No Borders League, per un mondo antirazzista

Non sono solito esprimere opinioni personali forti su questo sito, persino a livello calcistico: sono dell’idea che ogni persona al mondo possa avere una sua opinione, e che per quanto questa possa essere diversa dalla mia sia meritevole di rispetto anche se da me non viene condivisa, in quanto figlia di percezioni personali e convinzioni che non possono essere frutto del caso.

Naturale che tutto questo si possa applicare nel valutare la forza di un calciatore, la bellezza di una partita e anche, uscendo un momento dall’ambito pallonaro, per quanto riguarda la qualità di una band musicale o la bontà di un piatto. Discorso ben diverso è quello che riguarda il razzismo, una piaga che purtroppo da sempre dilaga nella nostra società e a cui mai il progresso è riuscito realmente a porre un freno.

Esiste da sempre, ed è naturalmente quanto profondamente sbagliato, in quanto con violenza e ignoranza si permette di giudicare e discriminare intere etnie, interi popoli, come se questi non fossero umani – nel bene e nel male – quanto noi.

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Hopeball, un pallone che significa speranza

Ho scoperto Internet in relativamente tarda età – avevo passato i venticinque anni – e amo questo straordinario strumento: vero è che, come notoriamente ha detto Umberto Eco, ha dato voce “a migliaia di cretini”, ma è vero anche il contrario. Il web ha dato voce a tantissime persone valide, persone di qualità, “contatti” che con il tempo sono diventati “amici” e che mi hanno fatto conoscere storie straordinarie.

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Sartoria Sportiva Calcio Retrò, sogni cuciti a mano

Ho contattato Paolo, il proprietario di “Sartoria Sportiva Calcio Retrò”, per proporgli di leggere il mio “Pionieri del Football – Storie di calcio vittoriano” e per valutare la creazione di una maglia che possa accompagnarmi nelle presentazioni che spero di fare prossimamente. Non faccio però in tempo a scrivermi che lui mi brucia in anticipo, dicendomi che mi conosce e che non solo conosce anche il mio libro, ma se lo è già letto in pochissimi giorni: “L’ho letto come un bambino che vede per la prima volta un pallone da calcio”, mi dice, riempiendomi d’orgoglio.

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Essere Zdeněk Zeman – Tutto Calcio che Cola #11

Che il calcio attuale sappia regalare ancora grandi emozioni e magie è innegabile anche per un romantico – ma non per questo cieco e “contro il calcio moderno” – come me: le imprese in FA Cup del Sutton United e del Lincoln, la Premier League vinta dal Leicester City la scorsa stagione, per dire, sono eventi che hanno coinvolto milioni di appassionati, a testimonianza che il calcio è in possesso di un’anima immortale, la stessa che coinvolse i pionieri fondatori della Football Association nel 1863 e che durerà per sempre, fino a quando un bambino – per dirla alla Galeano, “prenderà a calci un pallone”.

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Consigli per un Natale nel pallone

Non so voi, ma io mi trovo sempre nell’imbarazzo, ogni anno di questo periodo, su cosa regalare ai vari amici e parenti. Forse anche perché le mie passioni sono ristrette (calcio, wrestling, cinema, videogiochi, soprattutto calcio) e sono decisamente poco condivise da chi frequento nel mio quotidiano – motivo per cui a suo tempo aprii “L’Uomo nel Pallone”. Se però c’è una cosa che posso dire con sicurezza è che so bene cosa regalare a chi ama il calcio, e per questo ho pensato di stilare una lista di “regali ideali” per gli amanti del football. Non sia mai che traete qualche idea interessante.

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Balo libera tutti – Tutto calcio che Cola #10

Quando manca più o meno una settimana alla chiusura ufficiale del calciomercato, un nome che fino a qualche tempo fa poteva ancora dirsi importante – e che di importante ha ancora lo stipendio, è bene ricordarlo – non sa ancora in quale progetto tecnico sarà coinvolto nella stagione 2016/2017. Parlo ovviamente di Mario Balotelli, ex “Super Mario” finito ai margini della rosa del Liverpool, che nell’estate 2014 lo aveva prelevato dal Milan dopo un anno e mezzo più che positivo, che ne aveva rilanciato le azioni pesantemente sminuite dall’esperienza poco felice al Manchester City. 

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Si chiamava Giuliano. Giuliano Fiorini (di Diego Costa)

Il cinno si presento’ alla Virtus con la borsa della Fratelli Rosselli e quella sua faccia strana, un po’ da vecchio, nonostante l’età. Il primo che conobbe, aspettando di cambiarsi, fu Piero Maini. Strani a volte i casi della vita. Giuliano, subito geniale, fu amato/odiato in rossoblu.

Piero era un attaccante nato ma fu battezzato ala tornante, dovette aspettare il momento del distacco definitivo col club professionistico per esprimersi come punta pura, a suon di gol, dal San Lazzaro al Sassuolo (dove ancora lo ricordano) passando per Castel San Pietro. Fiore a 17 anni era il monello irriverente che dribblava Bulgarelli in allenamento il giovedì. E proprio il Bulgaro, passata l’iniziale e superficiale irritazione, lo volle presto in prima squadra.

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Storie di calcio copiate – Tutto calcio che Cola #09

A pochi giorni dal mio ultimo editoriale mi tocca tornare a parlare di qualcosa che non è il tema portante di questo sito, dedicato in gran parte alla passione per il calcio e per gli eroi che lo hanno reso grande in tutto il mondo.

Mi costringe a farlo un episodio disdicevole, che non avrà seguito né causerà benefici al sottoscritto o danni a qualcuno, ma che mi sento in dovere di raccontarvi.

Un episodio che si potrebbe definire un illecito, se solo il web in Italia non fosse regolato da leggi sulla proprietà creativa che se esistono hanno lo stesso peso specifico che potrei avere io ad un convegno di astrofisica. Un vero e proprio furto.

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Higuaín-Juve, tutto nella norma – Tutto calcio che Cola #08

Dopo quasi due mesi (l’ultimo editoriale risale ai giorni precedenti EURO 2016) torno ad occuparmi di attualità. Lo faccio perché ritengo giusto dire la mia sugli ultimi avvenimenti di calciomercato, stimolato dalle reazioni tutt’altro che comprensibili in cui mi sono imbattuto in rete legate all’affare-Higuaín, senz’altro la più importante operazione estiva della nostra Serie A in entrata – ché in uscita pare certo il ritorno di Pogba al Manchester United per oltre 100 milioni. 

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Quali Europei dobbiamo aspettarci – Tutto calcio che Cola #07

Ho pensato di rivolgere tre domande a diverse personalità del calcio sul web un parere su quello che dobbiamo aspettarci dai Campionati Europei 2016 cominciati ieri sera e cosa questi riserveranno all’Italia. Hanno partecipato Agnese Priorelli (ColpoDiTacco), Andrea Dalmasso (Il mio calcio libero), Carlo Perigli (Storie del Boskov), Dario Ronzulli (Radio Sportiva), Emanuele Marlia (Agente FIFA), Giacomo Peron (Calcio da Dietro), Gianmarco Galli Angeli (TuttoCalcioEstero.it) e Yuri Dell’Aquila (vocegiallorossa.it). Ecco a voi i loro pensieri sulla questione.

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Niente di nuovo sul fronte nazionale – Tutto calcio che Cola #06

Il 1° settembre scorso mi sono lanciato in una sorta di “predizione” sulla Serie A che aveva da pochi giorni preso il via. Bene, non sono un mago dei pronostici e questo è stato in parte confermato e in parte smentito dai risultati stagionali: considerata però la mia scarsa conoscenza del calcio attuale – perlomeno se paragonata ad autentici fenomeni del web di cui ho massima stima e che vi invito a leggere – mi ha stupito aver azzeccato diverse intuizioni. Fenomeno? Penso piuttosto che questo nostro calcio di oggi, questa Serie A, sia poco incline a sorprese vere e proprie, con valori piuttosto netti e ben definiti e che tali dovrebbero rimanere anche nei prossimi anni, con buona pace di chi già si è annoiato del solito copione. Lieto di sbagliarmi, eventualmente, ma dopo un campionato vinto cominciando a giocare da novembre sarà difficile mettere in dubbio la forza e le prospettive di una squadra come la Juventus, unica nel nostro panorama – ahinoi – a poter vantare uno spessore internazionale che al nostro calcio ormai manca da tempo.

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Tutto calcio che Cola #05 – L’importanza di un applauso

Pur non considerandomi un fenomeno in nessun campo della vita, posso senz’altro riconoscermi pochi difetti umanamente parlando: uno di questi, forse il più marcato, è una certa ingenuità.

Quella che mi porta a tentare il confronto sempre e comunque, parlando logicamente e cercando di capire le motivazioni di chi la logica non sa dove stia di casa e il cui unico motivo, in fondo, è dire e fare quel che vuole senza giustificarsi in alcun modo.

Forse è per questo che a volte mi cadono le braccia quando parlo di calcio sui social network, male necessario per chi cerca di far conoscere la propria passione legata al football e non ha altro mezzo per farlo che tentare di coinvolgere persone con una Pagina che porta poi ad un sito di pensieri e pallone: non passa giorno, non esiste articolo, di qualunque squadra o calciatore/allenatore/dirigente parli, che non mostri commenti inqualificabili e assolutamente non obbiettivi da parte di chi considera quella squadra o personaggio un nemico, qualcosa da odiare. 

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