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Accadde oggi nel calcio: 10 settembre


Il 10 settembre racconta un calcio che cambia forma e attraversa continenti. Il Woolwich Arsenal disputa la sua prima gara casalinga nella massima serie inglese, David Jack lascia in eredità due primati dell’epoca pionieristica e la televisione prova per la prima volta a portare in diretta la Football League nelle case britanniche. Poi nasce Musashi Mizushima, autentico precursore del calcio giapponese in Brasile, Deyna regala alla Polonia l’oro olimpico e Jock Stein muore in una drammatica notte della nazionale scozzese. Chiudono la giornata Sam Kerr e il quinto Europeo consecutivo della Germania femminile.

1904 – Il Woolwich Arsenal gioca la prima partita casalinga nella massima serie

Il 10 settembre 1904 il Woolwich Arsenal ospita il Preston North End al Manor Ground e pareggia 0-0. È la prima partita casalinga dei Gunners in First Division, una settimana dopo lo storico debutto nella massima serie, concluso con una sconfitta per 3-0 sul campo del Newcastle United.

L’inizio è complicato e l’Arsenal deve aspettare il 24 settembre per trovare sia il primo gol sia la prima vittoria nel massimo campionato, un 2-0 sul Wolverhampton. La stagione 1904-05 rappresenta comunque un passaggio fondamentale nella crescita del club londinese, che chiuderà al decimo posto prima ancora del futuro trasferimento da Woolwich a Highbury.

1958 – Muore David Jack, il primo calciatore da oltre 10.000 sterline

Il 10 settembre 1958 muore a Londra David Jack, grande attaccante di Bolton Wanderers e Arsenal tra gli anni ’20 e ’30. Con i Gunners segna 124 reti in 208 partite e contribuisce alla conquista della FA Cup del 1930 e dei primi tre campionati della storia del club.

Jack aveva già lasciato due tracce importanti nella storia del football inglese. Con il Bolton, nella finale di FA Cup del 1923, aveva realizzato il primo gol mai segnato a Wembley; cinque anni più tardi Herbert Chapman lo porta all’Arsenal per 10.890 sterline, rendendolo il primo calciatore britannico trasferito per una cifra superiore alle 10.000 sterline.

1960 – La Football League va in diretta televisiva

Il 10 settembre 1960 Blackpool e Bolton Wanderers si affrontano a Bloomfield Road in First Division. Il Bolton vince 1-0, ma il risultato passa quasi in secondo piano: ITV trasmette per la prima volta in diretta una partita della Football League, nell’ambito di un accordo che avrebbe dovuto comprendere 26 incontri.

L’esperimento, però, praticamente nasce e muore quella sera. Alcuni club si oppongono alla presenza delle telecamere e sorgono contrasti economici con la Football League, facendo rapidamente saltare il progetto. Quel tentativo fallito mostra quanto fosse ancora difficile immaginare il rapporto strettissimo tra calcio e televisione che pochi decenni dopo avrebbe trasformato l’intera industria del pallone.

1964 – Nasce Musashi Mizushima, il “vero Captain Tsubasa”

A Tokyo nasce il 10 settembre 1964 Musashi Mizushima, uno dei più singolari pionieri del calcio giapponese. Ancora bambino viene notato da Pelé durante una visita del brasiliano in Giappone e, seguendone il consiglio, nel 1975 si trasferisce in Brasile. Dopo il mancato ingresso nel Santos trova posto nella scuola calcio del São Paulo e riesce progressivamente ad arrivare fino alla prima squadra.

Gli archivi del São Paulo lo indicano come il primo calciatore giapponese a giocare nel calcio brasiliano, registrandogli una presenza ufficiale nel 1985. Ma la sua eredità supera i risultati sul campo: la vicenda del ragazzino giapponese partito per il Brasile fu una delle ispirazioni di Yōichi Takahashi per la storia di Captain Tsubasa, rendendo Mizushima un autentico ponte tra calcio reale e cultura pop.

1972 – Deyna regala alla Polonia l’oro olimpico

Il 10 settembre 1972, all’Olympiastadion di Monaco, la Polonia affronta l’Ungheria nella finale del torneo olimpico. I magiari chiudono il primo tempo avanti 1-0, ma nella ripresa Kazimierz Deyna ribalta la partita con una doppietta, segnando al 47’ e al 68’ e consegnando ai polacchi la vittoria per 2-1.

Deyna conclude il torneo come capocannoniere con nove reti e diventa il simbolo della squadra di Kazimierz Górski. Quell’oro rappresenta l’inizio del periodo più felice della storia della nazionale polacca: due anni dopo molti degli stessi protagonisti arriveranno terzi al Mondiale in Germania Ovest, mentre a Montréal 1976 conquisteranno l’argento olimpico.

1985 – Jock Stein muore durante Galles-Scozia

Il 10 settembre 1985 la Scozia affronta il Galles a Ninian Park, a Cardiff, nell’ultima gara del proprio girone di qualificazione ai Mondiali del 1986. Mark Hughes porta avanti i gallesi, ma all’81’ Davie Cooper trasforma il rigore dell’1-1 che garantisce agli scozzesi l’accesso allo spareggio contro l’Australia. Poco prima del fischio finale, però, il commissario tecnico Jock Stein si accascia a bordo campo e muore poco dopo.

La tragedia colpisce una delle figure più importanti nella storia del calcio scozzese. Alla guida del Celtic, Stein aveva costruito una straordinaria serie di successi nazionali e soprattutto conquistato nel 1967 la prima Coppa dei Campioni mai vinta da una squadra britannica, battendo l’Inter a Lisbona con i celebri Lisbon Lions.

1993 – Nasce Sam Kerr, futura primatista dell’Australia

A Perth nasce il 10 settembre 1993 Samantha Kerr, destinata a diventare la figura più riconoscibile del calcio femminile australiano. Debutta con le Matildas nel febbraio 2009, quando ha appena quindici anni, e negli anni successivi partecipa a quattro Mondiali e diventa capitana della nazionale.

Nel gennaio 2022, durante la Coppa d’Asia contro l’Indonesia, Kerr supera Tim Cahill e diventa la miglior marcatrice nella storia delle nazionali australiane, maschili e femminili. La sua carriera tra Australia, Stati Uniti e Inghilterra contribuisce inoltre a darle una dimensione internazionale rara per una calciatrice australiana.

2009 – La Germania conquista il quinto Europeo femminile consecutivo

Il 10 settembre 2009 Germania e Inghilterra si affrontano allo stadio olimpico di Helsinki nella finale dell’Europeo femminile. Le tedesche si impongono con uno spettacolare 6-2, trascinate dalle doppiette di Birgit Prinz e Inka Grings, alle quali si aggiungono le reti di Melanie Behringer e Kim Kulig; per l’Inghilterra segnano Karen Carney e Kelly Smith.

Per la Germania è il quinto titolo europeo consecutivo e il settimo complessivo, al termine di una serie iniziata nel 1995. È probabilmente il punto più evidente dell’egemonia tedesca di quell’epoca: la nazionale arriva alla finale di Helsinki da campione d’Europa e dopo aver vinto anche i Mondiali del 2003 e del 2007.

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