed i replay dei gol.


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#07 – “Old Trafford” – Manchester, Regno Unito

Perfetto esempio di impianto all’inglese, “Old Trafford” ospita da sempre le gare del Manchester United e fu definito dal leggendario calciatore dei “Red Devils” Bobby Charlton “il teatro dei sogni”, soprannome che viene ancora utilizzato da chi lo visita, siano questi tifosi o calciatori, e il perché è presto detto: trattasi di impianto perfetto e moderno, rinato dopo i bombardamenti nazisti che lo distrussero durante la Seconda Guerra Mondiale (e che costrinsero lo United a essere ospite del City al “Maine Road”) e sempre mantenuto su livelli di eccellenza.

Grazie ai continui lavori di ammodernamento può contenere fino a 80.000 spettatori e la sua eccellenza è certificata sia dalla UEFA che dalla FA, che lo ha utilizzato anche per ospitare diverse gare della Nazionale Inglese. Fuori da questo splendido impianto si trovano diverse statue: una è dedicata alla “trinità” dei Red Devils, George Best, Dennis Law e Bobby Charlton, un’altra spetta di diritto al grande Matt Busby mentre una terza immortala Sir Alex Ferguson, l’uomo che negli anni ’90 ha riportato il club alla sua antica grandezza.


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#06 – “Camp Nou” – Barcelona, Spagna

Più che uno stadio una cattedrale, per quello che è “più di un club” di calcio: il Barcelona, superpotenza mondiale del football ma prima di tutto “squadra contro”, filosofia di vita, orgoglio della Catalogna. Il “Camp Nou”, che si chiama così solamente dal 2001 – prima era noto come “Estadio del Club de Fùtbol Barcelona” – è uno degli stadi più grandi al mondo, e grazie ai continui lavori di ammodernamento che la società esegue, uno dei più belli e sicuri.

Spettacolare l’immensa parte “storica” dedicata ad un club che ha scritto la storia del calcio, immensa la folla che immancabilmente riempie la struttura durante ogni gara giocata degli “azulgrana”, rendendo il “Campo Nou” (o “Nou Camp”) probabilmente lo stadio più visitato al mondo.

Il tutto è onorato da una squadra che oltre ai risultati cerca da sempre di imporre una filosofia dedicata allo spettacolo e al gusto estetico.


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#05 – “Estadio Santiago Bernabéu” – Madrid, Spagna

Di Stefano, Santamaria, Gento, Puskas. E poi Hierro, Butragueno, Sanchis, Raùl, Morientes, Zidane, Roberto Carlos. E ancora Ronaldo, Beckham, Figo, Owen, Cristiano Ronaldo, Bale. Sono solo alcune delle stelle che hanno calcato il campo di questo stadio mitico, che ospita le gare della squadra più vincente e prestigiosa al mondo, i “Galacticos” del Real Madrid, capaci di vincere tra l’altro la bellezza di 10 Coppe dei Campioni.

E a proposito, sapete di chi fu l’idea di un trofeo che venisse assegnato alla squadra più forte in Europa? Proprio di colui a cui lo stadio è intitolato, Santiago Bernabéu, presidente del Real Madrid dal 1943 al 1978 e principale sostenitore della costruzione di questo monumentale impianto da 80.000 posti che ha visto giocare sul suo terreno tutti i più grandi campioni della storia.


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#04 – “Wembley Stadium” – Londra, Regno Unito

Molti stadi sono storici e importanti, ma forse nessuno ha raggiunto il grado di “mito” come Wembley, casa del paese che al calcio ha dato i natali e utilizzato per tre quarti di secolo come campo “nazionale”. In un paese dove ogni squadra ha il proprio impianto, Wembley è stato lo stadio di tutti: qui si svolgeva l’annuale finale della FA Cup, qui l’Inghilterra è stata a lungo imbattibile e qui ha conquistato la storia edizione dei Mondiali del 1966.

Costruito per volere di Re Giorgio V in appena 300 giorni, raggiunse il suo record di presenze per una partita di calcio il giorno stesso dell’inaugurazione, avvenuta in occasione della finale di FA Cup del 1923: 200.000 persone tentarono di entrare, ma alla fine ci fu spazio per sole 126.000 e per la cronaca la gara vide il Bolton trionfare sul West Ham. Giocare a Wembley, per tutti i calciatori, è sempre stato un mito, un obbiettivo da raggiungere, qualcosa per cui giocare a football.

E del resto le emozioni che questo impianto regalava erano impagabili, con le due torri gemelle che delimitavano l’ingresso alla tribuna principale e i mitici 39 gradini che dal campo portavano direttamente al palco reale, dove i vincitori venivano premiati dai vari sovrani inglesi succedutisi durante la vita di uno stadio che è stato un “cult” anche per la musica.

Qui tennero epici “live” miti del rock come i Queen, U2, Genesis, Pink Floyd e Michale Jackson) dove arrivarono ad essere stipate quasi 300.000 persone. Chiuso nel 2000 e demolito nel 2003, Wembley è stato ricreato da un altra parte di Londra e nonostante sia magnifico e funzionale non raggiungerà mai la magia e l’epicità del vecchio impianto, teatro principale del paese in cui il football è nato.


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#03 – “Estadio Centenario” – Montevideo, Uruguay

I primi Mondiali di calcio furono organizzati nel 1930 in Uruguay, paese al tempo in forte espansione economica e che poteva vantare ben due medaglie d’oro olimpiche conquistate nel 1924 e nel 1928. L’intenzione degli organizzatori era quella di costruire per l’occasione un immenso impianto che celebrasse l’evento, e fu così che nacque l’Estadio Centenario, un vero colosso costruito a tempo di record.

Purtroppo per problemi di maltempo e di cattiva organizzazione, lo stadio non fu pronto per l’inizio del torneo fissato il 13 luglio del 1930, ma solo per l’esordio dei padroni di casa, e cioè il 18 luglio: l’Uruguay vinse contro il Perù per 1 a 0, ed il primo gol in questo mitico impianto fu siglato al 65° minuto da Hectòr Castro. Da quel giorno lo stadio, come nei piani originali, ospitò tutte le gare di quel primo torneo mondiale compresa la finale, che vide sempre l’Uruguay trionfare per 4 a 2 contro i rivali storici dell’Argentina davanti a (si dice) circa 100.000 tifosi.

Monumento del calcio mondiale riconosciuto dalla FIFA, il Centenario (così chiamato per via del centenario dell’indipendenza dell’Uruguay, che cadeva proprio nel 1930) ha ospitato le partite di qualificazione della Nazionale, che in questo campo è sempre stata praticamente imbattibile: basti pensare che a oggi, su 38 partite giocate nella “Copa America” dall’Uruguay su questo terreno, la “Celeste” ha vinto 31 gare e ne ha pareggiate 7, senza quindi essere mai sconfitta.


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#02 – “Estádio do Maracanã” – Rio de Janeiro, Brasile

Messo in cantiere nel 1948 per ospitare l’edizione dei Mondiali di calcio del 1950, il Maracanã fu progettato per ospitare più di 150.000 spettatori. Furono però più di 200.000 quelli che assistettero alla finale dei Mondiali di quell’edizione brasiliana, quando i padroni di casa largamente favoriti furono sconfitti all’ultimo atto dall’Uruguay nell’evento passato alla storia come il “Maracanaço” che causò lutto nazionale, almeno 7 suicidi nelle ore immediatamente successive alla gara e l’abbandono da parte del Brasile della fin lì tradizionale tenuta da gioco bianca.

Simbolo del calcio brasiliano, in questo stadio Pelé ha segnato il gol numero 1000 della sua strepitosa carriera. Fra i tanti campioni che hanno a lungo giocato in questo stadio, si ricordano i due più grandi idoli e cannonieri di sempre di due delle quattro maggiori squadre di Rio, Zico del Flamengo (autore di 333 reti in 435 incontri giocati al “Maracanã” negli anni ’70-80 con le maglie del “Mengão” e della Seleção), e l’amico-rivale Roberto Dinamite del Vasco da Gama (che con 190 gol segnati dal 1971 al 1992 detiene il record di marcature del campionato brasiliano) oltre al leggendario Garrincha, che per molti fu più grande anche di Pelé.

Per l’edizione dei Mondiali del 2014 lo stadio – formalmente intitolato al giornalista Mario Filho – è stato completamente ristrutturato, guadagnando in sicurezza e funzionalità ma perdendo purtroppo per sempre quell’alone di magia che lo ha contraddistinto per più di mezzo secolo.


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#01 – “Sandygate Road” – Sheffield, Regno Unito

Sheffield, Inghilterra. E’ qui che il calcio è nato, qui sono sorte le prime società calcistiche della storia: prima lo Sheffield FC nel 1857, quindi l’Hallam FC nel 1860. Naturale che la prima partita riconosciuta ufficialmente nella storia del calcio sia avvenuta tra queste due squadre, che si affrontarono il 26 dicembre del 1860. Teatro della sfida (vinta dagli “ospiti” dello Sheffield FC per 2 a 0) fu questo piccolo campo capace di contenere appena 700 spettatori e fino ad allora utilizzato per le partite di cricket.

“Sandygate Road” è quindi lo stadio dove tutto è nato, per poi evolversi nel professionismo, nei tornei nazionali e nei Mondiali: qui 22 gentiluomini si sfidarono per la prima volta in una partita di football, forse inconsapevoli di quello che questo sport sarebbe diventato negli anni a venire.

Anni che non hanno toccato il “Sandygate Road”, che oggi come allora ospita le gare dell’Hallam FC, club che mai ha rinunciato al suo status dilettantistico non uscendo mai dai bassifondi del calcio inglese ma che può vantarsi di essere la seconda società di calcio nella storia per fondazione e soprattutto di giocare nel primo campo di calcio mai utilizzato.

Un campo che resiste ancora dopo più di 150 anni come monumento principale di quella passione mondiale chiamata football che proprio qui, nella periferia inglese, ha avuto inizio. Proprio in questo piccolo, eppur magico, stadio.