Il 12 ottobre comincia con una partita fondamentale per la diffusione internazionale del calcio nell’Europa continentale e attraversa poi stadi stracolmi, i primi passi della Coppa dei Campioni e personaggi come Chendo e Wim Jonk. C’è spazio anche per una delle qualificazioni mondiali più controverse della storia britannica e per Championship Manager 01/02, edizione diventata un vero oggetto di culto tra gli appassionati di calcio virtuale.
1902 – Austria e Ungheria inaugurano il calcio internazionale dell’Europa continentale
Al campo del Wiener Athletic Club di Vienna, Austria e Ungheria disputano la prima partita ufficiale delle rispettive nazionali. Gli austriaci si impongono per 5-0: Josef Taurer apre le marcature, Gustav Huber segna un gol e Jan Studnicka realizza una tripletta.
L’importanza della partita supera largamente il risultato. Quello del 12 ottobre 1902 è infatti considerato il primo incontro internazionale ufficiale tra due nazionali dell’Europa continentale, in un’epoca nella quale il calcio internazionale era stato quasi interamente monopolizzato dalle selezioni britanniche. Austria e Ungheria avrebbero poi costruito una delle rivalità più antiche e longeve del continente.
1935 – Più di 82.000 persone per Chelsea-Arsenal a Stamford Bridge
Chelsea e Arsenal pareggiano 1-1 in First Division davanti a 82.905 spettatori, con Joe Bambrick a segnare per i Blues e Jack Crayston a rispondere per i Gunners. È una folla enorme anche per gli standard del calcio inglese degli anni Trenta.
Quella cifra rappresenta ancora oggi il record ufficiale di pubblico nella storia di Stamford Bridge. Il Chelsea ricorda inoltre che, all’epoca, si trattava del più alto dato mai registrato per una partita di Football League: una fotografia impressionante della popolarità raggiunta dal calcio londinese già prima della Seconda guerra mondiale.
1955 – Miloš Milutinović segna quattro gol nella prima Coppa dei Campioni
Nella stagione inaugurale della Coppa dei Campioni, il Partizan riceve lo Sporting Lisbona dopo lo spettacolare 3-3 dell’andata, che il 4 settembre era stato anche la prima partita in assoluto nella storia della competizione. A Belgrado gli jugoslavi vincono 5-2 e superano il turno con un complessivo 8-5.
Il grande protagonista è Miloš Milutinović, autore di quattro reti. Il futuro attaccante della nazionale jugoslava aveva già segnato due volte all’andata: chiude quindi quel primo storico doppio confronto europeo con sei gol. Nello stesso pomeriggio il Real Madrid batte 5-0 il Servette nella prima partita di Coppa dei Campioni disputata al Bernabéu.
1961 – Nasce Chendo, uomo di un solo club
A Totana, nella regione di Murcia, nasce Miguel Porlán Noguera, universalmente conosciuto come Chendo. Entrato nelle giovanili del Real Madrid, trascorrerà l’intera carriera professionistica con i blancos, diventando uno dei simboli meno appariscenti ma più longevi della squadra tra gli anni Ottanta e Novanta.
Chendo disputa 497 partite ufficiali con il Real Madrid e conquista, tra gli altri trofei, sette campionati spagnoli, due Coppe UEFA e la Champions League del 1998, vinta nell’ultima stagione della sua carriera. Resta celebre anche il duello con Maradona in Real Madrid-Napoli del 1987, durante il quale riuscì persino a rifilare un tunnel all’argentino.
1966 – Nasce Wim Jonk
A Volendam nasce Wim Jonk, centrocampista olandese elegante e dotato di un tiro potentissimo. Dopo essersi affermato nell’Ajax, con cui vince la Coppa UEFA nel 1992, nel 1993 arriva all’Inter insieme al compagno di nazionale Dennis Bergkamp.
In nerazzurro rimane soltanto due stagioni, ma lascia un segno soprattutto nelle coppe: segna cinque gol nella Coppa UEFA 1993-94, compresa la rete dell’1-0 contro il Salisburgo nel ritorno della finale a San Siro. Quel gol completa il successo europeo dell’Inter e rappresenta uno dei momenti più importanti della sua esperienza italiana.
1977 – La mano di Joe Jordan manda la Scozia al Mondiale
Per una decisiva partita di qualificazione al Mondiale argentino, Galles e Scozia si affrontano non in territorio gallese ma ad Anfield, a Liverpool, scelta della federazione gallese legata alla maggiore capienza dell’impianto. Lo stadio viene invaso dalla Tartan Army e per il Galles la partita assume quasi l’aspetto di una trasferta.
Sul punteggio di 0-0 arriva l’episodio rimasto nella storia. L’arbitro Robert Wurtz assegna un rigore per un presunto fallo di mano del gallese David Jones, ma le immagini mostrano che a toccare il pallone è lo scozzese Joe Jordan. Don Masson trasforma il penalty e Kenny Dalglish firma il 2-0: la Scozia conquista la qualificazione ad Argentina 1978 e in Galles nasce la leggenda negativa della Hand of Jaws.
2001 – Esce Championship Manager: Season 01/02
Nel Regno Unito viene pubblicata per Windows Championship Manager: Season 01/02, sviluppata da Sports Interactive e distribuita da Eidos. È importante specificare il mercato: il 12 ottobre riguarda l’uscita britannica della versione PC; in Italia e Francia il gioco arriverà il 19 ottobre, mentre le successive versioni Mac e Xbox avranno date ancora diverse.
Quell’edizione diventa uno dei capitoli più longevi e amati nella storia dei manageriali calcistici, anche grazie a un database pieno di futuri campioni e personaggi diventati leggendari tra i giocatori, come il fantomatico Tó Madeira. Nel 2008 Eidos renderà addirittura il gioco scaricabile gratuitamente, contribuendo a mantenere viva una comunità che continua ancora oggi ad aggiornarne rose e competizioni.
2012 – L’Irlanda subisce la sua peggiore sconfitta interna in una partita ufficiale
All’Aviva Stadium di Dublino la Germania travolge la Repubblica d’Irlanda per 6-1 nelle qualificazioni ai Mondiali del 2014. Marco Reus segna due volte nel primo tempo, poi arrivano Özil, Klose e una doppietta di Toni Kroos; Andy Keogh realizza soltanto nel recupero il gol della bandiera irlandese.
Per l’Irlanda è la sconfitta casalinga più pesante mai subita in un incontro competitivo. La partita fotografa anche la profondità della Germania di Joachim Löw, destinata meno di due anni dopo a diventare campione del mondo in Brasile.
2014 – Muore Roberto “Oveja” Telch
A Buenos Aires muore Roberto Telch, uno dei grandi centrocampisti nella storia del San Lorenzo. Con la maglia azulgrana aveva attraversato due generazioni memorabili, dai giovani Carasucias alla squadra dei Matadores, diventando uno dei calciatori con più presenze nella storia del club.
Telch conquista con il San Lorenzo quattro campionati argentini, compreso il Metropolitano 1968 vinto senza sconfitte, e partecipa con l’Argentina al Mondiale del 1974. Più che per i gol, viene ricordato per l’eleganza con cui interpretava il ruolo di centrocampista centrale, giocando spesso d’anticipo senza bisogno di ricorrere al tackle.



