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Accadde oggi nel calcio: 12 settembre


Il 12 settembre parte dal football vittoriano e arriva fino al calcio globale del nuovo millennio. Nasce Jimmy Ashcroft, primo giocatore dell’Arsenal a vestire la maglia dell’Inghilterra, mentre in Scozia Arbroath e Dundee Harp trasformano una giornata di Coppa in una valanga di gol. Il Valencia conquista il primo trofeo europeo della propria storia, Brian Clough conclude dopo appena 44 giorni la tormentata esperienza al Leeds e nasce Yuto Nagatomo. Poi le Fær Øer sconvolgono l’Austria, scompare l’ultimo uomo della rosa dell’Uruguay campione del mondo nel 1930 e, all’indomani degli attentati negli Stati Uniti, anche il calendario europeo si ferma.

1878 – Nasce Jimmy Ashcroft, primo nazionale inglese dell’Arsenal

Il 12 settembre 1878 nasce a Liverpool James “Jimmy” Ashcroft, portiere destinato a diventare una delle figure principali del Woolwich Arsenal delle origini. Arrivato nel 1900 dal Gravesend United, rimane per otto stagioni e disputa oltre trecento partite con il club, partecipando anche alla prima promozione dei Gunners nella massima serie nel 1904.

Ashcroft stabilisce diversi primati della prima epoca dell’Arsenal: gioca 154 gare consecutive e nel 1903-04 mantiene la porta inviolata in venti partite di campionato. Soprattutto, nel febbraio 1906 diventa il primo calciatore dell’Arsenal a rappresentare l’Inghilterra, raccogliendo complessivamente tre presenze in nazionale.

1882 – Nasce il Corinthian Football Club

Negli uffici di Nicholas Lane Jackson a Paternoster Row, a Londra, viene fondato il Corinthian Football Club, nato con l’idea di riunire i migliori dilettanti inglesi e offrire alla Nazionale una squadra capace di allenarsi e giocare insieme con continuità. Il club non prende parte ai campionati né alla FA Cup, preferendo amichevoli di prestigio e tournée internazionali.

Il Corinthian diventa presto uno dei simboli più puri del dilettantismo vittoriano ed edoardiano, tanto da contribuire alla diffusione del calcio anche fuori dall’Inghilterra. Il suo nome ispirerà direttamente quello del Corinthians Paulista in Brasile, mentre diversi suoi giocatori vestiranno la maglia della Nazionale inglese. Nel 1939 il club si fonderà con il Casuals, dando vita al Corinthian-Casuals.

1885 – Arbroath 36-0: la giornata più folle della Scottish Cup

Il 12 settembre 1885, nel primo turno della Scottish Cup, l’Arbroath travolge il Bon Accord di Aberdeen con un risultato rimasto nella leggenda: 36-0 a Gayfield. Il 18enne John Petrie realizza 13 reti, primato individuale ancora oggi associato alla competizione, mentre il portiere Jim Milne ha così poco da fare da farsi prestare un ombrello da uno spettatore per ripararsi dalla pioggia.

La parte più incredibile è che, nello stesso pomeriggio e nella stessa competizione, il Dundee Harp batte l’Aberdeen Rovers 35-0 appena una trentina di chilometri più a nord. Convinti di avere stabilito un record, i dirigenti del Dundee inviano persino un telegramma celebrativo all’Arbroath, scoprendo soltanto dopo che i rivali avevano segnato un gol in più. Il 36-0 resta il più largo successo registrato nel calcio senior britannico.

1962 – Il Valencia conquista la sua prima Coppa delle Fiere

Il 12 settembre 1962 il Valencia pareggia 1-1 al Camp Nou contro il Barcellona e conquista il primo trofeo internazionale della propria storia, la Coppa delle Fiere. Dopo il clamoroso 6-2 ottenuto a Mestalla nell’andata della finale, ai valenciani basta amministrare l’enorme vantaggio: Sándor Kocsis porta avanti il Barça, Vicente Guillot pareggia nel finale.

Il risultato complessivo è 7-3 e apre una breve età dell’oro europea: il Valencia riuscirà infatti a vincere nuovamente la Coppa delle Fiere nella stagione successiva. Quella del 1962 ha inoltre un altro significato storico: è la prima finale di una grande competizione europea disputata fra due club dello stesso Paese, anche se la Coppa delle Fiere non era organizzata dalla UEFA.

1974 – Finisce dopo soli 44 giorni l’avventura di Brian Clough al Leeds

Il 12 settembre 1974 il Leeds United licenzia Brian Clough dopo appena 44 giorni. Era stato scelto per sostituire Don Revie sulla panchina dei campioni d’Inghilterra, nonostante negli anni precedenti avesse duramente criticato proprio Revie, i suoi giocatori e il loro stile di gioco. L’esperimento produce una sola vittoria nelle prime sei giornate di campionato e uno spogliatoio rapidamente diventato ingestibile.

La vicenda entra quasi immediatamente nella cultura popolare britannica. La sera stessa Clough e Revie vengono riuniti negli studi della Yorkshire Television per un memorabile confronto televisivo, mentre quei 44 giorni diventeranno decenni più tardi il cuore del romanzo Il Maledetto United di David Peace e della successiva trasposizione cinematografica. Clough si rifarà ampiamente: pochi mesi dopo inizierà al Nottingham Forest il ciclo che lo porterà a vincere due Coppe dei Campioni consecutive.

1986 – Nasce Yuto Nagatomo

Il 12 settembre 1986 nasce nella prefettura di Ehime Yuto Nagatomo, terzino destinato a diventare una delle figure più longeve nella storia della nazionale giapponese. Dopo FC Tokyo e Cesena, nel gennaio 2011 approda all’Inter, con cui totalizza 213 presenze ufficiali e conquista nello stesso anno la Coppa Italia.

La sua longevità internazionale assume una dimensione ancora più eccezionale nel 2026. Entrando contro la Svezia nella fase a gironi del Mondiale nordamericano, Nagatomo diventa il primo calciatore asiatico a partecipare a cinque diverse edizioni della Coppa del Mondo, dopo quelle del 2010, 2014, 2018 e 2022. A 39 anni supera anche il proprio primato come più anziano giapponese mai sceso in campo in un Mondiale.

1990 – Le Fær Øer battono l’Austria nella notte miracolosa di Landskrona

Il 12 settembre 1990 le Fær Øer disputano a Landskrona, in Svezia, la prima partita competitiva della propria storia. L’avversaria è l’Austria, reduce dal Mondiale italiano e composta da professionisti: tutto sembra indicare una serata tranquilla per la squadra di Josef Hickersberger. Al 61’, invece, Torkil Nielsen segna l’unico gol della partita e consegna ai faroesi un incredibile 1-0.

La gara si disputa in territorio svedese perché nelle isole non esiste ancora un campo in erba adatto alle qualificazioni UEFA. Simbolo della serata diventa anche il portiere Jens Martin Knudsen con il suo caratteristico berretto di lana, protagonista di una vittoria destinata a entrare nel folklore del calcio europeo. La conseguenza per l’Austria è pesantissima: Hickersberger lascia la nazionale dopo la sconfitta.

1992 – Muore Emilio Recoba, ultimo superstite dell’Uruguay campione nel 1930

Il 12 settembre 1992 muore Emilio Recoba, difensore del Nacional e della nazionale uruguaiana negli anni Venti. Con la Celeste aveva disputato cinque incontri, vincendo la Copa América del 1926, ed era stato convocato anche per il primo Mondiale della storia, organizzato e vinto dall’Uruguay nel 1930. In quella competizione, però, non scese mai in campo.

La sua morte assume soprattutto un valore simbolico: Recoba era l’ultimo componente ancora in vita della rosa uruguaiana campione del mondo nel 1930. Le fonti concordano generalmente sul 12 settembre 1992 come data della morte, anche se sulla sua anagrafica esistono alcune discrepanze – a partire dall’anno di nascita, indicato alternativamente come 1903 o 1904 – che consigliano prudenza sui dettagli biografici secondari.

2001 – La UEFA ferma le coppe europee dopo gli attentati negli Stati Uniti

Il 12 settembre 2001, all’indomani degli attentati terroristici negli Stati Uniti, la UEFA decide di rinviare tutte le partite europee ancora in programma quella settimana. Gli incontri di Champions League disputati la sera dell’11 settembre erano andati regolarmente in scena, ma le otto gare previste per il giorno successivo vengono spostate al 10 ottobre.

Il provvedimento coinvolge anche il primo turno di Coppa UEFA, con numerose squadre già arrivate nelle città dove avrebbero dovuto giocare. La decisione viene presentata come un segno di rispetto per le vittime e per la portata della tragedia, mostrando ancora una volta come il calendario del calcio internazionale non possa restare isolato dagli avvenimenti che attraversano il resto del mondo.

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