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Mese: Aprile 2016

Cesarino Grossi, primo eroe di Bari

11 dicembre 1999: Eugenio Fascetti decide di far esordire il diciassettenne Antonio Cassano  durante un Bari-Lecce che i biancorossi perdono per 1 a 0. Un esordio come tanti? Mica tanto, il ragazzo ha talento e si farà – anche se non compiutamente – e infatti la settimana successiva umilia la difesa dell’Inter e il libero e campione del mondo francese Laurent Blanc segnando un goal strepitoso.

È nata una stella, ma non è certo la prima. La prima stella del Bari fu Cesare Grossi detto Ninì, straordinario talento che negli anni ’30 avrebbe infiammato il pubblico dello “Stadio della Vittoria” prima di andare incontro a una morte tanto prematura quanto misteriosa.

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Il Bologna, il Cesena, la guerra (di Bruno Gasperutti)

Sono numerose le pagine e i gruppi su Facebook che trattano storia e curiosità sportiva, un esercito di appassionati a cui cerco di dare spazio settimanalmente nel mio programma radio “Tre uomini e un pallone” (che potete ascoltare QUI mentre invece QUI ne trovate i podcast) e che meritano senz’altro di essere frequentati. Uno dei miei preferiti si chiama “Il grande calcio degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta” e vede la presenza di veri appassionati di fatti e statistiche. Questa breve ma significativa storia è stata riportata dal signor Bruno Gasperutti e riguarda uno dei numerosi fatti incredibili che avvennero durante la guerra di occupazione in Italia: mentre Alleati e fascisti combattevano, infatti, il pallone non aveva comunque smesso di rotolare.

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Attilio Fresia, il primo migrante

Quando morì, il 14 aprile del 1923, Attilio Fresia non poteva sapere che il suo nome sarebbe stato conosciuto, persino un secolo dopo, da milioni di persone. Per lui il calcio era sempre stato un gioco, come per molti di quelli che lo praticarono negli anni ’10 e ’20 in Italia, conquistati da quello sport giunto poco prima dall’Inghilterra.

Un gioco, il Foot-Ball, che si stava conquistando uno spazio sempre più importante nel cuore degli sportivi ma che veniva comunque dopo le discipline nobili di allora quali atletica, pugilato e ciclismo.

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#StranoCalcio08 – Saranno famosi

Molto spesso si è portati a pensare che il campione di calcio sia un predestinato. Una questione di genetica, di talento innato, qualità che una vita sana e un allenamento mirato sicuramente miglioreranno ed esalteranno ma che non si possono creare da zero.

Possibile, del resto, così come molti altri talenti dell’essere umano anche il calcio può dipendere da qualcosa di ‘magico e incomprensibile’. A volte però può succedere che chi è destinato a grandi cose in un campo non se ne renda subito conto, perdendo tempo in altre faccende per cui è senz’altro meno portato.

Queste sono alcune storie di calciatori più o meno di successo che hanno comunque trovato la propria consacrazione lontano dal campo di gioco.

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Cuthbert Ottaway, il primo capitano dei maestri

Nato a Dover il 19 luglio 1850, figlio unico di un ricco chirurgo locale che aveva ricoperto in passato anche la carica di primo cittadino, Cuthbert Ottaway è stato il primo capitano dell’Inghilterra che il 30 novembre 1872, sfidando la Scozia, dava vita alla prima partita internazionale nella storia del calcio.

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