Robert Copland-Crawford fu uno dei protagonisti delle prime sfide tra Inghilterra e Scozia e segnò, a soli 17 anni, il primo gol di quella rivalità ancora non ufficiale. Cresciuto tra ambiente militare e public school, passò dal football alla guerra in Afghanistan e infine alla Sierra Leone britannica, dove una condotta sempre più violenta lo portò a una condanna per omicidio e a un drammatico ritorno in patria.
Il triste ritorno a Liverpool
La sera del 24 agosto 1889, al porto di Liverpool, due medici salirono a bordo della SS Lagos, uno dei piroscafi passeggeri e mercantili che collegavano regolarmente la costa dell’Africa occidentale con Liverpool, immediatamente dopo che questa aveva attraccato. Erano lì per visitare un passeggero che viaggiava sotto la responsabilità delle autorità britanniche, il 36enne Robert Copland-Crawford, condannato poche settimane prima a dodici mesi di carcere con lavori forzati e già giudicato troppo malato per restare detenuto nel clima africano.
Il quadro clinico successivamente stilato era impressionante. I medici registrarono difficoltà nel camminare e nel serrare le mani, perdita di sensibilità a una gamba, edema alle caviglie e ai piedi, ingrossamento dell’addome, del fegato e della milza, attività cardiaca accelerata, agitazione mentale e una lieve esitazione nel parlare. Conclusero quindi che il carcere avrebbe potuto metterne in pericolo la vita.
Il resto della pena venne quindi condonato quasi immediatamente. A prima vista poteva sembrare soltanto il triste epilogo di una vicenda coloniale finita male, ma l’uomo sbarcato a Liverpool aveva già attraversato alcuni dei luoghi simbolo dell’età vittoriana: Harrow, l’Oval, l’Afghanistan, Kandahar e il Sudan. Prima di diventare un caso discusso in Parlamento, era stato anche uno dei pionieri del calcio internazionale. Chi era Robert Copland-Crawford?
Una famiglia cresciuta tra esercito e public school
Robert Erskine Wade Crawford era nato il 5 settembre 1852 a Elizabeth Castle, sull’isola di Jersey, dove il padre Robert Fitzgerald Crawford prestava servizio nella Royal Artillery. Era il maggiore di sette figli, cinque maschi e due femmine, ed era cresciuto in una famiglia in cui il mondo militare era molto presente. Anche la madre, Jane Anderson, in qualche modo ne faceva parte, essendo la figlia di un rinomato tenente colonnello.
Dopo gli anni dell’infanzia trascorsi a Edimburgo, la famiglia si trasferì ad Harrow nel 1863. Robert entrò nella celebre Harrow School nel 1866 e vi rimase fino al 1871, inserendosi in uno degli ambienti che più contribuirono alla formazione dello sport vittoriano. Football e cricket non erano ancora carriere professionistiche, ma parte di quella cultura sportiva delle public school dalla quale sarebbe emerso il primo calcio organizzato.
Il cognome Copland-Crawford nacque da un’eredità. Sudbury Lodge era una grande residenza di campagna a Sudbury, vicino Harrow, appartenente alla famiglia Copland. John Copland aveva acquistato la tenuta all’inizio dell’Ottocento; dopo la sua morte passò alle figlie Frances e Anne, note benefattrici locali. Morta Frances nel 1870 e Anne nel 1872, la proprietà passò al padre di Robert, il generale Robert Fitzgerald Crawford, a condizione che assumesse anche il cognome Copland.
Robert e Fitzgerald, due fratelli nel football dei pionieri
A Harrow Robert si distinse in più discipline. Fece parte dell’undici di cricket della scuola dal 1868 al 1871 e di quello di football tra il 1869 e il 1871. Nel cricket arrivò anche a disputare due incontri first class per il Marylebone Cricket Club e nel 1872 realizzò 106 punti per I Zingari contro la Household Brigade, il suo unico century conosciuto.
Il football, però, gli regalò il posto più particolare nella storia. Anche il fratello minore Fitzgerald Hamilton Paul Crawford giocava e i due furono compagni negli Harrow Chequers. Nell’apertura della stagione 1871-72, con Robert capitano, affrontarono i Wanderers in uno 0-0 e la stampa lodò entrambi per la qualità del gioco; in seguito tutti e due sarebbero entrati nello stesso Wanderers.
La presenza dei due fratelli nello stesso ambiente racconta bene quanto il primo football fosse ancora una rete relativamente ristretta di public school, club e conoscenze personali. Robert e Fitzgerald comparvero insieme anche in due delle sfide rappresentative tra Scozia e Inghilterra, nel novembre 1871 e nel febbraio 1872, occasioni in cui le cronache sottolinearono in particolare il loro instancabile lavoro offensivo.
Il primo gol della rivalità tra Inghilterra e Scozia
La partita che permise a Robert Crawford di entrare nella storia del calcio era arrivata prima, il 5 marzo 1870. Charles Alcock aveva organizzato all’Oval di Londra una sfida tra una selezione inglese e una scozzese, la prima di cinque partite considerate all’epoca internazionali ma oggi non riconosciute come incontri ufficiali. Crawford aveva appena 17 anni ed era ancora uno studente di Harrow.
Sul risultato di 0-0, a circa 15 minuti dalla fine, l’Inghilterra spinse in avanti anche il proprio portiere nel tentativo di segnare. Crawford approfittò della porta rimasta incustodita e calciò da lontano, trovando il vantaggio scozzese. Alfred Baker pareggiò nell’ultimo minuto: finì 1-1, ma quella rete rimase la prima segnata nelle sfide che prepararono la nascita della rivalità calcistica tra Inghilterra e Scozia.
Successivamente quelle gare, all’epoca considerate ufficiali a tutti gli effetti, sarebbero state trattate semplicemente come test match in quanto le convocazioni scozzesi non erano state decise dalla federcalcio locale. Una decisione che ha ridimensionato l’importanza del gol di Copland-Crawford e il segno che il suo nome avrebbe lasciato nella storia del football: la prima partita internazionale tra Scozia e Inghilterra si sarebbe giocata soltanto nel novembre del 1872, concludendosi 0-0.
Crawford giocò quattro delle cinque partite della serie: oltre all’1-1 inaugurale partecipò alla sconfitta per 1-0 del novembre 1870 e, insieme a Fitzgerald, alle sconfitte per 2-1 del novembre 1871 e 1-0 del febbraio 1872. Poco dopo entrò nei Wanderers e disputò lo 0-0 contro il Queen’s Park nella semifinale della prima FA Cup, vinta poi dal club londinese senza di lui in finale.
Dai Wanderers alla guerra in Afghanistan
L’esperienza sportiva di Copland-Crawford si esaurì presto, fatto tutt’altro che insolito all’epoca: il calcio era ancora soltanto un gioco, la vita e le sue necessità passavano sempre, inevitabilmente, in primo piano. Il suo percorso successivo apparve quindi quasi naturale: nel 1873 entrò nel 2nd Middlesex Royal Rifle Regiment of Militia e l’anno seguente passò al 60th Rifles; promosso tenente nel 1876, fu inviato in India e poi coinvolto nella seconda guerra anglo-afghana.
Partecipò alla battaglia di Ahmed Khel nell’aprile 1880, dove venne segnalato nei dispacci ufficiali per il valore dimostrato in combattimento, quindi prese parte alla marcia da Kabul a Kandahar guidata da Frederick Roberts, una delle operazioni più celebrate dall’Impero britannico in quel conflitto. In seguito il servizio lo portò anche in Sudafrica e, nel 1883, in Egitto e Sudan, durante le operazioni contro il movimento mahdista, l’insurrezione guidata dai seguaci del leader religioso sudanese Muhammad Ahmad.
Nel 1882 si sposò a Lancaster Gate, ma il matrimonio ebbe breve durata e si concluse nel giro di pochi anni. Copland-Crawford lasciò l’esercito nell’agosto 1884: aveva poco più di trent’anni, un passato da sportivo di alto livello e diverse campagne militari alle spalle. Dopo alcuni anni lontano dal servizio attivo, nel 1888 si rimise in gioco, accettando un incarico in Africa occidentale destinato a cambiare definitivamente la sua vita.
L’incarico in Sierra Leone
Nel settembre 1888 Copland-Crawford accettò un contratto di sei mesi con la polizia di frontiera della Sierra Leone britannica e venne destinato a Sulymah, sulla costa sud-orientale. Il territorio confinava con territori governati da capi locali indipendenti dalla Corona e viveva una situazione fragile, segnata da rivalità, commercio, guerre e schiavitù. Il governatore Sir James Hay gli affidò soprattutto il compito di mantenere l’ordine e favorire una soluzione pacifica delle tensioni.
Copland-Crawford interpretò invece il proprio ruolo in modo sempre più aggressivo. Dopo un incontro con il capo Makaia, scrisse che per ristabilire davvero i commerci sarebbe stato necessario spezzarne definitivamente il potere. Hay lo richiamò, ricordandogli che una politica di quel genere non poteva essere intrapresa senza precise istruzioni; poco dopo Crawford ordinò anche l’arresto di due capi, Fahwoondoo e Fangh Patoh, pur non avendo l’autorità legale per farlo.
Il tentativo di arresto provocò uno scontro nel quale dieci uomini furono uccisi e tre agenti rimasero a loro volta feriti. Il governatore intervenne nuovamente, giudicando invalido il mandato emesso da Crawford e invitandolo a non ripetere simili iniziative. Era ormai evidente che il problema non riguardava soltanto la durezza dei metodi, ma la tendenza dell’ex ufficiale ad attribuirsi poteri che l’amministrazione non gli aveva concesso.
Jehomah e le contraddizioni dell’Impero
Il 2 dicembre 1888 Copland-Crawford attaccò Jehomah, una città controllata dagli uomini di Makaia. Il rapporto trasmesso a Londra parlò di 131 war-boys nemicii uccisi e di un poliziotto gravemente ferito; dopo la conquista furono inoltre recuperati 522 prigionieri, soprattutto donne e bambini. Quest’ultimo dato sarebbe diventato centrale nel successivo dibattito parlamentare, perché poteva offrire una giustificazione umanitaria all’operazione.
Il problema era che l’attacco non era stato autorizzato. Hay gli ribadì che non aveva alcun diritto di assumere l’iniziativa offensiva o attaccare città senza un permesso esplicito. A Londra, tuttavia, il Colonial Office assunse una posizione più ambigua: pur chiedendo prudenza e comunicazioni preventive, suggerì al governatore di non frenare un’azione energica se questa poteva produrre risultati utili senza rischi eccessivi.
È qui che la storia di Copland-Crawford smette di essere soltanto quella di un funzionario fuori controllo. Le sue iniziative vennero contestate dai superiori, ma allo stesso tempo alcuni effetti della sua politica risultavano compatibili con gli interessi britannici. Nel dibattito alla Camera dei Comuni del 1890, James Picton avrebbe accusato non solo Crawford, ma anche un sistema capace di deplorare formalmente gli eccessi e poi accettarne i vantaggi.
Una fustigazione, un morto e il processo
La caduta definitiva arrivò per un episodio che non poteva essere presentato come un’operazione militare. Nel febbraio 1889 scomparvero 84 sterline e i sospetti ricaddero su un domestico di Copland-Crawford. L’uomo venne sottoposto, su sue istruzioni, a una violenta fustigazione per costringerlo a confessare; le sevizie proseguirono fino alla morte del prigioniero, trasformando la vicenda in un caso giudiziario.
Copland-Crawford fu arrestato l’11 aprile 1889, proprio mentre in Inghilterra stava terminando la prima stagione della Football League. Nove giorni più tardi si chiuse il campionato inaugurale, dominato dal Preston North End imbattuto: quasi simbolicamente, mentre uno dei protagonisti del football pionieristico finiva in carcere in Sierra Leone, il gioco che aveva conosciuto da ragazzo stava entrando nell’era del calcio organizzato e professionistico. Il processo si concluse il 20 luglio: venne riconosciuto colpevole di aver causato la morte del domestico durante la fustigazione e condannato a dodici mesi di detenzione con lavori forzati.
Dopo la condanna rimase in carcere soltanto nove giorni, quindi altri dieci sotto custodia nell’ospedale coloniale. Le sue condizioni erano considerate incompatibili con la detenzione in Sierra Leone e l’8 agosto venne imbarcato sulla SS Lagos. Sedici giorni più tardi la nave entrò a Liverpool: era necessario stabilire in quali condizioni fisiche e mentali si trovasse l’ex tenente Copland-Crawford.
Gli ultimi anni di Robert Copland-Crawford
I medici che salirono sulla Lagos ritennero il suo stato abbastanza grave da sconsigliare qualsiasi ulteriore incarcerazione e la pena restante venne rimessa. La decisione provocò polemiche alla Camera dei Comuni, dove alcuni deputati chiesero perché un uomo condannato per aver fatto fustigare a morte un domestico avesse trascorso così poco tempo in prigione. Il governo chiarì che non avrebbe ricevuto pensioni per quel servizio né nuovi incarichi coloniali.
Non sappiamo quale malattia spiegasse l’insieme dei sintomi descritti nel 1889 e una diagnosi retrospettiva sarebbe inevitabilmente speculativa. Quello che è certo, comunque, è che Copland-Crawford non si riprese mai da quello stato penoso. Trascorse gli ultimi anni lontano dalla vita pubblica e morì il 23 maggio 1894, ad appena 41 anni; la moglie Helen partecipò al funerale, nonostante la separazione avvenuta anni prima.
Tra il ragazzo che aveva segnato all’Oval e l’uomo riportato malato dalla Sierra Leone erano trascorsi meno di vent’anni. La sua storia unisce dunque due volti della stessa epoca: quello delle public school che contribuì a creare il calcio moderno e quello dell’Impero britannico, nel quale gli stessi uomini potevano diventare ufficiali, amministratori e protagonisti di violenze coloniali. Oltre che per aver segnato il primo gol nella storia del calcio internazionale, Robert Copland-Crawford sarà sempre ricordato come uno dei nomi più controversi del mondo in cui venne alla luce il calcio moderno.
Robert Copland-Crawford
- Nazionalità: scozzese
- Nato a: Elizabeth Castle (Jersey) il 5 settembre 1852
- Morto a: Londra (Inghilterra) il 23 maggio 1894
- Ruolo: attaccante
- Squadre di club: Harrow Chequers (ING), Civil Service (ING), Wanderers (ING)
Sitografia
- Hansard, Volume 344: debated on Monday 2 June 1890 – UK Parliament
- Sierra Leone – Mr. Copland Crawford – UK Parliament
- Hossack, J. From Hero to Villain in Sierra Leone – Cameo: the journal of the West Africa Study Circle
- England v Scotland in 1870: the origin of international football – Scottish Sport History
- Auction: 22003 – Orders, Decorations and Medals Lot: 198 – Spink



