Il 2 ottobre è una giornata sorprendentemente ricca di storia: dalle radici del calcio scozzese alle figure di Dondinho, Giuliano Sarti e Omar Sívori, passando per l’esordio inglese di Johnny Haynes e Don Revie. E c’è soprattutto una curiosa coincidenza familiare: nello stesso giorno in cui nacque suo padre, 57 anni più tardi Pelé salutò il Santos.
1886 – Nasce la Scottish Junior Football Association
A Glasgow viene fondata la Scottish Junior Football Association, nata per riunire sotto un’unica organizzazione le associazioni locali che già gestivano numerosi club fuori dalla Scottish FA. Il termine Junior, nel particolare sistema calcistico scozzese, non indicava squadre giovanili: identificava una categoria distinta dal calcio considerato senior.
La nuova associazione organizzò anche la Scottish Junior Cup, alla cui prima edizione parteciparono 39 club. Il movimento avrebbe assunto un peso enorme soprattutto nelle comunità industriali della Scozia occidentale, e i primi tre vincitori della coppa passarono successivamente al livello senior entrando nella Scottish FA.
1917 – Nasce Dondinho, il padre calciatore di Pelé
A Campos Gerais, nel Minas Gerais, nasce João Ramos do Nascimento, conosciuto nel calcio come Dondinho. Centravanti, avrebbe giocato per diverse squadre brasiliane prima di legare soprattutto il proprio nome alla storia del figlio Edson Arantes do Nascimento, Pelé, del quale fu uno dei primi maestri e riferimenti calcistici.
Pelé conservò sempre un forte orgoglio per la carriera del padre: raccontò alla FIFA che Dondinho sosteneva di essere riuscito a segnare cinque gol di testa nella stessa partita. Fu inoltre vedendo il padre piangere dopo il Maracanazo del 1950 che il bambino gli promise, quasi per consolarlo, che un giorno avrebbe vinto la Coppa del Mondo per lui.
1924 – Cesáreo Onzari dà il nome al “gol olimpico”
Sul campo dello Sportivo Barracas, a Buenos Aires, Argentina e Uruguay si affrontano in amichevole pochi mesi dopo il trionfo della Celeste ai Giochi di Parigi. Al 15′ Cesáreo Onzari calcia direttamente in porta da calcio d’angolo e supera il portiere Andrés Mazali, realizzando una rete resa possibile soltanto pochi mesi prima dalla modifica regolamentare che aveva autorizzato a segnare direttamente da corner. L’Argentina vincerà 2-1.
La particolarità non è soltanto tecnica. Proprio perché realizzata contro i campioni olimpici in carica, la rete viene inizialmente ricordata come il gol a los olímpicos e poi semplicemente come gol olímpico, espressione destinata a entrare nel vocabolario calcistico internazionale. L’AFA considera quello di Onzari il primo gol olimpico della storia; ricostruzioni successive hanno inoltre smentito l’episodio scozzese di Billy Alston che per anni gli aveva conteso il primato.
1933 – Nasce Giuliano Sarti, il portiere della Grande Inter
A Castello d’Argile nasce Giuliano Sarti, uno dei portieri italiani più importanti della sua generazione. Prima di diventare il numero uno della Grande Inter, fu protagonista anche della prima Fiorentina campione d’Italia, quella dello scudetto 1955-56, e vinse con i viola anche Coppa Italia e Coppa delle Coppe.
Nel 1963 passa all’Inter di Helenio Herrera e diventa il primo nome della celebre filastrocca “Sarti, Burgnich, Facchetti…”. Con i nerazzurri raccoglie 198 presenze e conquista due scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. L’Inter lo ricorda anche come un portiere innovativo, capace di giocare più lontano dalla porta e contribuire ad accorciare la squadra.
1935 – Nasce Omar Sívori
Due anni esatti dopo Sarti, a San Nicolás de los Arroyos, in Argentina, nasce Enrique Omar Sívori, il futuro Cabezón. Dopo aver vinto tre campionati argentini con il River Plate, nel 1957 arriva alla Juventus e forma con John Charles e Giampiero Boniperti il celebre Trio Magico.
Con la Juventus conquista tre scudetti e il Pallone d’Oro del 1961, primo bianconero a ricevere il premio. Mancino, dribblatore e specialista del tunnel, dopo otto stagioni a Torino passa al Napoli, dove chiude la carriera italiana diventando un altro dei grandi idoli del calcio degli anni Sessanta.
1954 – Johnny Haynes e Don Revie segnano al debutto con l’Inghilterra
A Windsor Park, Belfast, l’Inghilterra apre il British Home Championship battendo l’Irlanda del Nord per 2-0. I due gol portano le firme di Johnny Haynes e Don Revie, entrambi all’esordio con la nazionale maggiore: Haynes apre le marcature e Revie completa il successo.
Le loro strade avrebbero preso direzioni molto diverse. Haynes sarebbe diventato capitano dell’Inghilterra e il primo calciatore inglese pagato 100 sterline alla settimana, chiudendo con 56 presenze in nazionale; Revie si fermò invece a sei, ma avrebbe lasciato un’impronta enorme come allenatore del Leeds United e, successivamente, della stessa Inghilterra.
1974 – Pelé saluta il Santos alla Vila Belmiro
Alla Vila Belmiro, più di 20.000 persone assistono a Santos-Ponte Preta, partita del campionato paulista destinata a diventare l’addio ufficiale di Pelé al Santos. Dopo circa venti minuti O Rei prende il pallone, raggiunge il centro del campo, si inginocchia con le braccia aperte e saluta il pubblico in lacrime prima di lasciare il posto a Gilson.
Il Santos vince 2-0 con un gol di Cláudio Adão e un’autorete di Geraldo. Pelé chiude così 18 anni di storia con il club, dopo 1.116 partite conteggiate dal Santos e 1.091 reti; il ritiro, però, non sarà definitivo, perché nel 1975 tornerà in campo con i New York Cosmos. Curiosamente, la sua grande giornata d’addio cade esattamente nel giorno del compleanno del padre Dondinho.
2023 – Muore Francis Lee
Muore a 79 anni Francis “Franny” Lee, attaccante inglese legato soprattutto a Bolton Wanderers, Manchester City e Derby County. Con il City segna 148 gol in 330 presenze complessive e diventa uno dei protagonisti della grande squadra costruita da Joe Mercer e Malcolm Allison tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70.
Con i Citizens conquista campionato, FA Cup, League Cup e Coppa delle Coppe, oltre a due Charity Shield, mentre con l’Inghilterra totalizza 27 presenze e 10 gol. La sua storia con il Manchester City prosegue anche fuori dal campo: nel 1994 torna infatti al club da presidente, incarico che mantiene per quattro anni.



