La leggenda vuole che, quando i genitori lo videro sbarcare dal battello che lo riportava in Brasile dopo gli studi compiuti in Inghilterra con due palloni da calcio sotto le braccia, gli chiesero cosa fossero quegli strani oggetti e a cosa servissero. “Sono le mie lauree. Vostro figlio infatti si è laureato nel football”, avrebbe risposto. Quel ragazzo si chiamava Charles William Miller, era brasiliano di origini scozzesi e non immaginava ancora che per tutti sarebbe diventato el Senhor Futebol, il padre del calcio brasiliano.
Laurea in futebol
Se la storia dei palloni intesi come lauree e dello stupore dei locali verso tale attrezzo può essere messa in discussione – c’è chi dice che in Brasile già si giocasse a calcio grazie a un altro scozzese, Thomas Donohoe, ma che non si seguissero regole specifiche – quello che è certo è che Charles Miller può essere ufficialmente considerato il padre del calcio brasiliano.
Oltre ad aver portato i palloni e ad aver mostrato ai brasiliani come utilizzarli, infatti, Miller portò con sé anche un manuale con le regole del calcio dell’epoca: non solo il regolamento della Football Association, ma soprattutto il set di regole della Hampshire FA, la contea in cui aveva giocato in Inghilterra. Resosi conto che nessuno capiva di quale sport stesse parlando, raccolse una ventina di persone, si fece seguire fino in uno spiazzo sufficientemente ampio e qui tracciò le linee del primo “campo” in Brasile, dividendo i presenti in due squadre e spiegando il gioco sul prato, non sui libri.
Siamo nel 1894, Miller ha vent’anni e nella patria del football ha giocato appena un pugno di gare con il St. Mary’s – l’odierno Southampton – impreziosendo la sua esperienza con una presenza nelle selezioni locali della Hampshire FA. Nato a São Paulo il 24 novembre 1874 da padre scozzese, John Miller, ingegnere ferroviario, e madre anglo-brasiliana, Carlota Fox, era stato mandato in Inghilterra giovanissimo per studiare alla Banister Court School di Southampton: lì, più che alla scuola, si “laurea” davvero in football.
Corinthian per caso
Recatosi allo stadio per assistere alla sfida tra gli straordinari gentlemen del pallone del Corinthian FC e una selezione della Hampshire FA, il 20 aprile del 1892, quando si rende conto che i nobili del Corinthian sono a corto di uomini (hanno giocato appena due giorni prima, travolgendo il Renton 8-1) si propone di far parte della mitica compagine. Insperabilmente sarà accontentato, partecipando a una vittoria per 1-0 come ala destra.
Pochi giorni prima aveva già fatto parlare di sé con la maglia del St. Mary’s, segnando al debutto contro una selezione dell’esercito di Aldershot e diventando, con ogni probabilità, il primo brasiliano a giocare a calcio in Europa. Nelle cronache locali viene descritto come “clever little left winger“, una piccola ala sinistra intelligente e tecnica, capace di muoversi tra i difensori con naturalezza.
Ed è forse in quel momento, giocando con campioni così grandi e di animo così nobile, che Miller capisce che in futuro, come loro, si dedicherà all’insegnamento del football. Ovviamente in Brasile, quella che è a tutti gli effetti la sua nuova patria. Quando nel 1894 lascia per l’ultima volta l’Inghilterra lo fa con due palloni, un set di regole e la certezza di voler trasformare quel gioco in qualcosa di grande dall’altra parte dell’oceano.
Padre dello stile brasiliano
Come capita a molti pionieri britannici – ad esempio il Marchese Jim Savage in Italia – mentre nella patria del football è un giocatore come tanti, in una terra dove il football è ancora materia sconosciuta diventa un fenomeno, un attaccante formidabile che in assenza di fisicità (è alto appena 165 centimetri) sfrutta la velocità e una padronanza del pallone che ne fa un maestro del dribbling. Molti storici sostengono che proprio questo suo modo di giocare sia alla base dello stile brasiliano – arrivato ai giorni nostri – di giocare di fino, di tecnica.
Charles Miller – sportivo completo, appassionato di cricket e pioniere anche nella pallanuoto e nel rugby – fu tra i fondatori della polisportiva São Paulo Athletic Club (SPAC) e il principale fautore della sezione dedicata al calcio, dove confluirono molti tra quelli che lavoravano all’impresa ferroviaria dove egli stesso era impiegato. Lì organizzava allenamenti, definiva ruoli, insegnava il passaggio corto e il controllo palla ai compagni ancora inesperti.
Furono proprio questi – trionfando contro la compagnia addetta al gas 4-2 – a giocare la prima partita ufficialmente riconosciuta in Brasile, nel 1895, e nel 1902 presero parte al primo Campeonato Paulista, nato in seguito alla fondazione della prima federazione calcistica brasiliana, la Liga Paulista de Foot-Ball, creata nel dicembre 1901 con Miller tra i principali promotori.
Stella e pioniere
Il São Paulo Athletic Club vinse le prime tre edizioni del Campeonato Paulista, nel 1902, 1903 e 1904, e Miller fu nelle prime due stagioni uno dei grandi protagonisti: capocannoniere del torneo nel 1902 e di nuovo miglior marcatore nel 1904, condividendo il titolo con il compagno di squadra Herbert Boyes, figlio di un industriale tessile cittadino. Nei tabellini dell’epoca il suo nome compare sempre accanto a quelli dei primi campioni della borghesia paulista.
Parallelamente alla carriera sul campo, prosegue quella professionale che lo porta a lavorare per la São Paulo Railway Company, fino a diventare agente della Royal Mail e poi vice-console inglese in città. Approfitta dei suoi contatti e dei suoi viaggi per continuare a promuovere il calcio, organizzare partite, invitare squadre straniere, suggerire perfino il nome Corinthians ai ragazzi che nel 1910 fonderanno il nuovo club popolare di San Paolo.
Sposatosi con la pianista di fama internazionale Antonieta Rudge, si ritroverà solo quando lei se ne andrà di casa, nel 1920, innamorata dell’artista modernista Menotti Del Picchia ma anche, si dice, frustrata da un marito che la trascura, preso dal lavoro e dalle sue mille passioni sportive. Dal loro matrimonio nasceranno due figli, Carlos ed Helena, prima della separazione definitiva a metà anni ’20.

I tre padri del futebol brasiliano
Quando si parla di chi abbia portato il calcio in Brasile, il dibattito resta aperto. C’è chi indica Thomas Donohoe, l’operaio scozzese che organizzò le prime partite nel cortile della fabbrica di Bangu; c’è chi ricorda João Evangelista Belfort Duarte, ingegnere e uomo di fair play che tradusse e diffuse le regole del gioco a Rio de Janeiro. E poi c’è Miller, il ragazzo tornato dall’Inghilterra con due palloni e un libro di regole sotto braccio.
Considerarli rivali significa non cogliere il punto. Donohoe è il padre delle peladas operaie, delle prime partite miste tra bianchi e neri nei giardini di fabbrica; Belfort Duarte è la coscienza morale del nuovo gioco, simbolo di correttezza e di apertura sociale; Charles Miller è colui che mette tutto in forma di campionato, fonda la Liga Paulista e trasforma il passatempo degli inglesi in una competizione organizzata. Insieme, sono il triangolo perfetto delle origini del futebol brasiliano.
Ritiratosi nel 1910 dal calcio giocato, Miller continuerà a essere arbitro, dirigente e poi uomo d’affari, senza smettere mai di gravitare attorno ai campi. Morirà a São Paulo nel 1953, con il titolo informale ma mai davvero messo in discussione di padre del futebol: poche persone sono riuscite a fondersi così tanto con l’immaginario collettivo di un Paese. Davvero niente male, per un ragazzo tornato dall’Inghilterra con due strani oggetti sferici sotto le braccia.

Charles William Miller
- Nazionalità: Brasile
- Nato a: São Paulo (Brasile) il 24 novembre 1874
- Morto a: São Paulo (Brasile) il 30 giugno 1953
- Ruolo: ala
- Squadre di club: Corinthian (ING), St. Mary’s (ING), São Paulo (BRA)
- Trofei conquistati: Campeonato Paulista 1902, 1903, 1904
Sitografia:
- Wilson Roberto Gambeta, (2013) A bola rolou: o início do futebol em São Paulo – Tesi universitaria
- Charles William Miller AKA Charles Miller – SaintsPlayers
Bibliografia:
- Lacey, Josh (2005) God is Brazilian: Charles Miller, the man who brought football to Brazil, Tempus Publishing
- Cavallini, Rob (2007) Play Up Corinth – A History of the Corinthian Football Club, Tempus Publishing





