“La piramide rovesciata” (Jonathan Wilson)

All’inizio del secolo le squadre di calcio schieravano almeno cinque attaccanti, attualmente a volte neanche uno: una piramide rovesciata, l’evoluzione della tattica nel calcio moderno.

Pur non avendo ancora compiuto quarant’anni (è nato il 9 luglio del 1976) il giornalista inglese Jonathan Wilson è una delle più autorevoli voci nel mondo del football, sia per quanto riguarda la storia che l’analisi tattica.

Unendo queste due competenze Wilson divenne famoso in tutto il mondo nel 2008, quando pubblicò “La piramide rovesciata”, libro arrivato in Italia nel 2012 grazie alla casa editrice “Libreria dello Sport”.

Nelle oltre 500 pagine che lo compongono possiamo così capire come un tempo il football fosse così diverso da quello che oggi conosciamo, e mentre leggiamo come la tattica si è evoluta nel corso della storia scopriamo i nomi e le vite di chi questo sport ha contribuito a crearlo ed evolverlo fino alla forma che oggi conosciamo.

Wilson parte dall’epoca del “Football Vittoriano”, aprendo il libro con un epico incipit.

“All’inizio regnava il caos, e il calcio non aveva forma. Poi arrivarono i Vittoriani, che lo codificarono, e dopo di loro i teorici, che lo analizzarono.”

La storia del calcio attraverso la storia dell’evoluzione tattica

Si parte quindi dalla metà del ‘800, quando il calcio viene per la prima volta reso uno sport ufficiale con regole sue e subito ci si rende conto che il modo in cui gli uomini si disporranno in campo influenzerà l’andamento stesso della sfida.

In un’entusiasmante cavalcata Wilson ci porterà dalle prime gare giocate con il 2-3-5 al moderno “Tiki Taka”, che non prevede praticamente punte di ruolo, passando attraverso Metodo e Sistema, 4-2-4 e 4-4-2, pressing e Calcio Totale.

Attenzione però, non pensate che sia un viaggio noioso o solo per esperti: man mano che la tattica si evolve il mondo del calcio prende coscienza di se, genera situazioni, personaggi, storie imperdibili.

Ed ecco così il celebre Herbert Chapman, e poi Jimmy Hogan, che portò il calcio ai danubiani, e quindi la storia della “Nuestra“, del calcio in Sudamerica e di come questo divenne in breve tempo il migliore al mondo grazie all’Uruguay.

Tutti i più grandi maestri

E ancora i primi strateghi, Vittorio Pozzo e Hugo Meisl, il “Calcio Socialista” della “Grande Ungheria” di Gusztav Sebes e la sua evoluzione nel Calcio Totale olandese e nell’invincibile Milan di Arrigo Sacchi.

Senza dimenticare nel frattempo Alf Ramsey e la “Meraviglia senza ali” del 1966, l’Inter di Helenio Herrera, il “Calcio del futuro” di Lobanovskij.

Pur utilizzando la storia della tattica come “scheletro” per raccontare storie di football ad essa legate, Wilson non perde mai il filo. Non solo grandi nomi, dunque, ma anche tanti atleti e allenatori sconosciuti che tuttavia ebbero un’importanza enorme nello sviluppo del calcio.

Scopriamo così che il calcio di Lobanovskij, che insieme a quello olandese ispirò Arrigo Sacchi, nasce in Ucraina grazie a Viktor Maslov, che il catenaccio di Herrera – tattica non soltanto difensiva – fu un idea nata in Svizzera negli anni ’30 e portata in Italia da Gipo Viani.

Che sempre nell’Unione Sovietica codificata dai moduli a Minsk una piccola squadra praticava una tattica chiamata “calcio sincero” e che, guidata da un fuoriclasse scomparso prematuramente per via dell’alcool – Alexander Prokopenko – seppe imporsi sulle squadre delle grandi metropoli.

Wilson rende giustizia ai grandi pionieri

E sapete chi furono il reverendo Spencer Walzer e Izidor Kürschner? Conoscete le storie di squadre come i Royal Engineers, il Watford, il Wimbledon e di giocatori come Fausto dos Santos, Canotheiro e Josef Uridil?

E quale sconfitta cambiò il calcio argentino, trasformando dei ballerini di tango “che con il pallone fanno all’amore” in giocatori rudi, violenti e pratici?

Jonathan Wilson racconta tutto questo e anche di più, con precisione e senza perdere mai di vista il punto nonostante il libro sia un continuo viaggio in lungo e in largo per il mondo e attraverso le epoche, lo fa mostrando un enorme talento nel mettere insieme oltre un secolo di calcio, di storie umane e tattiche.

Un libro da avere per forza

Personalmente lo considero un maestro, e considero ad oggi “La Piramide Rovesciata” il miglior libro di football che abbia mai letto.

Non è dunque un caso che cominci la mia rubrica letteraria proprio con questo libro, un “must” non solo per chi ama il calcio, ma anche per chi vuole scoprire, attraverso un racconto lungo un secolo, quanto questo sport sia stato influenzato nel corso della storia dalla cultura e dalla società che lo ha circondato.

Vi troverete a divorarlo tutto di un fiato e vi renderete conto, quando lo avrete finito, che è un libro da leggere e rileggere, sempre attuale e pieno di storie interessanti.

Assolutamente consigliato, personalmente lo ritengo imperdibile.