Charles Bunyan nacque a Biggleswade senza figura paterna e divenne presto un portiere noto per il suo coraggio e il carattere imponente. Celebre per aver resistito – vanamente – al clamoroso 26-0 contro il “Invincible” Preston North End nella FA Cup del 1887/88, Bunyan trasformò quella sconfitta leggendaria nella base della sua fama. Scopriamo insieme le mille e una avventure di questo pioniere dei procuratori.
Nonostante il web sia pieno di risorse, l’unica foto che riusciamo a reperire di Charles Bunyan è questa, che lo vede schierato con i compagni del Chesterfield Town nel 1892. Nato a Biggleswade in condizioni umili, raccontano che la madre lo mise al mondo tra i mucchi di fieno di un fienile. Figlio illegittimo e cresciuto senza una figura paterna, trovò presto nel football un terreno fertile per esprimere il suo coraggio e la sua personalità.
La prima volta che il suo nome fu noto alle cronache calcistiche non fu certo indimenticabile. C’era lui tra i pali dell’Hyde che nel primo turno della FA Cup 1887/1888 finì per essere frantumato dal Preston North End – che si apprestava a diventare Invincible – con un clamoroso 26-0, anche se le cronache dissero che la sua fu una buona prestazione e che contribuì a evitare che il passivo fosse ancora più pesante.
Charles Bunyan portiere
Si dice che quello che i giornali definirono “un massacro” – resta ancora il risultato più ampio nella storia della FA Cup – nacque dalla richiesta di rinviare la gara negata dall’Hyde. I Lilywhites avevano infatti chiesto di posticipare la partita in quanto impegnati in una serie di amichevoli già fissate in precedenza, vedendosi negare questa possibilità da avversari che forse speravano di affrontare una squadra a forze ridotte e che invece si trovarono di fronte il meglio che il calcio inglese poteva offrire all’epoca. Campioni assoluti – e per giunta indispettiti – come i fratelli Ross e John Goodall.

Vero, Charles Bunyan era un buon portiere, di personalità, capace di giostrare fino alla linea di metà campo in un’epoca in cui le regole permettevano al keeper di toccare il pallone con le mani entro questo limite. Era un gioco più che rischioso, che successivamente sarebbe stato esaltato dal leggendario Leigh Richmond Roose ma che in pochi si azzardavano a fare. E fu proprio dopo aver subito un gol mentre si trovava a centrocampo a rimproverare i compagni che sarebbe stato allontanato dal Derby County, club a cui era approdato meno di due anni dopo la storica sconfitta con il Preston North End.
Charles Bunyan procuratore e allenatore
Abile uomo d’affari, aveva acquistato un pub – il “Marquis of Harrington” – a pochi passi dallo stadio del Chesterfield, club che lo aveva ingaggiato ma che presto si sarebbe trovato ai ferri corti con quest’uomo che aveva assoluto disprezzo per l’autorità e che si spinse troppo oltre quando falsificò alcuni documenti relativi al trasferimento di alcuni giocatori al Derby County, operazioni in cui aveva guadagnato diverse sterline.
Per rifarsi una reputazione fuggì in Belgio insieme alla famiglia e ai tre figli ancora piccoli: qui divenne allenatore del Racing di Bruxelles, del Belgio e dell’Anderlecht, esperienze che alternò con una puntata da pioniere anche in Svezia, giusto per non farsi mancare niente.
Allo scoppio della prima guerra mondiale tornò in patria e si arruolò volontario insieme al figlio Charles Jr., dichiarando di essere di otto anni più giovane per rientrare nel limite di età imposto a chi intendeva affrontare le pallottole nemiche sul fronte occidentale.
Una fine misteriosa
Il perché di questa folle scelta non sarà mai chiarito, ma quando infine la verità verrà a galla, portando al suo esonero, sarà troppo tardi. Gli orrori visti al fronte, le esplosioni, le urla dei compagni feriti e il sangue hanno distrutto Charles Bunyan, come tanti altri soldati. Trema, è invecchiato precocemente, a vista d’occhio.
Nel giro di pochi anni questo generale indebolimento lo porterà a una morte comunque prematura, poco più che cinquantenne e in seguito a un deperimento incredibilmente rapido. A conflitto finito il figlio Charlie gli succederà sulla panchina dell’Anderlecht, mentre Maurice Bunyan, il secondo figlio, diventerà uno dei primissimi bomber del calcio belga e francese, segnando 150 gol in 158 partite con la maglia del Racing Club de Bruxelles e terminando la carriera in panchina come vice del “Mago” Helenio Herrera.





