Hughie Ferguson segnò centinaia di gol, fu uno dei più grandi cannonieri britannici della sua epoca e diventò un idolo assoluto a Motherwell. Eppure il suo nome è rimasto legato soprattutto a un tiro tutt’altro che irresistibile. Il 23 aprile 1927 il portiere dell’Arsenal Dan Lewis non riuscì a trattenere quella conclusione e il Cardiff City vinse la FA Cup: ancora oggi è l’unico club non inglese ad aver conquistato il trofeo. Dietro quel gol quasi fortuito si nasconde però la storia di un attaccante straordinario, accompagnato dalla gloria, da un gatto nero diventato leggenda e infine da un destino tragico.
Hughie Ferguson, il bomber dei record del Motherwell
Hugh Ferguson nacque a Motherwell il 2 marzo 1895 e cominciò a giocare nelle squadre locali, inizialmente addirittura come half-back. Crescendo avanzò progressivamente sul terreno di gioco, fino a trovare la posizione che avrebbe segnato la sua carriera: centravanti. Dopo l’esperienza nel Parkhead di Glasgow, dove già attirò l’attenzione dei giornali e di diversi club professionistici, nel 1916 arrivò finalmente nella squadra della sua città. A Motherwell sarebbe diventato semplicemente Hughie, il bomber.
L’esordio professionistico diede immediatamente un’idea di quello che sarebbe seguito: due gol nel 2-2 contro il Raith Rovers e, appena due settimane più tardi, la prima tripletta. Ferguson continuò a segnare con una regolarità impressionante, arrivando nel 1920/21 a 42 reti in campionato, allora nuovo primato scozzese per una singola stagione. I gol non erano un episodio: erano la sua normalità. Con il Motherwell ne realizzò 284 in campionato.
Nel novembre del 1925 il club aveva però bisogno di denaro e accettò l’offerta di 5.000 sterline del Cardiff City. La misura dell’affetto che circondava Ferguson si vide al momento della partenza: le acciaierie locali fermarono il lavoro per mezz’ora, mentre una grande folla raggiunse la stazione per salutare il proprio idolo. Motherwell si fermò per dire addio al suo centravanti. Ferguson lasciava la Scozia, ma la pagina più famosa della sua carriera doveva ancora essere scritta.
Cardiff, Trixie e la FA Cup del 1927
Anche in Galles Ferguson non perse l’abitudine. Al Cardiff segnò 21 reti già nella prima stagione e nel 1926/27 arrivò a 32 considerando tutte le competizioni. Durante il cammino in FA Cup entrò inoltre nella storia un personaggio decisamente insolito: Trixie, una gatta nera incontrata vicino al Royal Birkdale prima della sfida contro il Bolton. Da quel momento Trixie diventò il portafortuna del Cardiff. La squadra la portò con sé fino a Wembley.
Ferguson aveva cercato i proprietari dell’animale e questi avevano accettato di affidarlo alla squadra in cambio di due biglietti per l’eventuale finale. Il patto portò decisamente fortuna. Il Cardiff eliminò Bolton, Chelsea e Reading e il 23 aprile 1927 si presentò a Wembley contro l’Arsenal. Era la seconda finale consecutiva disputata nel nuovo stadio londinese e la prima trasmessa in diretta dalla radio britannica. Novanta minuti separavano il Cardiff da un’impresa unica.
Al 74′ Ferguson ricevette palla da una rimessa laterale e calciò verso Dan Lewis. Non fu certo una delle migliori conclusioni della sua carriera: il portiere sembrò averla controllata, ma il pallone gli scivolò tra braccio e corpo e i suoi tentativi di recuperarlo finirono per accompagnarlo oltre la linea. Il gol più famoso di Ferguson fu forse il più brutto. Bastò comunque per vincere 1-0 e portare per la prima e, ancora oggi, unica volta la FA Cup fuori dall’Inghilterra.
Dopo Wembley, fino alla tragedia di Dundee
Nella stagione successiva continuò a segnare, realizzò cinque reti in un solo 7-0 contro il Burnley e contribuì ad aggiungere al palmarès del Cardiff la Welsh Cup e il Charity Shield. Wembley non fu l’ultimo lampo del grande bomber. Gli anni successivi portarono però problemi fisici sempre maggiori e nel 1929, dopo la retrocessione del Cardiff, Ferguson tornò in Scozia per vestire la maglia del Dundee.
L’esperienza a Dens Park fu completamente diversa dalle precedenti. Ferguson segnò soltanto 2 gol in 17 partite e venne criticato dal pubblico per prestazioni lontanissime da quelle che lo avevano reso famoso. Secondo quanto avrebbe raccontato molti anni dopo il nipote Hugh, tuttavia, il calciatore soffriva di disturbi all’orecchio interno, perdita di equilibrio e grave insonnia. La famiglia sospettava un problema molto più serio. Arrivò anche a ipotizzare un tumore cerebrale mai diagnosticato, senza però che esistano prove mediche definitive.
L’8 gennaio 1930 Hughie Ferguson morì suicida a Dens Park. Aveva soltanto 34 anni e lasciava la moglie Jessie, due figli e un terzo ancora non nato. La sua carriera si era conclusa nel modo più doloroso appena tre anni dopo la giornata che lo aveva consegnato alla storia. Il finale tragico non deve però cancellare il calciatore. Prima di tutto Ferguson era stato uno straordinario goleador: l’uomo che aveva fatto fermare Motherwell e che, con il gol più importante dei tanti segnati in carriera, aveva regalato al Cardiff un’impresa mai più ripetuta.
Hughie Ferguson
- Nazionalità: scozzese
- Nato a: Motherwell (Scozia) il 2 marzo 1895
- Morto a: Dundee (Scozia) l’8 gennaio 1930
- Ruolo: attaccante
- Squadre di club: Parkhead (SCO), Motherwell (SCO), Cardiff City (GAL), Dundee (SCO)
- Trofei conquistati: FA Cup 1926/1927, Charity Shield 1927, Welsh Cup 1926/1927, 1927/1928
Sitografia:
- Motherwell FC (05/10/23) Hughie Ferguson is our first 2023 Hall of Fame inductee – Motherwell Football Club
- Cardiff City FC (20/04/17) 90 Years – A Lucky Black Cat – Cardiff City
- Cardiff City FC (23/04/–) On This Day | City lift the Cup in ’27 – Cardiff City
- Corrigan, J. (17/05/08) The Tragedy of Hughie Ferguson – The Independent



