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Tag: gran bretagna

30/11/1872, la prima partita internazionale: Scozia-Inghilterra 0-0

Il 30 novembre 1872 è una data estremamente importante nella storia del calcio. Fu in questo giorno di oltre un secolo e mezzo fa che andò infatti in scena Scozia-Inghilterra, la prima partita internazionale ufficialmente riconosciuta come tale dalla FIFA. Quelli che allora erano gli unici due movimenti calcistici al mondo si sfidavano sul West of Scotland Cricket Ground dell’Hamilton Crescent di Partick, Glasgow, con lo scopo di promuovere uno sport che esisteva ufficialmente da meno di un decennio.

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TOP 11: club inglesi e britannici scomparsi

L’epoca del football vittoriano, che ho provato a raccontarvi nel mio “Pionieri del football”, mi affascina per una numerosa serie di motivi. Uno di questi è la nascita e la scomparsa, in un periodo così fervido e di cambiamento come quello appena successivo alla codificazione delle “Laws of the Game”, di tutta una serie di squadre che, giorno dopo giorno, divennero sempre più numerose in tutta la Gran Bretagna man mano che il calcio prendeva piede.

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James Trainer, dall’altare alla polvere

Piuttosto alto per l’epoca (180 centimetri circa) e in possesso di un fisico asciutto e slanciato, James Trainer fu il primo portiere a guadagnarsi il soprannome di “Prince of Goalkeepers”. La sua agilità ed eleganza, insieme al sangue freddo che mostrava anche nelle situazioni concitate che si verificavano frequentemente nelle aree di rigore ai tempi del football vittoriano, sembravano le doti naturali di chi era nato per difendere i pali.

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Archie Goodall, il primo colpo del calciomercato

Chiunque si sia appassionato alle origini del gioco certo saprà che esistono date entrate nella storia del calcio per sempre. Momenti ben precisi, in cui il gioco inventato dagli Old Boys delle ricche scuole londinesi cambiava, adattandosi alla società ed evolvendosi, pur restando nei fatti sempre fedele a sé stesso, in quello che oggi tutti conosciamo e amiamo. Archie Goodall, portentosa stella del football vittoriano, fu protagonista assoluto di uno di questi storici giorni, quello che in pratica diede vita al calciomercato.

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Rab Howell, prima stella gitana

Nonostante la prestigiosa enciclopedia Treccani online stimi il loro numero complessivo in circa 12 milioni di individui in tutto il mondo, premettendo oltretutto che probabilmente si parla di una stima al ribasso, il contributo dato al calcio dai popoli romaní è stato decisamente marginale. Le stelle gitane capaci di risplendere nella lunga storia del gioco più popolare al mondo, infatti, si contano sulla punta delle dita.

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G.O. Smith, il primo grande centravanti

G.O. Smith fu tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo il miglior centravanti al mondo, stella rinomata del Corinthian e dell’Inghilterra e progenitore del moderno “falso nueve”. Chi segue il football moderno, un gioco dove le qualità tecniche sono spesso bilanciate da quelle atletiche e dove nella stragrande maggioranza dei casi i più grandi campioni sono dotati di un fisico prodigioso, potrebbe sorridere nel sentirsi dire che quello che appare nella foto di copertina fu uno dei calciatori più forti della sua epoca. Anzi, the first great centre forward, come lo definirono i suoi contemporanei: “il primo grande centravanti”.

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Caesar Jenkyns, il primo “duro” nella storia del calcio dei pionieri

Nel giorno di Pasquetta del 1884 Albert Coles, allenatore della squadra riserve dello Small Heath – club che poi sarebbe diventato il Birmingham City – si trovò a corto di uomini per un’amichevole che avrebbe dovuto giocare nel pomeriggio contro l’Aston Morning Star, uno dei numerosi club esistenti all’epoca in città.

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Hughie Ferguson, un solo gol brutto quanto indimenticabile

Il fatto che il nome di Hughie Ferguson e la sua storia siano praticamente sconosciuti da noi la dice tragicamente lunga sull’attenzione che abbiamo in Italia nei confronti della storia del football e dei suoi primi eroi, artefici della nascita dello stesso mito di cui oggi godiamo, forse un po’ troppo freneticamente, tutti.

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Andrew Watson, la vita del primo calciatore di colore nella storia

Il 12 marzo del 1881 i quasi diecimila tifosi inglesi che avevano raggiunto l’Oval di Londra per assistere all’annuale sfida tra Inghilterra e Scozia restarono senza parole. Non tanto per il risultato maturato in campo dai propri beniamini, una sconfitta 6-1 che purtroppo non era una novità ma l’ennesima batosta rimediata contro i cugini, quanto perché per la prima volta furono testimoni di un fatto allora considerato quasi incredibile: un nero era capace di giocare a calcio.

Non solo: quel “nero” aveva indossato anche la fascia di capitano della Scozia, e nonostante i sei gol segnati dai suoi era stato lui, difensore, il migliore in campo. Elegante dentro e fuori dal campo, straordinariamente potente, tatticamente acuto e allo stesso tempo coraggioso e pulito nell’intervento, aveva giganteggiato sugli avversari in modo innegabile.

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