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Accadde oggi nel calcio: 4 ottobre


Il 4 ottobre parte addirittura dal 1864, con la nascita di uno dei club pionieri del calcio britannico, e attraversa poi Svezia, Italia e Jugoslavia. Nella seconda parte della giornata trovano spazio Peter Taylor, una delle menti dietro il miracolo del Nottingham Forest, una partita spettacolare del Milan degli Invincibili e le morti di due grandi interpreti del Novecento come Silvio Piola e Fëdor Čerenkov.

1864 – Nasce il Wrexham Football Club

Al Turf Tavern di Wrexham, alcuni membri del locale cricket club si riuniscono con l’intenzione di trovare uno sport da praticare durante i mesi invernali. Da quell’incontro del 4 ottobre 1864 nasce il Wrexham Football Club, oggi considerato il più antico club calcistico del Galles ancora in attività e una delle società più antiche nella storia dell’Association football.

La prima partita arriva appena diciotto giorni più tardi, il 22 ottobre, contro la Prince of Wales Fire Brigade, che si impone per 2-1. Nei decenni successivi il Wrexham avrebbe avuto un ruolo importante anche nello sviluppo istituzionale del calcio gallese, diventando una delle società simbolo della sua fase pionieristica.

1904 – Viene fondato l’IFK Göteborg

Al Café Olivedal di Göteborg un gruppo di giovani, tra i quali Arthur Wingren e John Säwström, fonda il 39º circolo della Idrottsföreningen Kamraterna, dando vita all’IFK Göteborg. La stessa società indica ufficialmente il 4 ottobre 1904 come propria data di fondazione.

Il club diventa presto una delle grandi istituzioni del calcio svedese: il primo titolo nazionale arriva già nel 1908, ma la sua fama oltrepasserà davvero i confini della Scandinavia molti decenni dopo. L’IFK Göteborg vincerà infatti due Coppe UEFA, nel 1982 e nel 1987, imprese che gli garantiscono un posto particolare nella storia del calcio europeo.

1914 – Il Milan vince 13-0: è ancora il suo record

All’Arena Civica il Milan apre il proprio campionato di Prima Categoria travolgendo l’Audax Modena per 13-0, risultato che rimane ancora oggi la più larga vittoria rossonera in una partita ufficiale. Il belga Louis Van Hege realizza cinque gol, Alessandro Trerè quattro, il debuttante Luigi Brevedan tre e Francesco Soldera completa il tabellino.

Quel Milan appartiene a un calcio ancora lontanissimo dalla Serie A a girone unico: il campionato è suddiviso in raggruppamenti territoriali e quella del 1914-15 sarà inoltre l’ultima stagione prima dell’interruzione provocata dall’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale. Il 13-0 sull’Audax rimane così anche una fotografia estrema di un’epoca pionieristica del calcio italiano.

1945 – Nasce il Partizan Belgrado

Pochi mesi dopo la fine della Seconda guerra mondiale viene fondato a Belgrado il Fudbalski Klub Partizan, inizialmente come sezione calcistica della Casa Centrale dell’Esercito jugoslavo. Alla nascita del club partecipano ufficiali e figure legate al movimento partigiano, dal quale deriva direttamente anche il nome della nuova società.

Il Partizan scende in campo appena due giorni dopo la fondazione, battendo 4-2 una rappresentativa di Zemun. Diventerà una delle due grandi potenze del calcio jugoslavo insieme alla Stella Rossa e nel 1966 raggiungerà la finale di Coppa dei Campioni, primo club dell’Europa orientale a giocarsi il trofeo, perdendo 2-1 contro il Real Madrid.

1990 – Muore Peter Taylor, l’altra metà della coppia con Brian Clough

A 62 anni muore improvvisamente a Maiorca Peter Taylor, ex portiere e soprattutto allenatore, osservatore e inseparabile collaboratore per gran parte della carriera di Brian Clough. I due avevano cominciato a lavorare insieme all’Hartlepools United e avrebbero costruito squadre memorabili soprattutto al Derby County e al Nottingham Forest.

Taylor aveva un talento particolare nello scoprire e valutare i calciatori, complementare alla capacità di Clough di gestire e motivare il gruppo. Insieme portarono il Derby al titolo inglese del 1972 e trasformarono poi il Nottingham Forest da squadra di Second Division a campione d’Inghilterra e vincitore di due Coppe dei Campioni consecutive, nel 1979 e nel 1980.

1992 – Il Milan degli Invincibili vince 7-3 a Firenze

Allo stadio Artemio Franchi va in scena una delle partite più spettacolari della Serie A degli anni Novanta: la Fiorentina perde 7-3 contro il Milan di Fabio Capello. I viola passano per primi in vantaggio, ma i rossoneri rispondono con tre doppiette firmate Daniele Massaro, Ruud Gullit e Marco van Basten, alle quali si aggiunge il gol di Stefano Eranio.

Quel Milan è nel pieno della celebre striscia di imbattibilità iniziata nel maggio 1991 e destinata a raggiungere 58 partite consecutive senza sconfitte in Serie A. La goleada di Firenze resta una delle manifestazioni più clamorose della forza offensiva di quella squadra, che avrebbe concluso anche il campionato 1992-93 conquistando lo scudetto.

1996 – Muore Silvio Piola

A Gattinara muore a 83 anni Silvio Piola, centravanti simbolo del calcio italiano tra gli anni Trenta e Cinquanta. Con Pro Vercelli, Lazio, Torino, Juventus e Novara costruisce una carriera lunghissima, continuando a segnare ai massimi livelli fino a oltre quarant’anni.

Il suo nome resta legato soprattutto a due primati. Con l’Italia realizza 30 gol in 34 presenze ed è protagonista del Mondiale vinto nel 1938, segnando due reti nella finale contro l’Ungheria; in Serie A chiude invece con 274 gol, cifra che ancora oggi lo mantiene al primo posto nella classifica dei marcatori del massimo campionato italiano.

2014 – Muore Fëdor Čerenkov, l’idolo dello Spartak

A Mosca muore a soli 55 anni Fëdor Čerenkov, uno dei giocatori più amati nella storia dello Spartak Mosca e del calcio sovietico. Trequartista elegante e creativo, trascorre quasi tutta la carriera nello Spartak, con una breve parentesi francese al Red Star, diventando il calciatore con il maggior numero di presenze nella storia del club moscovita.

Čerenkov viene eletto calciatore sovietico dell’anno nel 1983 e nel 1989 e conquista tre campionati dell’URSS con lo Spartak. Il suo rapporto con la nazionale è invece più complicato: nonostante le 34 presenze e il grande talento, non disputa mai un Mondiale, rimanendo uno dei casi più singolari fra i grandi giocatori prodotti dal calcio sovietico negli anni Ottanta.

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