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Come è nato il calcio, dalle origini a oggi

Se vi chiedete come è nato il calcio dovete tenere bene a mente una data: il 26 ottobre 1863. In quel giorno, nella taverna dei massoni “Freemasons’ Tavern” di Londra, venne fondata la Football Association inglese, il primo organismo calcistico ufficiale al mondo. Una manciata di club londinesi decise di sedersi attorno a un tavolo per uniformare le regole di un gioco che, fino a quel momento, era praticato in decine di varianti diverse. Quel giorno nacque il calcio moderno. Ma la storia, come sempre, è molto più complessa e affascinante.

Le origini britanniche: dalle Sheffield Rules alla FA

Prima del 1863, ogni scuola, città o club giocava secondo proprie regole. In molte di queste versioni era ancora permesso l’uso delle mani, e i falli non erano ancora ben definiti. A cambiare le cose, per prima, fu la città di Sheffield. Nel 1857, lo Sheffield Football Club fu fondato da Nathaniel Creswick e William Prest: non è mai uscito dalla dimensione amatoriale dell’epoca, ma esiste ancora oggi.

Poco dopo, nacquero le Sheffield Rules, un insieme di regole che introdussero per la prima volta concetti come la rimessa laterale, la punizione, il calcio d’angolo. Regole più civili, più “giocabili”. Furono proprio queste regole, più raffinate, a ispirare la Football Association nella sua unificazione delle regole, dando vita a una vera standardizzazione del gioco e alle Laws of the Game.

Il 26 ottobre 1863, alla Freemasons’ Tavern, i rappresentanti di 11 club firmarono l’atto costitutivo della Football Association. Tra di loro il pittoresco Arthur Pember, che diventò il primo presidente della FA. L’obiettivo era semplice e rivoluzionario: separare il calcio dal rugby, e fondare un regolamento comune per tutti. Le prime regole prevedevano 13 articoli, tra cui la proibizione dell’uso delle mani (con qualche eccezione per il portiere), l’introduzione della traversa (inizialmente una corda) e la definizione del fuorigioco.

I pionieri e la nascita della FA Cup

Nel 1871 nacque la FA Cup, la competizione calcistica più antica del mondo. Il torneo fu un successo immediato. A organizzarlo fu Charles Alcock, un altro dei grandi padri del calcio, che contribuì enormemente anche alla promozione delle partite internazionali.

Tra i protagonisti di quelle prime edizioni troviamo Francis Marindin, ingegnere, calciatore e poi arbitro di 8 finali di FA Cup tra il 1874 e il 1883. Marindin rappresenta una figura esemplare della transizione tra calcio praticato e calcio regolato: fu tra i primi a pretendere disciplina, rispetto e codici di comportamento in campo.

L’importanza della FA Cup fu enorme: per la prima volta, squadre di club si affrontavano in un torneo ufficiale, e il gioco cominciava a strutturarsi in modo competitivo. I club divennero più organizzati, gli incontri più regolari, e il calcio prese definitivamente il largo.

Club storici e il dilettantismo dei Corinthian

Il calcio era ancora dilettantistico, ma già in fermento. Tra le squadre simbolo di questa epoca pionieristica spiccava il Corinthian FC: fondato nel 1882, era un club aristocratico, composto da studenti di Oxford, Cambridge e delle scuole d’élite. Nato come risposta al Queen’s Park di Glasgow, vero e proprio serbatoio della nazionale scozzese, rifiutava di partecipare a competizioni ufficiali, perché il loro calcio era “per amore del gioco”.

Successivamente trasformatosi in un team itinerante, il Corinthian contribuì enormemente alla diffusione del calcio nel mondo: alla stregua di missionari del pallone, questi nobili gentlemen giocarono in ogni angolo del mondo, ispirando tra le altre le bianche casacche del Real Madrid e la nascita in Brasile del Corinthians Paulista.

In quegli anni si affacciarono anche altri grandi pionieri: Thomas Donohoe, operaio scozzese che portò il football in Brasile insieme a Charles Miller; Lord Arthur Kinnaird, considerato il primo grande campione e al suo ritiro presidente storico della Football Association; Archie Hunter, leader dell’Aston Villa e primo vero idolo popolare; il suo allenatore, George Ramsay, probabilmente il primo vero tecnico di calcio che possa essere considerato tale.

Il calcio diventa moderno: il professionismo

Nel 1883 avvenne una svolta epocale: il Blackburn Olympic conquistò la FA Cup, primo club operaio a sconfiggere i ricchi aristocratici di Londra e, soprattutto, primo club semi-professionista. Nel giro di due anni il professionismo prese piede, cancellando il football degli Old Boys e trasformandolo in quello che tutti conosciamo. Fondamentali, oltre all’Olympic, furono i concittadini Blackburn Rovers e altre squadre del Lancashire come Darwen, oggi scomparso, e Preston North End.

È in questo stesso periodo che il calcio diventa a tutti gli effetti un business. Nasce la Football League, con la First Division che è il primo campionato di calcio professionistico al mondo, e arrivano i primi trasferimenti: nell’estate del 1888 Archie Goodall è il primo giocatore acquistato da un altro club, nel 1893 viene infranto il muro delle 100 sterline quando l’Aston Villa, già protagonista nel trasferimento di Goodall, acquista lo scozzese Willie Groves dal West Bromwich Albion trasformandolo nel primo “calciatore più costoso al mondo”.

La diffusione internazionale: l’Italia e la nascita della FIGC

In Italia, il calcio arrivò tramite gli inglesi. A Torino, nel 1887, Edoardo Bosio fondò il Torino Football & Cricket Club, uno dei primi embrioni di squadra italiana. Il gioco si diffuse rapidamente nelle città portuali e industriali: Genova, Milano, Torino. Nel 1898 viene giocata Genoa-Rappresentanza Torino, la prima partita ufficiale in Italia. Il primo gol lo segna l’inglese Jim Savage, che in futuro sarà una figura chiave nella nascita della Juventus.

Nel 1898 nacque la Federazione Italiana del Football (poi FIGC), e l’8 maggio dello stesso anno si giocò il primo campionato italiano, vinto dal Genoa. Tra i pionieri del calcio tricolore, il più carismatico fu indubbiamente Herbert Kilpin, inglese trapiantato prima a Torino e poi a Milano, dove avrebbe dato vita al Milan Football and Cricket Club. Doveroso ricordare anche Jim Savage, l’uomo a cui la Juventus deve i propri colori bianconeri, e i primi trasferimenti di calciomercato in Italia che avrebbero portato nel giro di pochi anni al professionismo.

Il calcio moderno nasce in Inghilterra, ma si diffonde grazie a uomini, idee e viaggi. La standardizzazione delle regole, la nascita delle competizioni ufficiali e la diffusione internazionale hanno trasformato un passatempo da cortile in uno sport globale. Il pallone rotolava già da tempo. Ma fu solo nel 1863 che qualcuno decise dove, come e perché farlo rotolare per davvero.

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Simone Cola
Simone Colahttps://www.uomonelpallone.it
Amante del calcio in ogni sua forma e degli uomini che hanno contribuito a scriverne la leggenda

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