Il 2 agosto è una data particolarmente ricca per la storia del calcio. Si passa dalla rinascita del Porto al primo Boca-River conosciuto, dalla riorganizzazione del pallone italiano durante il fascismo all’oro olimpico della Grande Ungheria, fino a un gol leggendario di Pelé e a una delle clausole contrattuali più insolite mai inserite nel contratto di un calciatore.
1906 – Il Porto rinasce grazie a José Monteiro da Costa
Il 2 agosto 1906 José Monteiro da Costa e alcuni membri del circolo cittadino Grupo do Destino rilanciano il Futebol Clube do Porto, rimasto sostanzialmente inattivo dopo la prima esperienza avviata da António Nicolau de Almeida nel 1893. Non si tratta quindi della fondazione originaria del club, che lo stesso Porto colloca al 28 settembre 1893, ma dell’inizio della sua continuità sportiva moderna.
Monteiro da Costa diede alla società una struttura più stabile, ampliandone le attività e favorendone il radicamento nella città. Da quella ripartenza sarebbe nato uno dei principali club portoghesi: il legame tra il progetto pionieristico del 1893 e il Porto contemporaneo passa proprio attraverso la riorganizzazione del 1906.
1908 – Boca Juniors e River Plate si affrontano per la prima volta
Il 2 agosto 1908 Boca Juniors e River Plate disputano il primo confronto del quale sia rimasta una testimonianza documentaria. L’amichevole si gioca sul campo del Boca nell’area portuale dell’Isla Demarchi e termina con la vittoria degli xeneizes per 2-1.
Non è ancora il primo Superclásico ufficiale, che arriverà il 24 agosto 1913 e sarà vinto dal River. Nel 1908 i due club erano giovani società nate a poca distanza l’una dall’altra nel quartiere della Boca: prima di diventare una rivalità nazionale e globale, Boca-River fu una sfida tra vicini del porto di Buenos Aires.
1926 – La Carta di Viareggio riorganizza il calcio italiano
Il 2 agosto 1926 viene promulgata la Carta di Viareggio, documento attraverso il quale il regime fascista interviene profondamente nell’organizzazione del calcio italiano. La riforma era stata elaborata da una commissione nominata dal CONI dopo la crisi che aveva investito la Federazione e il precedente sistema dei campionati.
La Carta modificò la struttura della FIGC, distinse i calciatori tra dilettanti e “non dilettanti”, limitò l’impiego degli stranieri e creò una Divisione Nazionale aperta anche alle maggiori squadre meridionali. Fu un passaggio decisivo verso un calcio professionistico e organizzato su scala nazionale, sebbene inserito nel più ampio processo di controllo autoritario dello sport italiano.
1931 – Nasce Viliam Schrojf, il “Gatto nero” cecoslovacco
Il 2 agosto 1931 nasce a Praga Viliam Schrojf, portiere slovacco che avrebbe disputato 39 partite con la nazionale cecoslovacca. Vestito spesso con una maglia scura e dotato di grande agilità, venne soprannominato “Černá kočka”, il Gatto nero.
Schrojf fu uno dei protagonisti della Coppa del Mondo del 1962. Nei quarti contro l’Ungheria difese il vantaggio cecoslovacco con numerosi interventi, contribuendo al cammino fino alla finale persa contro il Brasile: dietro il sorprendente secondo posto della Cecoslovacchia ci fu anche uno dei grandi portieri europei della sua generazione.
1942 – Nasce Leo Beenhakker, allenatore senza frontiere
Il 2 agosto 1942 nasce a Rotterdam Leo Beenhakker, tecnico destinato a costruire una carriera molto più importante di quella avuta da calciatore. Conosciuto come “Don Leo”, allenò tra gli altri Ajax, Feyenoord e Real Madrid, oltre a lavorare con diverse nazionali.
Con il Real Madrid vinse tre campionati spagnoli consecutivi nella seconda metà degli anni Ottanta, mentre nel 1999 riportò il Feyenoord al titolo olandese. Il risultato più insolito arrivò però con Trinidad e Tobago, condotta alla sua prima qualificazione mondiale nel 2006: la carriera di Beenhakker attraversò continenti, scuole calcistiche e contesti profondamente differenti.
1952 – La Grande Ungheria conquista l’oro olimpico
Il 2 agosto 1952 l’Ungheria batte la Jugoslavia per 2-0 nella finale olimpica di Helsinki. Ferenc Puskás si fa respingere un rigore nel primo tempo, ma nella ripresa segna il gol del vantaggio; Zoltán Czibor completa poi il trionfo della nazionale magiara davanti a quasi sessantamila spettatori.
L’oro consacrò la squadra di Gusztáv Sebes, nella quale giocavano anche József Bozsik, Sándor Kocsis, Nándor Hidegkuti e Gyula Grosics. Quella vittoria rappresentò l’affermazione internazionale dell’Aranycsapat, la formazione che nel 1953 avrebbe battuto l’Inghilterra a Wembley e rivoluzionato la percezione tattica del calcio europeo.
1959 – Pelé realizza il leggendario gol della Rua Javari
Il 2 agosto 1959 il Santos batte per 4-0 il Clube Atlético Juventus sul piccolo campo della Rua Javari, a San Paolo. Pelé segna tre volte e completa la propria tripletta con un’azione rimasta nella tradizione orale del calcio brasiliano: supera due difensori e il portiere sollevando ripetutamente il pallone sopra le loro teste, prima di depositarlo in rete di testa.
Pelé avrebbe indicato quel gol, realizzato a soli 18 anni, come il più bello della propria carriera. Non essendoci una ripresa originale, l’azione è sopravvissuta grazie ai racconti dei presenti e a successive ricostruzioni: una prodezza diventata mitica proprio perché nessuna telecamera riuscì a conservarla.
1967 – Nasce il Trabzonspor
Il 2 agosto 1967 quattro società della città di Trebisonda — İdmanocağı, İdmangücü, Karadenizgücü e Martıspor — completano la fusione dalla quale nasce il Trabzonspor. L’accordo arrivò dopo anni di rivalità locali e dopo una manifestazione cittadina che aveva chiesto la creazione di una squadra capace di rappresentare l’intera provincia.
Scelti il bordeaux e l’azzurro come colori sociali, il nuovo club venne ammesso alla seconda divisione turca. Nella stagione 1975-1976 sarebbe diventato la prima squadra esterna a Istanbul a vincere il campionato nazionale, rompendo il monopolio esercitato fino ad allora da Galatasaray, Fenerbahçe e Beşiktaş.
1968 – Nasce Stefan Effenberg
Il 2 agosto 1968 nasce ad Amburgo Stefan Effenberg, centrocampista dotato di tiro, personalità e una marcata inclinazione al confronto. Dopo essersi imposto nel Borussia Mönchengladbach, giocò una prima volta nel Bayern Monaco e trascorse due stagioni in Italia con la Fiorentina, prima di tornare in Baviera nel 1998.
Da capitano guidò il Bayern alla vittoria della Champions League del 2001. Nella finale contro il Valencia segnò il rigore dell’1-1 durante la partita e trasformò anche il proprio tiro nella serie conclusiva: fu lui ad alzare la Coppa dei Campioni che mancava al club da venticinque anni, venendo inoltre premiato come miglior giocatore della competizione.
1999 – Diventa pubblica la clausola spaziale di Stefan Schwarz
Il 2 agosto 1999 la stampa britannica racconta un dettaglio contenuto nell’accordo tra il Sunderland e il centrocampista svedese Stefan Schwarz: il calciatore non avrebbe potuto viaggiare nello spazio durante la validità del contratto. Il club temeva che Schwarz potesse partecipare a un futuro volo turistico al di fuori dell’atmosfera terrestre.
La precauzione non era del tutto immotivata: uno dei consulenti del giocatore aveva già prenotato un posto per una missione spaziale commerciale e Schwarz aveva manifestato interesse per l’esperienza. Un eventuale viaggio avrebbe invalidato il contratto per ragioni assicurative, trasformando una normale trattativa di calciomercato in uno dei più curiosi incontri tra calcio e immaginario fantascientifico.



