“A un passo dal cielo” (Enrico Tordini)

Sulla Juventus e sui suoi tanti miti sono stati versati fiumi e fiumi di inchiostro: la squadra bianconera è infatti amata e odiata quasi in egual misura, ma se una cosa è certa è che è vincente, lo è sempre stata e probabilmente sempre lo sarà.

Questione di tradizione, certo, di una società forte e presente fin dai lontani anni ’20, ma soprattutto questione di campioni: da Combi a Monti, da Charles a Sivori, da Boniperti a Platini, e poi Baggio, Del Piero fino a Pirlo, a Buffon…la Juventus ha sempre potuto schierare veri e propri fenomeni del calcio.

Ma la storia, si sa, non viene scritta soltanto dai protagonisti: ci sono anche i comprimari, coloro che hanno transitato vicino alla gloria in bianconero, magari l’hanno sfiorata o trovata poi con altri colori, ma con la maglia juventina non l’hanno raggiunta. A loro Enrico Tordini, scrittore pratese, dedica “A un passo dal cielo”, il racconto di chi non ce l’ha fatta.

Juventus, una storia di campioni…ma non solo.

Per cominciare è bene fare una premessa: tra i protagonisti di questo libro si trovano campioni assoluti come Henry e Vieri e vere e proprie meteore come Esnaider e Pacione. Se la scelta dei nomi (18, come una squadra compresa la panchina) può sembrare strana mano a mano che si va avanti nella lettura questa diventa sempre più comprensibile.

Tordini infatti ha deciso di dedicare le 116 pagine che compongono  il libro a quei giocatori che hanno sognato di arrivare “a un passo dal cielo” così come a chi nell’Olimpo dei grandi bianconeri avrebbe davvero potuto entrarci, se solo il caso, la sfortuna o la storia non avessero deciso diversamente.

E a volte a decidere certi destini è stato anche il carattere, come nel caso ad esempio di Domenico Marocchino, “un dandy snob che non amava macchiarsi i pantaloncini” ma che Tordini ha evidentemente ammirato, al punto da descriverne con minuzia di particolari una favolosa cavalcata – conclusa con un gol clamorosamente mancato – avvenuta in una gara contro l’Inter.

“Sfigati in bianconero”

Un libro sugli “sfigati in bianconero” dunque – come me lo ha descritto lui stesso – che ha la sua forza nell’incisività dei ricordi di chi scrive: l’autore infatti rinuncia al racconto biografico e si lancia direttamente in aneddoti ammirati di persona, raccontando con precisione il momento in cui tale giocatore ha incrociato il suo destino con quello della Vecchia Signora, come ci si aspettava sarebbero andate le cose e come sono andate poi davvero e soprattutto perché.

Lo stile è scorrevole e informale, vola via, e se per gli juventini di una certa età può essere un comunque piacevole tuffo nel passato per i giovani può essere un modo per conoscere un pezzo di storia bianconera, il meno noto e reclamizzato. E chi juventino non è, infine, potrà godere di racconti calcistici comunque ben scritti e di una nuova consapevolezza: anche la Juventus i suoi granchi li ha pescati, nel gran mare del calciomercato.


“La Juventus, squadra degli immigrati ma anche dei torinesi e di tutti gli italiani, la squadra che riempie gli stadi ovunque vada e che fa vendere i giornali. Tanti fuoriclasse e campionissimi che hanno alimentato i nostri sogni di eterni bambini, ma anche giocatori modesti che quando indossavano la maglia bianconera si trasformavano.

Poi ci sono loro: quelli che si sono fermati a un gradino dalla vetta, che stavano per toccare il cielo con un dito, ma all’ultimo momento hanno visto intervenire il destino a gamba tesa.”


Enrico Tordini è juventino, tifoso vero e consapevole di esserlo, capace comunque di notevoli analisi calcistiche dove mescola sempre con attenzione passione e competenza con una punta di provocatoria polemica. Potete leggere i suoi pensieri sulla Juventus nella rubrica che tiene sul sito JuveCentral e che si intitola “Tordini contro tutti”.