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I Palloni d’Oro del XIX secolo: 1870-1899

Il Pallone d’Oro nasce nel 1956, quando il calcio ha già quasi 100 anni di storia. Ma chi lo avrebbe vinto nel XIX secolo? In questo articolo, ispirato dagli amici di Game of Goals, ho provato ad assegnarlo dal 1870 al 1899, riscoprendo stagione dopo stagione campioni dimenticati, prime superstar e tante storie e imprese che hanno trasformato il football nel gioco che conosciamo oggi.

Per assegnare il premio ho provato ad applicare, per quanto possibile, criteri simili a quelli del moderno Pallone d’Oro: valore individuale, rendimento nell’arco della stagione, risultati ottenuti con club e nazionale e peso nelle partite più importanti. Statistiche, cronache e giudizi contemporanei ci aiutano a ricostruire il valore dei giocatori, ma la graduatoria finale resta una valutazione personale.

La nostra storia comincia nel 1870, il primo anno per cui esistono elementi sufficienti per tentare un confronto credibile, e termina nel 1899. Per convenzione ogni anno indica la stagione che si conclude in quell’anno: il Pallone d’Oro 1872, per esempio, premia quanto fatto nella stagione 1871/72. Il premio è teoricamente aperto ai calciatori di tutto il mondo, anche se nel XIX secolo la superiorità tecnica e organizzativa del football britannico rende inevitabile una netta prevalenza di giocatori delle isole britanniche.


Collage di calciatori dell’epoca vittoriana per i Palloni d’Oro immaginari dal 1870 al 1879.

1870

1° Arthur Fitzgerald Kinnaird — Attaccante — Old Etonians/Wanderers

Nel 1870 non esistono ancora FA Cup, campionati o vere rappresentative nazionali: per trovare il nostro primo Pallone d’Oro dobbiamo affidarci soprattutto ai giudizi della stampa nelle grandi sfide. E in questi il nome di Arthur Kinnaird emerge più frequentemente di chiunque altro: segna e viene indicato come migliore in campo nella vittoria degli Old Etonians sui Wanderers, brilla anche contro il Crystal Palace e figura tra i migliori della selezione scozzese nel primo Inghilterra-Scozia organizzato da Charles Alcock. A 23 anni è già considerato uno dei calciatori di riferimento di un gioco che sta appena cominciando a organizzarsi.

2° Alfred Joseph Baker — Attaccante — Wanderers/No Names

Il Pallone d’Oro gli sfugge di poco, ma Baker è senza dubbio l’autore del gol dell’anno. Segna due volte nel successo dei Wanderers sui Royal Engineers e il 5 marzo 1870 realizza all’89° minuto il gol dell’1-1 nella prima sfida tra rappresentative di Inghilterra e Scozia. La corsa che precede la rete viene descritta dalla stampa come una delle più belle mai viste su un campo da football. Baker era del resto uno sprinter di livello nazionale: nello stesso 1870 vinse anche le 100 iarde dei campionati dell’Amateur Athletic Club.

3° Charles William Alcock — Attaccante — Wanderers

Prima di passare definitivamente al ruolo di grande organizzatore del football, Charles Alcock era ancora uno dei migliori giocatori inglesi. Segna con i Wanderers, viene segnalato tra i protagonisti delle principali sfide londinesi e guida da capitano l’Inghilterra nel primo confronto con la Scozia, pur se non ufficiale, nel 1870. Il suo contributo alla nascita del calcio internazionale non pesa nel voto, ma sul campo riesce a brillare frequentemente con la sua classe al punto da meritare il podio.

Menzione d’onore: Robert Copland-Crawford — Attaccante — Harrow School

Ha appena 17 anni quando viene scelto per la rappresentativa scozzese nel primo Inghilterra-Scozia – prima delle sfide internazionali sperimentali che precedono quella ufficiale del 1872 – organizzato da Charles Alcock. È proprio lui a segnare il momentaneo 1-0, approfittando dell’uscita del portiere inglese e trovando la porta da lontano; Alfred Baker pareggia soltanto nel finale. La rete viene descritta dalle cronache come piuttosto fortunosa, ma resta il primo gol di una rappresentativa scozzese contro una inglese. Per un adolescente, abbastanza per guadagnarsi la nostra menzione d’onore.


1871

1° Charles William Alcock — Attaccante — Wanderers

In un’epoca ancora priva di competizioni ufficiali, Charles Alcock è protagonista di una stagione eccezionale: disputa 33 partite con i Wanderers segnando 17 gol, viene più volte indicato tra i migliori nelle principali sfide londinesi e guida ancora da capitano la selezione inglese nei confronti con la Scozia. L’amico e rivale Arthur Kinnaird può forse vantare un talento individuale ancora superiore, ma continuità, produzione offensiva e peso nelle partite più importanti fanno pendere il nostro Pallone d’Oro verso Alcock.

2° Arthur Fitzgerald Kinnaird — Attaccante — Wanderers/Old Etonians

Kinnaird continua la propria rapidissima ascesa e resta probabilmente il calciatore più spettacolare del momento. Disputa 26 partite stagionali, segna una doppietta nel 3-0 dei Wanderers sul Crystal Palace e rappresenta due volte la selezione scozzese, guidandola anche da capitano. Forse non è un caso che i Wanderers incassino le poche sconfitte stagionali soprattutto quando lui risulta assente. Il margine da Alcock è minimo, ma il compagno ha dalla sua una maggiore continuità e un volume di gioco superiore nell’arco dell’annata.

3° Robert Sandilands Frowd Walker — Attaccante — Clapham Rovers

Walker gioca meno dei primi due, ma lascia il segno nelle partite più importanti. Segna il gol decisivo nell’1-0 dell’Inghilterra sulla Scozia del novembre 1870 e firma ancora il pareggio nell’1-1 del febbraio successivo, venendo descritto come instancabile fino alla fine. Si distingue anche con il Clapham Rovers, una delle poche squadre capaci di mettere seriamente in difficoltà i Wanderers in gare non sempre giocate con i toni dell’amichevole. Due grandi sfide internazionali, due gol: abbastanza per meritare il podio.

Menzione d’onore: Alfred Joseph Baker — Attaccante — Wanderers/No Names

Baker resta tra i protagonisti del football inglese dopo l’eccellente 1870. Gioca nuovamente nelle rappresentative inglesi contro la Scozia, viene segnalato tra i migliori dei Wanderers e continua a distinguersi per velocità e capacità di creare pericoli palla al piede. Gli manca questa volta il singolo momento decisivo che aveva caratterizzato la stagione precedente, ma rimane uno dei giocatori più affidabili e celebrati nel primissimo calcio dei pionieri.


1872

1° Charles William Alcock — Attaccante — Wanderers

Nel 1872 nasce la FA Cup e il nostro Pallone d’Oro va proprio all’uomo che l’ha ideata. Ma a premiarlo sono soprattutto i meriti sul campo: Alcock disputa 23 partite e segna 10 gol con i Wanderers, guida da capitano la squadra che conquista la prima coppa e ancora una volta viene ripetutamente elogiato nelle grandi sfide contro Sheffield e Queen’s Park. Nella prima finalissima contro i Royal Engineers segna anche un gol, che viene però annullato per un precedente fallo di mano di Charles Wollaston.

2° Charles John Chenery — Attaccante — Crystal Palace

Nessun trofeo, ma una continuità di rendimento forse persino superiore a quella di Alcock. Chenery è uno dei soli tre londinesi a disputare tutte le sfide stagionali contro Sheffield e viene ripetutamente segnalato tra i migliori nel corso dei tre incontri. Con il Crystal Palace raggiunge inoltre le semifinali della prima FA Cup, dove crea numerosi pericoli ai Royal Engineers. In un’epoca con pochissimi dati statistici, la costanza dei giudizi contemporanei pesa enormemente.

3° Morton Peto Betts — Attaccante — Wanderers/Harrow Chequers

Il suo rendimento complessivo è meno documentato rispetto ai primi due, ma nel football ancora episodico del 1872 Betts realizza il gol più importante della stagione se non uno dei più importanti di tutti i tempi: dopo una lunga azione di Walpole Vidal, Morton Peto Betts segna l’1-0 che consegna ai Wanderers la prima FA Cup della storia. Curiosamente disputa la finale sotto lo pseudonimo di A.H. Chequer, richiamo agli Harrow Chequers. In un’epoca con così poche partite ufficiali, un gol del genere basta per meritare il podio.

Menzione d’onore: John Charles Clegg — Attaccante — The Wednesday

Sheffield gioca ancora un football parzialmente separato da quello londinese, ma sarebbe sbagliato ignorarne i migliori interpreti. Clegg è protagonista delle tre grandi sfide stagionali tra Sheffield e Londra, due delle quali vinte dalla rappresentativa del Nord, e viene più volte segnalato tra i migliori. Velocissimo e pericoloso palla al piede, rappresenta una scuola calcistica che in questo momento ha già sviluppato soluzioni tattiche moderne rispetto a quelle praticate nella capitale.


1873

1° Arthur Fitzgerald Kinnaird — Centrocampista/attaccante — Wanderers

Nel 1873 Kinnaird è il miglior calciatore britannico senza bisogno di troppe discussioni. Brilla nelle tre sfide tra Londra e Sheffield, viene celebrato dalle pubblicazioni dell’epoca per la capacità di giocare praticamente ovunque e guida da capitano i Wanderers alla seconda FA Cup consecutiva. Nella finale contro Oxford University è il migliore in campo e apre le marcature con una lunga azione personale conclusa superando la difesa avversaria. A 26 anni, Kinnaird è ormai la prima autentica superstar del football.

2° John Charles Clegg — Attaccante — The Wednesday

Il principale rivale di Kinnaird arriva da Sheffield, dove il football continua ad avere una dimensione e un’importanza paragonabili, se non superiori, a quelle londinesi. Clegg è il miglior rappresentante della scuola locale, si distingue ripetutamente nelle sfide contro Londra e segna due volte nel successo per 3-1 del novembre 1872. Partecipa inoltre allo storico 0-0 tra Scozia e Inghilterra, primo incontro internazionale ufficiale della storia. Non conquista un grande trofeo, ma per rendimento complessivo merita nettamente il secondo posto.

3° Robert Gardner — Portiere — Queen’s Park

Capitano, selezionatore e portiere della Scozia nel primo incontro internazionale ufficiale della storia, Robert Gardner è uno dei protagonisti assoluti dello 0-0 contro l’Inghilterra del novembre 1872. Nato come attaccante e passato tra i pali proprio in quel periodo, contribuisce a mantenere inviolata la porta di una squadra che sorprende gli inglesi anche grazie al proprio gioco collettivo. Nel ritorno di marzo subisce quattro reti, ma compie anche diverse parate importanti. Il primo grande portiere del calcio internazionale merita il podio.

Menzione d’onore: Alfred Goodwyn — Difensore — Royal Engineers

Alfred Goodwyn conquista la sua unica presenza con l’Inghilterra nel 4-2 sulla Scozia e lascia immediatamente il segno: le cronache giudicano impeccabile il suo lavoro difensivo. Rapido nell’anticipo e sempre più importante nel sistema collettivo dei Royal Engineers, a soli 23 anni è il pupillo del leader del club, Sir Francis Marindin, e sta diventando uno dei migliori interpreti di un ruolo ancora in piena evoluzione. Sarà la sua sola partita internazionale, ma è sufficiente per colpire tutti.


1874

1° Cuthbert John Ottaway — Attaccante — Oxford University

Capitano dell’Oxford University, Ottaway guida la squadra alla conquista della FA Cup, vinta 2-0 sui Royal Engineers dopo aver eliminato anche Wanderers e Clapham Rovers. È stato il primo capitano della storia della Nazionale inglese, avendo indossato la fascia già nel primo incontro internazionale ufficiale contro la Scozia del 1872, e la porta nuovamente nel 2-1 subito dagli scozzesi nel marzo 1874. Raffinato, veloce e considerato tra i migliori attaccanti inglesi, in una stagione equilibratissima la combinazione tra classe, leadership e FA Cup gli vale il nostro Pallone d’Oro.

2° James Biggar Weir — Attaccante — Queen’s Park

Weir arriva vicinissimo alla vittoria grazie a una stagione straordinaria con il Queen’s Park, vincitore della prima Scottish Cup della storia senza subire gol nel torneo. È protagonista anche della prima vittoria ufficiale della Scozia sull’Inghilterra, il 2-1 del marzo 1874, e continua a distinguersi nelle principali sfide rappresentative. Rapidissimo e abilissimo nel dribbling, gode già di una reputazione eccezionale tra i contemporanei. Sul piano puramente individuale potrebbe persino essere il migliore dell’anno, ma la FA Cup conquistata da capitano permette a Ottaway di precederlo di misura.

3° Henry “Harry” McNeil — Attaccante — Queen’s Park

Appena 20enne, McNeil è già uno dei protagonisti del Queen’s Park che conquista la prima Scottish Cup della storia. Si mette in evidenza anche contro l’Inghilterra e soprattutto nella successiva sfida Glasgow-Sheffield, dove le sue prestazioni impressionano particolarmente i presenti. I giudizi contemporanei tendono a preferirgli leggermente il compagno James Weir, ma il fatto che McNeil emerga tanto nelle competizioni di club quanto nelle grandi partite rappresentative dimostra quanto rapidamente si sia imposto ai vertici del football scozzese.

Menzione d’onore: Alfred Goodwyn — Difensore — Royal Engineers

Ormai considerato il miglior difensore dei Royal Engineers, Goodwyn è uno dei punti di riferimento della squadra che raggiunge nuovamente la finale di FA Cup. La sua carriera si interrompe però bruscamente quando viene richiamato in India per compiere il suo dovere di militare: gli Engineers affrontano Oxford senza di lui e perdono 2-0. Goodwyn muore proprio il giorno della finale, a soli 24 anni, per le conseguenze di una caduta da cavallo. La coppa conquistata dai compagni l’anno successivo sarà legata per sempre alla sua memoria.


1875

1° Henry Waugh Renny-Tailyour — Attaccante — Royal Engineers

Dopo due finali perse, i Royal Engineers conquistano finalmente la FA Cup e Renny-Tailyour è l’uomo decisivo del trionfo. Segna nei supplementari il gol che elimina Oxford University in semifinale, poi va a rete nell’1-1 della finale contro gli Old Etonians e firma anche uno dei due gol con cui i Sappers si impongono nel replay. Uno dei migliori attaccanti della sua generazione, nel 1875 concentra il meglio della propria stagione proprio nelle partite che decidono il trofeo: tre gare cruciali, tre gol pesantissimi. In un’annata ancora povera di incontri ufficiali, una simile capacità di incidere vale il Pallone d’Oro.

2° Henry “Harry” McNeil — Attaccante — Queen’s Park

McNeil è probabilmente il calciatore più brillante dell’intera stagione, e perde il premio soltanto per l’eccezionale FA Cup di Renny-Tailyour. Trascina il Queen’s Park alla seconda Scottish Cup consecutiva, segna due volte nel prestigioso 6-0 sul Notts County e realizza contro l’Inghilterra il suo primo gol ufficiale con la Scozia, nel 2-2 dell’Oval. Trofeo nazionale, reti contro avversari inglesi e primo centro internazionale compongono un’annata di livello altissimo: sul piano puramente individuale, il Pallone d’Oro avrebbe potuto tranquillamente essere suo.

3° Arthur Fitzgerald Kinnaird — Attaccante — Old Etonians

Kinnaird non vince trofei, ma resta uno dei punti di riferimento assoluti del football britannico. Le pubblicazioni dell’epoca continuano a considerarlo tra i migliori giocatori esistenti, si distingue nelle sfide rappresentative tra Londra e Sheffield e conduce gli Old Etonians fino alla loro prima finale di FA Cup. Nel replay perso contro i Royal Engineers è ancora indicato tra i migliori della sua squadra. Dopo il Pallone d’Oro del 1873, Kinnaird dimostra così di essere ancora tra i migliori.

Menzione donore: William Muir MacKinnon — Attaccante — Queen’s Park

Altro protagonista del grande Queen’s Park, MacKinnon conquista la seconda Scottish Cup consecutiva e segna il gol che chiude sul 3-0 la finale contro il Renton. Gioca inoltre nel 2-2 della Scozia contro l’Inghilterra e va a rete nel prestigioso 6-0 inflitto al Notts County. Elegante e tecnicamente raffinatissimo, viene ricordato come un “brillante artista del dribbling” e sta diventando uno dei giocatori più rappresentativi della nascente Nazionale scozzese. Inoltre parliamo dell’autore della prima rovesciata documentata, non certo una cosa da poco.


1876

1° Thomas Cochrane Highet — Attaccante — Queen’s Park

Highet è l’uomo decisivo della stagione. Segna nel prestigioso 3-0 della Scozia sull’Inghilterra e soprattutto firma tutti e tre i gol realizzati dal Queen’s Park tra finale e replay della Scottish Cup: pareggia la prima sfida contro il 3rd Lanark, quindi realizza la doppietta che decide il replay e consegna agli Spiders la terza coppa consecutiva. MacKinnon viene celebrato più spesso per la qualità complessiva del gioco, ma nessuno incide quanto Highet nelle partite che assegnano i trofei.

2° Francis Hornby Birley — Centrocampista — Wanderers

Capitano dei Wanderers, Birley vive una stagione in cui leadership e risultati si incontrano continuamente. Segna nella semifinale di FA Cup contro gli Swifts e guida la squadra alla conquista del trofeo, ricevendo elogi anche nel replay della finale vinto 3-0 sugli Old Etonians. Ma pochi mesi prima era stato capitano anche nel 2-0 sul Queen’s Park, la prima sconfitta subita dagli scozzesi in quasi nove anni di storia. Highet possiede una decisività realizzativa impossibile da superare, ma tra FA Cup e impresa contro la squadra dominante di Scozia Birley merita il secondo posto.

3° William Muir MacKinnon — Attaccante — Queen’s Park

Probabilmente il calciatore più continuo dell’annata, MacKinnon viene ripetutamente indicato tra i migliori nelle grandi partite. Segna contro il Clydesdale in Scottish Cup, apre le marcature nel 3-0 della Scozia sull’Inghilterra e trova ancora il gol nel primo incontro internazionale contro il Galles. Tecnico raffinato ma anche efficace fisicamente, è uno dei simboli del gioco collettivo del Queen’s Park. Soltanto l’eccezionale peso dei gol decisivi di Highet gli impedisce di conquistare il nostro Pallone d’Oro.

Menzione donore: Henry “Harry” McNeil — Attaccante — Queen’s Park

McNeil continua a essere uno dei protagonisti del grande Queen’s Park e lascia il segno praticamente in ogni appuntamento importante della stagione. Segna il gol decisivo nella semifinale di Scottish Cup contro il Vale of Leven, poi va a rete nel 3-0 della Scozia sull’Inghilterra e ancora nel 4-0 sul Galles, oltre a distinguersi nelle grandi sfide giocate dalla rappresentativa di Glasgow. In molte altre annate una simile sequenza di prestazioni sarebbe bastata per il podio: nel 1876 paga semplicemente la concorrenza eccezionale di Highet, Birley e McKinnon.


1877

1° John Ferguson — Attaccante — Vale of Leven

Il dominio del Queen’s Park si interrompe e Ferguson diventa il simbolo della nuova forza del calcio scozzese. Capitano del Vale of Leven, guida la squadra che elimina gli Spiders, infliggendo loro la prima sconfitta mai subita contro un club scozzese, e conquista poi la Scottish Cup al termine di tre durissime finali contro i Rangers. Poche settimane più tardi firma anche la grande prestazione individuale dell’anno: due gol nel 3-1 con cui la Scozia batte l’Inghilterra a Londra. Leadership, trofeo e una doppietta nella sfida internazionale più prestigiosa fanno di Ferguson il nostro Pallone d’Oro.

2° Jarvis Kenrick — Attaccante — Wanderers

Dopo aver già conquistato la FA Cup l’anno precedente, Jarvis Kenrick diventa decisivo nella finale del 1877. Contro Oxford University i Wanderers sono sotto 1-0 quando, a pochi minuti dalla fine, Hubert Heron sfonda sulla fascia e serve Kenrick, che realizza il pareggio e trascina la partita ai supplementari; sarà poi William Lindsay a firmare il definitivo 2-1. È un gol che cambia completamente la finale, consegnando ai Wanderers la seconda coppa consecutiva, e che rappresenta il momento più alto in carriera di uno degli attaccanti simbolo del football dei pionieri, nonché autore nel 1871 dei primi gol mai segnati nella storia della FA Cup.

3° Charles Campbell — Centrocampista — Queen’s Park

Per il Queen’s Park è la stagione in cui finisce l’imbattibilità contro le squadre scozzesi e sfuma la Scottish Cup, ma Campbell resta uno dei protagonisti assoluti del football britannico. Capitano della Scozia, dirige il centrocampo nel prestigioso 3-1 sull’Inghilterra a Londra e due giorni dopo apre le marcature nel 2-0 sul Galles. Chiude inoltre l’annata conquistando con il Queen’s Park la Glasgow Merchants’ Charity Cup. Il mancato successo nella competizione nazionale lo tiene alle spalle di Ferguson e Kenrick, ma rendimento internazionale e leadership gli valgono comunque il podio.

Menzione d’onore: John McDougall — Attaccante — Vale of Leven

Accanto a Ferguson, McDougall è uno degli uomini fondamentali della prima Scottish Cup conquistata dal Vale of Leven. Dopo essere stato sfortunato protagonista dell’autogol che permette ai Rangers di pareggiare la prima finale, reagisce nel modo migliore segnando il gol dell’1-1 nel primo replay; il trofeo arriverà soltanto alla terza sfida. Nella stessa stagione veste inoltre la maglia della Scozia nelle vittorie contro Inghilterra e Galles. Non possiede il momento internazionale di Ferguson né il gol da finale di Kenrick, ma il suo contributo alla squadra che interrompe il dominio del Queen’s Park merita la menzione d’onore.


1878

1° John McDougall — Attaccante — Vale of Leven

Il 1878 di McDougall sembra costruito apposta per un Pallone d’Oro. Capitano del Vale of Leven, conquista la seconda Scottish Cup consecutiva segnando l’unico gol della finale contro il 3rd Lanark. Poche settimane prima aveva realizzato addirittura una tripletta nel memorabile 7-2 con cui la Scozia travolge l’Inghilterra, diventando il primo calciatore a riuscirci in una partita internazionale. Trofeo, leadership e prestazioni decisive negli appuntamenti più importanti: nessuno combina meglio classe e risultati.

Jarvis Kenrick — Attaccante — Wanderers

Un anno dopo il gol nella finale contro Oxford University, Kenrick diventa il protagonista assoluto della terza FA Cup consecutiva dei Wanderers. Nella finale contro i Royal Engineers apre le marcature e, dopo il momentaneo ritorno degli avversari, segna anche il definitivo 3-1 nella ripresa, completando una doppietta nella partita che assegna il trofeo. In una stagione dominata dall’impresa internazionale di McDougall, Kenrick perde il Pallone d’Oro ma conquista meritatamente il secondo posto: poche cose pesano quanto segnare due volte in una finale di FA Cup.

3° Arthur Fitzgerald Kinnaird — Difensore/centrocampista — Wanderers

Ancora una volta Kinnaird dimostra una versatilità fuori dal comune, giocando prevalentemente arretrato e capitaneggiando i Wanderers alla terza FA Cup consecutiva. Nella finale vinta 3-1 sui Royal Engineers è subito protagonista e da un suo calcio piazzato nasce il secondo gol, attribuito a lui da molte ricostruzioni anche se le cronache contemporanee non sono concordi sull’autore materiale. È il grande leader della squadra dominante in Inghilterra, ma l’annata eccezionale di McDougall gli nega un altro Pallone d’Oro.

Menzione donore: Henry “Harry” McNeil — Attaccante — Queen’s Park

Il Queen’s Park esce presto dalla Scottish Cup, ma McNeil firma una delle grandi prestazioni internazionali dell’anno. Nel memorabile 7-2 con cui la Scozia travolge l’Inghilterra segna due volte e viene indicato come il migliore in campo dalle cronache raccolte dell’epoca. Si era già messo in evidenza nella prestigiosa vittoria di Glasgow a Sheffield, confermando una stagione individualmente eccellente nonostante l’assenza di trofei con il club. Proprio quel limite permette a McDougall, Kenrick e Kinnaird di precederlo, ma merita comunque di essere citato.


1879

1° Herbert Whitfeld — Attaccante — Old Etonians

Whitfeld è l’uomo della FA Cup più combattuta della stagione. Segna in tutte e tre le epiche sfide necessarie agli Old Etonians per eliminare il Darwen, va ancora a rete nella semifinale contro il Nottingham Forest e conquista infine la coppa battendo il Clapham Rovers. In finale non segna, ma viene considerato il giocatore tecnicamente più brillante in campo. A gennaio aveva inoltre trovato il gol al debutto con l’Inghilterra contro il Galles: trofeo, continuità e peso nelle grandi partite gli valgono il Pallone d’Oro.

2° Arthur Kinnaird — Centrocampista — Old Etonians

Dopo gli ultimi trionfi con i Wanderers, Kinnaird cambia squadra ma continua a vincere. Passato agli Old Etonians nell’autunno del 1878, ne diventa il capitano e guida il club alla prima FA Cup della propria storia. Da half-back attraversa anche l’estenuante eliminatoria contro il Darwen, risolta soltanto dopo un 5-5, un 2-2 e il definitivo 6-2, prima di condurre gli Etonians fino all’1-0 sul Clapham Rovers in finale. Whitfeld offre una stagione individualmente più brillante, ma leadership, continuità e capacità di restare al vertice con una nuova squadra riportano Kinnaird sul podio.

3° Norman Coles Bailey — Centrocampista — Clapham Rovers

Bailey arriva a un passo dal premio grazie a una stagione di eccezionale continuità. Segna due volte nell’8-1 inflitto agli Swifts nei quarti di FA Cup e trascina il Clapham Rovers fino alla finale, dove nonostante la sconfitta è tra i migliori in campo e sfiora personalmente il gol. Pochi giorni dopo brilla ancora nel memorabile 5-4 con cui l’Inghilterra batte la Scozia. Forte, rapido e intelligentissimo tatticamente, è ormai uno dei migliori mediani del football inglese.

Menzione donore: William “Billy” Mosforth — Attaccante — Sheffield Albion/The Wednesday

A soli 21 anni Mosforth è ormai la grande stella del football di Sheffield. Nel 5-4 dell’Inghilterra sulla Scozia apre le marcature e viene considerato uno dei migliori uomini in campo, confermando una reputazione costruita su dribbling, controllo del pallone e sul celebre screw shot, con cui riusciva a imprimere effetto alla sfera. I suoi club non partecipano alla FA Cup e questo limita inevitabilmente il peso della stagione, ma sul piano puramente tecnico pochi giocatori inglesi possono già competere con lui.


Collage di calciatori dell’epoca vittoriana per i Palloni d’Oro immaginari dal 1880 al 1889.

1880

1° George Ker — Attaccante — Queen’s Park

Appena 20enne Ker firma una delle stagioni individuali più impressionanti del primo football scozzese. Vince la Scottish Cup con il Queen’s Park segnando anche nella finale contro il Thornliebank, poi debutta con la Scozia realizzando una tripletta nel rocambolesco 5-4 sull’Inghilterra. Continua a trovare la porta anche nelle principali sfide del club e contribuisce alla conquista della Glasgow Charity Cup. Trofeo, gol nelle partite decisive e una tripletta contro il principale avversario internazionale: il Pallone d’Oro del 1880 è suo.

2° Norman Coles Bailey — Centrocampista — Clapham Rovers

Dopo la finale persa l’anno precedente, Bailey conduce finalmente il Clapham Rovers alla conquista della FA Cup. Mediano potente, rapido e dotato di grande senso tattico, è tra i migliori nella finale vinta 1-0 sull’Oxford University e continua contemporaneamente a essere un punto fermo dell’Inghilterra. Non possiede l’exploit internazionale di Ker, ma unisce continuità individuale e il massimo risultato possibile nel calcio inglese. Per una stagione così completa, il secondo posto è più che meritato.

3° Edward Charles Bambridge — Attaccante — Swifts

Gli Swifts non lasciano il segno in FA Cup, ma Bambridge compensa con una stagione individuale di altissimo livello. È ripetutamente segnalato tra i migliori nelle grandi sfide rappresentative e soprattutto segna due volte contro la Scozia nel 5-4 di Hampden, tenendo viva fino all’ultimo la rimonta inglese. Veloce, difficile da fermare e capace di conclusioni spettacolari, realizza diversi gol importanti durante l’annata. I risultati di club lo penalizzano rispetto ai primi due, ma per rendimento personale merita il podio.

Menzione donore: Clopton Allen Lloyd-Jones — Attaccante — Clapham Rovers

Se contassero soltanto i momenti decisivi, Lloyd-Jones potrebbe essere persino sul podio. Segna il gol che elimina i campioni in carica degli Old Etonians nei quarti di FA Cup e soprattutto, a sei minuti dalla fine, realizza l’1-0 sull’Oxford University che consegna al Clapham Rovers l’unica FA Cup della propria storia. Bailey offre maggiore continuità nell’arco della stagione, ma due gol del genere rendono impossibile ignorare Lloyd-Jones.


1881

1° John Smith — Attaccante — Edinburgh University/Queen’s Park

Due triplette nelle due partite più importanti dell’anno rendono lo scozzese John Smith quasi imbattibile. Segna tre volte nel clamoroso 6-1 con cui la Scozia travolge l’Inghilterra a Londra, quindi ripete l’impresa nel replay della finale di Scottish Cup contro il Dumbarton, realizzando tutti i gol del 3-1 del Queen’s Park. È la prima tripletta mai segnata in una finale della competizione. In una sola stagione Smith mette insieme successi individuali e di squadra in un modo talmente dominante da non lasciare dubbi su chi sia il miglior calciatore in circolazione.

2° Andrew Watson — Difensore — Queen’s Park

Andrew Watson tra il 1880 e il 1881 vive una stagione che in quasi qualsiasi altro anno potrebbe valere il primo posto. Capitano della Scozia nel memorabile 6-1 sull’Inghilterra, diventa il primo calciatore nero della storia a disputare una partita internazionale ufficiale e pochi giorni dopo guida ancora la Nazionale nel 5-1 sul Galles. Con il Queen’s Park conquista inoltre la Scottish Cup, risultando tra i migliori sia nella prima finale contro il Dumbarton sia nel replay. Solido, elegante e autorevole, paga soltanto le due incredibili triplette di Smith.

3° George Ker — Attaccante — Queen’s Park

Dopo il Pallone d’Oro conquistato l’anno precedente, Ker continua a segnare nelle occasioni più prestigiose. Realizza una doppietta nel 6-1 della Scozia sull’Inghilterra e altre due reti appena due giorni dopo nel 5-1 sul Galles, chiudendo la settimana internazionale con quattro gol. Vince inoltre la Scottish Cup con il Queen’s Park e si mette ripetutamente in evidenza nelle grandi sfide del club. In un’annata dominata dagli scozzesi, soltanto le imprese straordinarie di Smith e Watson gli impediscono di salire più in alto.

Menzione donore: Edward Hagarty Parry — Attaccante — Old Carthusians

Il miglior rappresentante del calcio inglese arriva dagli Old Carthusians, vincitori della FA Cup con un netto 3-0 sugli Old Etonians. Parry guida la squadra da capitano, si distingue già nella semifinale contro il Darwen e segna nella finale il gol del momentaneo 2-0. Il dominio scozzese nelle grandi sfide internazionali rende difficile avvicinare il podio, ma trofeo, leadership e gol nella partita decisiva gli garantiscono la menzione d’onore.


1882

1° Andrew Watson — Difensore — Queen’s Park

Dopo il secondo posto dell’anno precedente, Watson completa una stagione da Pallone d’Oro. Con il Queen’s Park conquista la seconda Scottish Cup consecutiva, giocando sia la finale pareggiata con il Dumbarton sia il replay vinto 4-1, mentre con la Scozia è protagonista del netto 5-1 sull’Inghilterra. Veloce, elegante e fortissimo nel tackle, gode ormai della reputazione di uno dei migliori difensori britannici. Watson offre carisma, qualità, continuità e risultati al massimo livello per l’intera stagione.

2° William Harrower — Attaccante — Queen’s Park

Appena 20enne, Harrower si impone subito sulla scena calcistica. Al debutto con la Scozia apre le marcature nel 5-1 sull’Inghilterra e poche settimane più tardi segna anche nel replay della finale di Scottish Cup, contribuendo al 4-1 con cui il Queen’s Park supera il Dumbarton. Rapido, tecnico e pericolosissimo in avanti, combina gol nelle due partite più prestigiose della stagione e un grande trofeo. Soltanto la continuità e il peso complessivo di Watson gli negano il primo posto.

3° Arthur Fitzgerald Kinnaird — Centrocampista — Old Etonians

A 35 anni Kinnaird è ancora protagonista ai massimi livelli. Gioca da half-back destro nella finale di FA Cup vinta 1-0 sul Blackburn Rovers, disputando così l’ottava delle nove finali della sua incredibile carriera e conquistando il quinto trofeo personale. È anche il capitano della squadra che firma l’ultimo successo in FA Cup dei grandi gentlemen del Sud. Non è più il Kinnaird dominante degli anni ’70, ma longevità, leadership e la vittoria del principale trofeo inglese gli permettono di prendersi ancora un posto sul podio.

Menzione donore: Fergus Suter — Difensore — Blackburn Rovers

Suter guida la retroguardia del Blackburn Rovers nella prima finale di FA Cup mai raggiunta da una squadra del Nord, persa soltanto 1-0 contro gli Old Etonians. Impiegato da difensore sinistro, è ormai uno dei giocatori più esperti e influenti di una formazione che rappresenta il nuovo football professionistico e operaio. Il trofeo sfugge, ma quella finale segna un passaggio storico: l’anno seguente il dominio dei vecchi club aristocratici crollerà definitivamente, e proprio Suter diventerà storicamente il simbolo del professionismo che ne prenderà il posto.


1883

1° John “Jack” Hunter — Centrocampista — Blackburn Olympic

Hunter è l’anima della squadra che cambia la storia della FA Cup. Arrivato al Blackburn Olympic come giocatore-allenatore, ne perfeziona il gioco di passaggi e la preparazione atletica guidando un gruppo di operai fino alla finale contro gli Old Etonians. All’Oval dirige il centrocampo ed è indicato tra i migliori in campo nel successo per 2-1 ai supplementari. È la prima FA Cup vinta da una squadra operaia: qualità individuale, leadership e peso di un trionfo epocale valgono a Jack Hunter il Pallone d’Oro.

2° John Smith — Attaccante — Queen’s Park

Smith non conquista la Scottish Cup, ma firma la più impressionante prestazione internazionale della stagione. A Bramall Lane segna tutti e tre i gol con cui la Scozia batte 3-2 l’Inghilterra, completando la tripletta decisiva nel finale, e due giorni più tardi va ancora a segno nel 3-0 sul Galles. Centravanti allo stesso tempo tecnico e possente, già protagonista del Queen’s Park degli anni precedenti, conferma di essere uno degli attaccanti più completi del periodo. Hunter lo precede per la conquista storica della FA Cup, ma lui è ancora tra i migliori.

3° Andrew Hair Holm — Difensore — Queen’s Park

Sul piano della continuità, Holm potrebbe essere addirittura il miglior giocatore dell’annata. Difensore rapidissimo e sicuro, viene ripetutamente elogiato nelle principali sfide del Queen’s Park e figura tra i migliori anche nel successo della Scozia sull’Inghilterra. Le ricostruzioni delle cronache contemporanee lo collocano infatti ai vertici assoluti della stagione. L’eliminazione del Queen’s Park dalla Scottish Cup gli toglie però quel risultato collettivo che, con i nostri criteri, permette a Hunter e Smith di precederlo.

Menzione donore: James McAulay — Portiere — Dumbarton

Dopo due finali perse consecutive, il Dumbarton conquista finalmente la Scottish Cup e McAulay è decisivo con le sue parate nella doppia finale contro il Vale of Leven, distinguendosi soprattutto nella prima gara, conclusa sul 2-2, con una serie di interventi strepitosi. Quello che sarebbe stato definito il primo “principe dei portieri” aveva curiosamente esordito con la Scozia appena un anno prima da centravanti, segnando contro il Galles. Nel 1887, a soli 26 anni, lasciò il football per trasferirsi in Birmania e lavorare sui battelli a vapore dell’Irrawaddy.


1884

1° John Smith — Attaccante — Queen’s Park

Il 1884 di John Smith è impressionante: tripletta all’Aston Villa, altra tripletta al Blackburn Olympic e gol decisivo nell’1-0 della Scozia sull’Inghilterra. Con il Queen’s Park conquista inoltre la Scottish Cup e raggiunge la finale di FA Cup, persa contro il Blackburn Rovers. Medico oltre che calciatore, Smith era un centravanti intelligente e tecnicamente raffinato, capace di partecipare alla costruzione del gioco quanto di concluderlo. La sconfitta nella finale della Coppa d’Inghilterra, all’epoca il trofeo di club più ambito, è l’unica macchia di una stagione da Pallone d’Oro.

2° Joseph Beverley — Difensore — Blackburn Rovers

Se il Queen’s Park sembra avere i migliori giocatori dell’anno, Beverley appartiene alla squadra che lo batte quando conta di più. Difensore rapido e affidabile, è tra i protagonisti del Blackburn Rovers che conquista FA Cup e Lancashire Cup, distinguendosi sia in semifinale contro il Notts County sia nella finale vinta 2-1 sugli scozzesi. Debutta inoltre con l’Inghilterra e disputa tutte e tre le partite del primo British Home Championship. Una stagione completa, impreziosita dal trofeo più prestigioso del football britannico.

3° Walter Arnott — Difensore — Queen’s Park

Se il Pallone d’Oro premiasse soltanto chi veniva considerato il miglior calciatore del momento, probabilmente vincerebbe Arnott. Le cronache lo celebrano ripetutamente durante la stagione: eccelle nella corsa del Queen’s Park fino alla finale di FA Cup e soprattutto nell’1-0 con cui la Scozia batte l’Inghilterra conquistando il primo British Home Championship. Difensore rapido di gambe e di pensiero, elegante e difficilissimo da superare, non si impone soprattutto per la sconfitta all’ultimo atto della Coppa d’Inghilterra.

Menzione donore: James “Jimmy” Forrest — Centrocampista — Blackburn Rovers

Ha appena 19 anni ed è alla prima stagione con il Blackburn, ma Forrest lascia subito il proprio nome sulla finale di FA Cup, segnando il gol del momentaneo 2-0 contro il Queen’s Park. Mediano inesauribile, forte nei contrasti ma già capace di costruire e concludere l’azione, conquista anche la Lancashire Cup e debutta con l’Inghilterra. La sua stagione complessiva non raggiunge ancora quella dei primi tre, ma segnare in una finale così importante alla prima annata ad alto livello vale la menzione d’onore.


1885

1° James Brown — Attaccante — Blackburn Rovers

Capitano del Blackburn, Brown solleva la seconda FA Cup consecutiva e segna il gol del definitivo 2-0 nella finale contro il Queen’s Park. Brilla anche con l’Inghilterra, andando a segno contro l’Irlanda, e chiude una stagione in cui leadership, rendimento e risultati si combinano quasi perfettamente. Centravanti potente ma tutt’altro che elementare, era uno dei riferimenti offensivi di quel Blackburn che stava spostando definitivamente verso il Nord il baricentro del football inglese.

2° James “Jimmy” Forrest — Centrocampista — Blackburn Rovers

Un anno dopo il gol nella finale del 1884, Forrest segna ancora nell’ultimo atto della FA Cup, questa volta aprendo il 2-0 sul Queen’s Park. A vent’anni ha così già conquistato due coppe consecutive da protagonista. Mediano instancabile, aggressivo nei contrasti ma capace anche di costruire e concludere l’azione, rappresenta perfettamente un ruolo che sta diventando sempre più complesso. Forse Cobbold possiede una classe individuale superiore, ma la stagione di Forrest ha un peso difficilmente ignorabile.

3° William Nevill Cobbold — Attaccante — Cambridge University/Old Carthusians

“Nuts” Cobbold è probabilmente il calciatore più talentuoso dell’anno, celebrato soprattutto per velocità e dribbling. Con gli Old Carthusians raggiunge la semifinale di FA Cup, dove però il Blackburn lo travolge 5-1 in una partita condizionata anche da un suo infortunio al ginocchio. Gioca inoltre con l’Inghilterra nel British Home Championship. I contemporanei lo considerano un fenomeno autentico, ma rispetto ai due uomini del Blackburn gli manca proprio ciò che pesa maggiormente nella nostra graduatoria: il grande risultato stagionale.

Menzione donore: Edward Charles Bambridge — Attaccante — Swifts

Bambridge non conquista trofei, ma è il miglior marcatore dell’Inghilterra nel 1885, segnando contro Irlanda e Scozia. Ormai veterano della Nazionale, “Charlie Bam” è anche protagonista di una delle più incredibili leggende del football vittoriano: si racconta che, reduce da una frattura a una gamba e dato per assente in una finale locale, si presentò ugualmente in campo con un vistoso parastinco e segnò il gol della vittoria; quando gli chiesero come avesse retto la gamba infortunata, rivelò di aver indossato la protezione su quella sana. Storia impossibile da verificare fino in fondo, ma perfettamente in tono con il football dell’epoca.


1886

1° James Brown — Attaccante — Blackburn Rovers

Capitano del Blackburn, Brown conquista la terza FA Cup consecutiva e mette personalmente il sigillo sul trionfo: nel replay della finale contro il West Bromwich Albion parte dalla propria metà campo, supera diversi avversari e segna il definitivo 2-0. Centravanti potente ma anche eccellente nel dribbling, era ormai il leader della squadra che aveva spodestato definitivamente i vecchi club aristocratici. Nick Ross può essere stato il miglior calciatore dell’anno in senso assoluto, ma trofeo, leadership e gol decisivo fanno pendere il nostro voto verso Brown.

2° Nick Ross — Difensore — Preston North End

Nessun trofeo, eppure Nick Ross viene celebrato come forse nessun altro giocatore della stagione. Capitano di un Preston North End ormai capace di competere con qualsiasi squadra britannica, The Demon Back domina la difesa grazie a velocità, aggressività e soprattutto a una capacità quasi unica di leggere in anticipo il gioco. Nato centravanti, diventato difensore per lasciare spazio al fratello minore in attacco, era considerato da molti contemporanei il miglior back del Paese. La mancanza della FA Cup gli costa il primo posto, nonostante una stagione individualmente straordinaria.

3° Walter Arnott — Difensore — Queen’s Park

Arnott combina grande rendimento individuale e risultati importanti: vince la Scottish Cup con il Queen’s Park, battendo 3-1 il Renton in finale, e guida da capitano la Scozia nell’1-1 contro l’Inghilterra. Terzino destro velocissimo, sicuro nel tackle e preciso nel rilancio, era ormai considerato uno dei massimi difensori dell’epoca. In una stagione con Brown decisivo in FA Cup e Ross celebrato come fuoriclasse assoluto, Arnott resta leggermente indietro, ma il suo 1886 ha praticamente tutto ciò che si può chiedere a un candidato.

Menzione donore: Fred Dewhurst Attaccante — Preston North End

Insegnante durante la settimana e calciatore amateur per scelta, Fred Dewhurst entra nel 1886 anche nel giro dell’Inghilterra e segna nelle prime due presenze, contro Irlanda e Galles. Con il Preston si distingue inoltre nei prestigiosi confronti contro il Corinthian, arrivando a rifilare una tripletta ai migliori dilettanti del Paese. Tecnico ed elegante ma anche temerario nelle mischie, era celebre per la capacità di caricare i portieri avversari: uno dei pochi amateurs capaci di emergere nella macchina sempre più professionale costruita a Preston.


1887

1° Archie Hunter — Attaccante — Aston Villa

Archie Hunter trascina l’Aston Villa alla prima FA Cup della sua storia, segnando in ogni turno disputato e firmando anche il definitivo 2-0 nella finale vinta contro il West Bromwich Albion. Capitano e leader dei Villans, the Old Warhorse era un centravanti potente e coraggioso, ma anche capace di creare spazi e occasioni per i compagni. In una stagione in cui altri possono competere con lui per classe individuale, trofeo, leadership e rendimento nelle partite decisive rendono il suo Pallone d’Oro difficilmente contestabile.

2° William Nevill Cobbold — Attaccante — Cambridge University/Old Carthusians/Corinthian

A livello individuale Cobbold è probabilmente il talento individuale più sfavillante del calcio inglese alla fine degli anni ’80 del XIX secolo. Brilla nelle grandi sfide del Corinthian, segna tre volte nelle prime due partite stagionali dell’Inghilterra e trova la rete anche nella corsa degli Old Carthusians in FA Cup. Soprannominato Nuts, era un vero maestro del dribbling, capace di attraversare da solo intere difese. Le cronache dell’epoca lo celebrano come un fuoriclasse assoluto, ma l’assenza di un grande trofeo lo lascia questa volta alle spalle di Hunter.

3° Nick Ross — Difensore — Preston North End

Il Preston sta diventando una macchina quasi inarrestabile e Ross ne rimane il comandante assoluto. I Lilywhites travolgono anche il Queen’s Park, conquistano la Lancashire Cup e arrivano fino alla semifinale di FA Cup, dove vengono eliminati dal West Bromwich Albion. The Demon Back, nato centravanti ma ormai considerato tra i migliori difensori britannici, unisceva aggressività e una capacità eccezionale di leggere il gioco. Gli manca soltanto il grande trofeo nazionale per salire ancora più in alto.

Menzione donore: Fred Dewhurst — Attaccante — Preston North End

Dewhurst è uno dei grandi protagonisti dell’ascesa del Preston, che conquista la Lancashire Cup e raggiunge la semifinale di FA Cup. Nella finale regionale contro il Bolton firma una doppietta, mentre con l’Inghilterra segna due volte all’Irlanda e trova ancora la rete nel 3-2 subito dalla Scozia. La sua capacità di incidere sia nel gioco dei Lilywhites sia a livello internazionale gli vale, per il secondo anno consecutivo, un posto immediatamente alle spalle dei migliori.


1888

1° Billy Bassett — Attaccante — West Bromwich Albion

A soli 19 anni Bassett è il grande protagonista della finale di FA Cup, vinta 2-1 dal West Bromwich Albion contro il favoritissimo Preston. Le sue iniziative sulla destra propiziano entrambi i gol di Bayliss e Woodhall e mettono ripetutamente in difficoltà persino Nick Ross, considerato il miglior difensore del momento. Rapidissimo, imprendibile nel dribbling e già capace di servire con precisione i compagni, poco dopo debutta anche con l’Inghilterra. Battere la squadra dominante nella partita più importante dell’anno gli vale il nostro Pallone d’Oro.

2° Fred Dewhurst — Attaccante — Preston North End

Il Preston perde la FA Cup, ma Dewhurst segna nella finale e vive una stagione internazionale eccezionale. Con l’Inghilterra realizza 6 gol nelle 3 partite del British Home Championship: tripletta al Galles, doppietta nello storico 5-0 inflitto alla Scozia a Glasgow e un’altra rete contro l’Irlanda. Ormai stabilmente tra i migliori attaccanti del Paese, unisce tecnica e grande capacità realizzativa. Gli manca soltanto il grande trofeo: per rendimento individuale, il suo 1888 è comunque all’altezza dei migliori.

3° John Goodall — Attaccante — Preston North End

L’ascesa di Goodall coincide con quella del Preston e con il ritorno dell’Inghilterra ai vertici del football britannico. Debutta in Nazionale segnando contro il Galles e va ancora a rete nel memorabile 5-0 sulla Scozia, dove è cresciuto e ha affinato l’arte calcistica. Centravanti soltanto sulla carta, arretra spesso per costruire il gioco e servire i compagni, diventando il vero regista offensivo dei Lilywhites. La finale di FA Cup persa gli impedisce di salire più in alto, ma il 1888 mostra già chiaramente perché diventerà il cervello degli Invincibili.

Menzione donore: James Kelly — Centrocampista — Renton

Il Renton vive una stagione straordinaria e Kelly ne è uno dei principali punti di riferimento. Conquista la Scottish Cup con un clamoroso 6-1 in finale e poche settimane dopo batte 4-1 il West Bromwich Albion fresco vincitore della FA Cup nella sfida celebrata come World Championship. Mediano intelligente e moderno, Kelly agisce davanti alla difesa contribuendo alla circolazione del pallone e al celebre gioco collettivo scozzese. Il debutto in Nazionale coincide con il pesante 5-0 subito dall’Inghilterra, ma quanto realizzato con il Renton gli vale la menzione.


1889

1° John Goodall — Attaccante — Preston North End

Goodall è l’uomo-simbolo e il miglior giocatore della prima stagione della Football League. Il Preston conquista il campionato senza perdere una partita e completa il Double vincendo la FA Cup senza subire neppure un gol; lui, con 20 reti, diventa il primo capocannoniere nella storia della League. Centravanti capace tanto di segnare quanto di organizzare il gioco dei compagni, è il fulcro offensivo degli Invincibles. In una stagione che segna l’inizio di una nuova era del football, il primo Pallone d’Oro dell’era dei campionati non può che essere suo.

2° Jack Gordon — Attaccante — Preston North End

I numeri raccontano solo una parte della sua stagione: le cronache indicano Gordon tra i migliori in campo più spesso persino di Goodall e Jimmy Ross. Ala destra degli Invincibili, contribuisce al Double e alla macchina offensiva che domina la prima Football League, distinguendosi per continuità lungo tutta l’annata. Oggi è uno dei componenti meno ricordati di quel Preston leggendario, ma all’epoca chi lo vedeva giocare sembra aver avuto pochi dubbi sulla sua grandezza: per rendimento puro, avrebbe potuto persino contendere il primo posto a Goodall.

3° Jimmy Ross — Attaccante — Preston North End

Jimmy Ross completa il dominio del Preston sul nostro podio. È tra i principali realizzatori della squadra campione e nella finale di FA Cup contro il Wolverhampton segna il secondo gol del 3-0, chiudendo una competizione in cui gli Invincibili non concedono neppure una rete. Basso di statura, rapidissimo e particolarmente prolifico, forma con Goodall una coppia offensiva devastante. In quasi qualsiasi altra stagione i suoi gol, il Double e una rete in finale sarebbero credenziali da vittoria: nel 1889 deve invece accontentarsi addirittura del terzo posto.

Menzione donore: Billy Bassett — Attaccante — West Bromwich Albion

Dopo il Pallone d’Oro dell’anno precedente, il 20enne Bassett conferma di non essere stato l’eroe di una sola finale. Segna 11 reti nella prima Football League e continua a ricevere giudizi eccellenti nonostante il West Bromwich chiuda lontano dal Preston. Con l’Inghilterra è ancora più incisivo: firma una doppietta contro la Scozia, anche se questa volta sono gli scozzesi a prevalere 3-2. Senza un grande risultato collettivo non può competere con gli Invincibili, ma individualmente resta uno dei migliori giocatori britannici.


Collage di calciatori dell’epoca vittoriana per i Palloni d’Oro immaginari dal 1890 al 1899.

1890

1° Nick Ross — Attaccante/difensore — Preston North End

Il miglior difensore del calcio britannico torna centravanti e scopre di poter dominare anche dall’altra parte del campo. Dopo una stagione all’Everton, Ross rientra al Preston proprio mentre John Goodall lascia il club per il Derby County e viene riportato nel ruolo in cui aveva iniziato la carriera. La risposta è una valanga di gol e il secondo campionato consecutivo dei Lilywhites. Il momento simbolo arriva il giorno di Natale, nella prima partita di Football League mai disputata il 25 dicembre: Ross segna tutti e tre i gol nel 3-2 sull’Aston Villa. Difensore fuoriclasse trasformato in bomber di una squadra campione: nel 1890 la sua eccezionale versatilità gli vale il nostro Pallone d’Oro.

2° Jack Southworth — Attaccante — Blackburn Rovers

Jack Southworth chiude a 22 gol come Nick Ross, ma aggiunge una FA Cup da protagonista assoluto. Segna il gol decisivo nella semifinale contro il Wolverhampton e va ancora a rete nel travolgente 6-1 inflitto a The Wednesday in finale. Attaccante tecnico e prolifico, capace anche di segnare quattro reti nella stessa partita di campionato, trascina il Blackburn in una stagione memorabile. Soltanto l’eccezionale trasformazione di Ross gli impedisce di conquistare un premio che, per numeri, trofei e peso nelle partite decisive, avrebbe ampiamente meritato.

3° Jimmy Ross — Attaccante — Preston North End

Mentre il fratello maggiore cambia nuovamente ruolo, Jimmy Ross rimane una delle certezze offensive degli Invincibili. Segna con grande continuità e contribuisce in maniera decisiva al secondo campionato consecutivo conquistato dal Preston, confermandosi tra gli attaccanti più difficili da contenere dell’epoca. Nelle cronache stagionali il Little Demon emerge addirittura come uno dei giocatori più apprezzati della squadra. Il podio del 1890 finisce così per ospitare entrambi i fratelli Ross: un caso quasi irripetibile nella nostra storia del Pallone d’Oro.

Menzione donore: Billy Townley — Attaccante — Blackburn Rovers

Per entrare nella storia a Townley basta una partita: nella finale di FA Cup contro The Wednesday realizza la prima tripletta mai segnata nell’atto conclusivo del torneo. Il Blackburn vince 6-1 e l’ala sinistra completa così una coppa in cui aveva già trovato più volte la rete. Poche settimane prima aveva segnato anche una doppietta nel 9-1 dell’Inghilterra sull’Irlanda. Non possiede la continuità stagionale dei primi tre, ma nessuno nel 1890 lascia un’impronta più evidente sulla partita più importante dell’anno.


1891

1° Jack Southworth — Attaccante — Blackburn Rovers

Southworth completa nel 1891 la stagione che gli era quasi valsa il premio un anno prima. Segna 26 gol in appena 18 partite di campionato e trascina il Blackburn alla conquista della FA Cup, andando a rete sia in semifinale contro il West Bromwich Albion sia nel 3-1 della finale contro il Notts County. Centravanti elegante ma tremendamente prolifico, riesce più volte a trasformare da solo una partita in goleada. Capocannoniere, vincitore della coppa e decisivo nei turni conclusivi: questa volta il Pallone d’Oro è suo.

2° Edgar Chadwick — Attaccante — Everton

L’Everton interrompe il dominio del Preston e conquista il primo campionato della propria storia, con Chadwick tra gli uomini fondamentali del suo brillante reparto offensivo. Gioca tutte le 22 partite di League, segna 10 gol e forma sulla sinistra una coppia particolarmente efficace con Alf Milward. La sua stagione prosegue anche in Nazionale: segna contro il Galles e soprattutto nel 2-1 sulla Scozia che consegna all’Inghilterra il British Home Championship. Meno prolifico di Southworth, ma per continuità e influenza sul gioco merita il secondo posto.

3° Nick Ross — Difensore — Preston North End

Un anno prima aveva vinto il nostro Pallone d’Oro segnando 22 reti da centravanti; nel 1891 Ross torna in difesa ed è ancora tra i migliori giocatori del Paese. Il Preston perde il titolo ma chiude secondo, mentre le cronache continuano a esaltare le prestazioni del suo vecchio leader, formidabile nei contrasti e nella capacità di avviare l’azione da dietro. Non conquista trofei e per questo non può competere con i primi due, ma salire nuovamente sul podio giocando nel ruolo opposto racconta forse meglio di qualsiasi statistica la sua eccezionalità.

Menzione donore: Fred Geary — Attaccante — Everton

La vittoria della First Division e ben 20 gol segnati rendono impossibile ignorare Geary. Rapidissimo centravanti dell’Everton campione, è il terminale ideale di un attacco costruito attorno alla tecnica di Chadwick e Milward e contribuisce in maniera decisiva alla squadra che pone fine al biennio degli Invincibili. Viene scelto anche come centravanti dell’Inghilterra nella sfida decisiva contro la Scozia. Southworth domina l’annata sul piano realizzativo e Chadwick sembra avere un peso maggiore nel gioco dell’Everton, ma la prima League conquistata dai Toffees porta anche la sua firma.


1892

1° Billy Bassett — Attaccante — West Bromwich Albion

Il campionato del West Bromwich è mediocre, ma quando arrivano le partite decisive Bassett cambia completamente marcia. Nella tormentata semifinale di FA Cup contro il Nottingham Forest segna nel primo replay e realizza una doppietta nel secondo; nella finale vinta 3-0 sull’Aston Villa non trova la rete, ma le sue accelerazioni e i suoi passaggi propiziano i primi due gol. Anche con l’Inghilterra continua a creare occasioni e servire i compagni. Rapidissimo, creativo e decisivo nei momenti che pesano di più: nel 1892 il Pallone d’Oro torna a lui.

2° Johnny Campbell — Attaccante — Sunderland

In quasi qualsiasi altra stagione la bellezza di 32 gol in 24 partite e la First Division trascinando il Sunderland basterebbero per vincere. Campbell è il terminale micidiale della squadra che domina la Football League con 93 reti segnate e si spinge fino alla semifinale di FA Cup. Opportunista, rapido nell’esecuzione e letale dentro l’area, diventa il capocannoniere del campionato e il volto offensivo di quello che a breve diventerà il Team of All Talents. Soltanto l’impatto di Bassett nelle grandi partite gli impedisce di salire sul gradino più alto.

3° Sandy McMahon — Attaccante — Celtic

Il Celtic conquista la prima Scottish Cup della propria storia e McMahon ne diventa uno degli eroi. Dopo il pareggio della prima finale contro il Queen’s Park, nel replay segna due volte nel travolgente 5-1 che consegna il trofeo ai biancoverdi. Attaccante potente ma tecnicamente raffinato, capace di segnare e costruire per i compagni, emerge già come una delle figure centrali del Celtic. Il 1892 è la stagione in cui il club entra definitivamente tra le grandi di Scozia, e McMahon ne è allo stesso tempo bomber e simbolo.

Menzione donore: Hughie Wilson — Centrocampista — Sunderland

Dietro ai gol di Campbell c’è anche il lavoro instancabile di Hughie Wilson, per molti il principale motore del Sunderland campione d’Inghilterra. Mediano energico, resistente e capace di accompagnare continuamente l’azione, contribuisce all’equilibrio di una squadra votata all’attacco senza limitarsi al lavoro difensivo. Le cronache dell’annata lo collocano tra i giocatori più apprezzati del Paese e spiegano perché il Sunderland non fosse soltanto una collezione di grandi marcatori: Campbell è la stella, ma il prezioso lavoro di Wilson è riconosciuto all’unanimità.


1893

1° Johnny Campbell — Attaccante — Sunderland

È ancora lui. Il Sunderland non si limita a confermarsi campione d’Inghilterra, ma domina il torneo con undici punti di vantaggio sul Preston e diventa la prima squadra nella storia della Football League a segnare 100 gol in una stagione. Campbell ne è ancora una volta il principale terminale offensivo: si laurea capocannoniere per il secondo anno consecutivo, trascinando il Team of All Talents al secondo titolo di fila. Se nel 1892 poteva sembrare l’uomo simbolo di una stagione irripetibile, dodici mesi dopo è evidente che si tratta di qualcosa di più: Campbell è il centravanti della squadra dominante del calcio inglese e il nostro Pallone d’Oro.

2° Jimmy Ross — Attaccante — Preston North End

Gli anni degli Invincibles sono ormai alle spalle, ma il “Little Demon” continua a essere uno dei grandi protagonisti del calcio inglese. La sua stagione è meno prolifica rispetto ai picchi raggiunti in passato, ma Ross rimane un punto fermo del Preston North End, che chiude secondo in campionato per il terzo anno consecutivo e arriva fino alla semifinale di FA Cup, eliminato dall’Everton soltanto dopo due replay. Chiude l’annata con 12 gol tra campionato e coppa: numeri non eccezionali per i suoi standard, ma sufficienti, insieme al peso che conserva nell’attacco di una delle migliori squadre del paese, per guadagnarsi ancora un posto sul podio.

3° Hughie Wilson — Centrocampista — Sunderland

In una squadra ricordata soprattutto per la sua impressionante potenza offensiva, Hugh Wilson riesce a lasciare il segno anche nei numeri: salta una sola partita di campionato e segna 8 gol da half-back, contribuendo direttamente al secondo titolo consecutivo del Sunderland. Il soprannome “Lalty” sembra derivare dallo scozzese laldy, espressione associata al fare qualcosa con energia, vigore e massimo impegno, mentre la stampa locale arriva a definirlo addirittura “indispensabile”. In un Team of All Talents pieno di grandi nomi, Wilson si conquista così una reputazione personale che va ben oltre il semplice ruolo di comprimario.

Menzione d’onore: Ned Doig — Portiere — Sunderland

Dietro alla squadra che segna 100 gol c’è anche un portiere che non lascia il posto a nessuno. Ned Doig disputa tutte le 30 partite di campionato del Sunderland e conquista così il secondo titolo consecutivo da titolare inamovibile. Portiere atletico e sorprendentemente moderno per l’epoca, aveva sviluppato una straordinaria abilità nel respingere e distribuire il pallone con i pugni, allenandosi in maniera quasi ossessiva. Nel Team of All Talents è una presenza costante e affidabile: meno appariscente dei compagni che occupano il podio, ma abbastanza importante da meritare la menzione d’onore del 1893.


1894

1° Sandy McMahon — Attaccante — Celtic

Il primo grande fuoriclasse del Celtic si prende la scena nel 1894. Sandy McMahon trascina i Bhoys al secondo titolo scozzese consecutivo e, con 16 reti, chiude anche come capocannoniere del campionato. Ma a fare la differenza è pure il rendimento internazionale: il 7 aprile segna contro l’Inghilterra nel 2-2 di Glasgow che permette alla Scozia di conquistare il British Home Championship. Attaccante tecnico, elegante e prolifico, soprannominato “The Duke”, McMahon riunisce così tutto quello che cerchiamo nel nostro premio: successo di squadra, rendimento individuale e peso nelle partite decisive.

2° Jack Devey — Attaccante — Aston Villa

Se il premio fosse rimasto confinato al calcio inglese, Jack Devey avrebbe probabilmente vinto. Capitano e leader dell’Aston Villa, guida il club al primo titolo nazionale della sua storia segnando 20 gol in 29 partite di campionato. È molto più di un semplice finalizzatore: intelligente con il pallone, efficace di testa e con entrambi i piedi, è il riferimento offensivo e tecnico della squadra destinata a dominare buona parte del decennio. Il Villa chiude 6 punti davanti al Sunderland e Devey ne incarna perfettamente l’ascesa.

3° Jimmy Logan — Attaccante — Notts County

Jimmy Logan costruisce la propria candidatura soprattutto in un pomeriggio entrato nella storia. Il Notts County, squadra di Second Division, sorprende tutti conquistando la FA Cup e in finale travolge 4-1 il Bolton a Goodison Park. Logan contribuisce al primo gol e realizza personalmente gli altri tre, diventando appena il secondo giocatore capace di segnare una tripletta in una finale della competizione. Non è però soltanto l’eroe di una partita: chiude la stagione con 27 reti ed è il miglior marcatore del County.

Menzione d’onore: Jack Southworth — Attaccante — Everton

Sul piano puramente realizzativo, nessuno in Inghilterra fa meglio di Jack Southworth. Appena arrivato all’Everton dal Blackburn Rovers, il centravanti segna 27 gol in 22 presenze e conquista il titolo di capocannoniere della First Division. Il momento più incredibile arriva il 30 dicembre, quando ne realizza addirittura 6 contro il West Bromwich Albion, stabilendo un nuovo primato del club. A frenare la sua candidatura sono soprattutto i risultati dell’Everton: soltanto 6° in campionato ed eliminato immediatamente dalla FA Cup. Una stagione individuale straordinaria, dunque, ma senza quel successo collettivo che farebbe la differenza.


1895

1° Johnny Campbell — Attaccante — Sunderland

Dopo il secondo posto dell’anno precedente, il Sunderland torna sul trono d’Inghilterra e Johnny Campbell ne è ancora una volta il grande finalizzatore. Con 22 gol conquista per la terza volta il titolo di capocannoniere, tante quante sono le stagioni concluse dal club al primo posto fino a quel momento. La sua annata trova poi un epilogo perfetto il 27 aprile, quando i campioni inglesi affrontano gli Hearts, vincitori del torneo scozzese, nel cosiddetto World Championship: il Sunderland vince 5-3 a Tynecastle e Campbell segna due volte, chiudendo al meglio una stagione monstre.

2° Jack Devey — Attaccante — Aston Villa

L’Aston Villa cede a Campbell e compagni il titolo conquistato nel 1894, ma Jack Devey aggiunge immediatamente un altro trofeo alla propria bacheca. Segna 17 gol in 30 presenze complessive e accompagna il Villa fino alla vittoria in FA Cup, contribuendo a un percorso che comprende anche il 2-1 proprio sul Sunderland in semifinale. In finale contro il West Bromwich Albion non è lui a segnare – Bob Chatt decide la partita dopo pochi secondi – ma Devey rimane il principale riferimento offensivo della squadra. Dopo il campionato dell’anno precedente, un’altra stagione da protagonista assoluto lo mantiene ai vertici del calcio inglese.

3° Hughie Wilson — Centrocampista — Sunderland

Nel 1893 avevamo premiato soprattutto il rendimento di Wilson all’interno del formidabile ingranaggio del Sunderland; due anni dopo il suo ruolo è ulteriormente cresciuto. Dal 1894 è diventato capitano e nella sua prima stagione completa con la fascia guida la squadra alla conquista del terzo campionato in quattro anni. È lui dunque a rappresentare sul campo una formazione ormai entrata nella storia del calcio inglese, fino alla successiva vittoria sugli Hearts nel World Championship.

Menzione d’onore: Steve Bloomer — Attaccante — Derby County

Il Derby County vive una stagione complicata, ma nel 1895 comincia ufficialmente la storia internazionale di Steve Bloomer. Al debutto con l’Inghilterra, disputato proprio a Derby contro l’Irlanda, segna due volte nel clamoroso 9-0; meno di un mese dopo va nuovamente a bersaglio nel 3-0 sulla Scozia che consegna agli inglesi il British Home Championship. I numeri parlano chiaro: 3 gol nelle prime 3 presenze e immediato titolo di miglior marcatore del torneo internazionale certificano chiaramente che nel calcio inglese è comparso un protagonista destinato a restare.


1896

1° Johnny Campbell — Attaccante — Aston Villa

Per il secondo anno consecutivo vince un Johnny Campbell, ma non è lo stesso giocatore: nel 1895 avevamo premiato John Middleton Campbell del Sunderland, mentre questo è il Campbell classe 1872 arrivato all’Aston Villa dal Celtic nell’estate precedente. L’impatto sul calcio inglese è immediato: realizza 26 gol in 27 presenze complessive e diventa il principale terminale offensivo del Villa, che conquista il secondo campionato della propria storia chiudendo quattro punti davanti al Derby County. Una stagione praticamente da un gol a partita, accompagnata dal titolo nazionale già al primo tentativo dopo il trasferimento dalla Scozia: abbastanza per vincere una delle edizioni più combattute della nostra classifica.

2° Steve Bloomer — Attaccante — Derby County

Se Campbell possiede il titolo, Steve Bloomer gli risponde con una stagione individuale straordinaria. Il Derby County arriva secondo in campionato, miglior risultato della sua storia fino a quel momento, mentre il suo centravanti si conferma tra i migliori realizzatori della First Division. Ma è soprattutto con l’Inghilterra che Bloomer lascia il segno nel 1896: il 16 marzo realizza addirittura 5 gol nel 9-1 contro il Galles, portando avanti la serie che lo vedrà segnare in tutte le prime 10 presenze internazionali della carriera. Campbell lo precede grazie al successo dell’Aston Villa, ma sul piano del rendimento personale forse è addirittura superiore.

3° Fred Spiksley — Attaccante — The Wednesday

Fred Spiksley conquista il podio grazie a una delle prestazioni più decisive di tutta la nostra storia del Pallone d’Oro vittoriano. Il 18 aprile, nella finale di FA Cup contro il Wolverhampton Wanderers, segna entrambi i gol del 2-1 che consegna al Wednesday la prima Coppa d’Inghilterra della sua storia. Il primo arriva praticamente all’inizio della partita, il secondo dopo il momentaneo pareggio dei Wolves: due reti che rendono Spiksley il protagonista assoluto della finale. Campbell e Bloomer hanno una stagione più completa, ma pochi candidati possono vantare un legame così diretto tra la propria prestazione e la conquista di un grande trofeo.

Menzione d’onore: Sandy McMahon — Attaccante — Celtic

Sandy McMahon torna tra i migliori, ma questa volta con un traguardo diverso da quelli già raccontati. Il Celtic conquista il terzo campionato scozzese della propria storia, nonostante la partenza proprio di Johnny Campbell verso l’Aston Villa, e “The Duke” continua a essere uno dei punti di riferimento dell’attacco biancoverde. Il 7 dicembre 1895, contro il St Bernard’s, raggiunge inoltre quota 100 gol con il Celtic, primo giocatore nella storia del club a tagliare quel traguardo. Un’altra stagione da campione per uno dei grandi attaccanti del decennio, anche se nel 1896 il rendimento di Campbell e Bloomer e l’impresa di Spiksley in finale lo lasciano appena fuori dal podio.


1897

1° Fred Wheldon — Attaccante — Aston Villa

Alla prima stagione con l’Aston Villa, Fred Wheldon trova praticamente tutto: Double e 22 gol tra campionato e FA Cup, 18 dei quali in First Division. È il miglior marcatore dei Villans, che dominano il torneo con undici punti di vantaggio, e lascia il segno anche nella finale di Coppa contro l’Everton, segnando uno dei gol del 3-2. Il suo 1897 comprende inoltre un debutto da sogno con l’Inghilterra, celebrato con una tripletta nel 6-0 sull’Irlanda. Trofei, continuità realizzativa e capacità di incidere nelle grandi occasioni: una combinazione che gli permette di precedere persino un Bloomer statisticamente eccezionale.

2° Steve Bloomer — Attaccante — Derby County

Dopo la menzione del 1895 e il secondo posto del 1896, Steve Bloomer compie un altro passo avanti sul piano individuale: 24 gol in 29 partite di campionato, miglior bottino della First Division, mentre il Derby County conclude al terzo posto. Anche in nazionale continua a segnare con impressionante regolarità: realizza quattro reti nelle tre partite dell’Inghilterra nel British Home Championship, compreso il vantaggio nella sfida decisiva contro la Scozia, poi persa 2-1. Questa volta non serve più presentarlo come una promessa: Bloomer è ormai probabilmente il più devastante goleador inglese, fermato nella nostra classifica soltanto dalla stagione perfetta di Wheldon e dell’Aston Villa.

3° Jack Devey — Attaccante — Aston Villa

Nel 1897 i numeri raccontano solo una parte della stagione di Jack Devey: 13 gol in 36 presenze, il suo bottino più basso in un’annata completa con l’Aston Villa. Ma è proprio questo l’anno in cui il suo valore va cercato altrove. Da capitano guida infatti la squadra alla conquista contemporanea di campionato e FA Cup, coronando il periodo in cui è diventato il leader del grande Villa degli anni Novanta. Dopo essere già comparso nelle nostre classifiche per gol e rendimento offensivo, stavolta Devey merita il podio soprattutto per la leadership: è l’uomo che alza entrambi i trofei nella stagione più prestigiosa della sua carriera.

Menzione d’onore: Tommy Hyslop — Attaccante — Rangers

Il suo vero nome è Bryce Scouller: “Tommy Hyslop” nasce come pseudonimo, adottato mentre era ancora legato all’esercito britannico, ed è con quel nome che diventa noto nel calcio. Nel 1896-97 segna 24 gol complessivi con i Rangers, conquista la Scottish Cup e va a bersaglio anche nel 5-1 al Dumbarton in finale. Poche settimane dopo arriva il momento più importante: convocato dalla Scozia contro l’Inghilterra, segna il gol dell’1-1 nel successo per 2-1 che consegna agli scozzesi il British Home Championship. Tra Coppa e nazionale, una stagione abbastanza decisiva da meritare la nostra menzione d’onore.


1898

1° Ernest Needham — Centrocampista — Sheffield United

È l’anno in cui Ernest Needham porta lo Sheffield United sul tetto d’Inghilterra. Capitano e leader tecnico dei Blades, disputa 29 partite di campionato e segna 8 gol da half-back, contribuendo al primo titolo nazionale nella storia del club. Il momento simbolo arriva l’8 aprile contro il Bolton: schierato eccezionalmente da centravanti, realizza il gol dell’1-0 che consegna matematicamente il campionato allo United. Needham completa l’annata partecipando anche al British Home Championship vinto dall’Inghilterra, giocando nel decisivo 3-1 sulla Scozia. Leader, campione e persino autore del gol del titolo: nel 1898 il nostro Pallone d’Oro non può che essere suo.

2° Steve Bloomer — Attaccante — Derby County

Per Bloomer il 1898 non è l’anno dei grandi risultati in campionato, ma è forse quello in cui emerge maggiormente la sua capacità di incidere nelle partite che contano. Il Derby raggiunge per la prima volta la finale di FA Cup e lui segna il momentaneo 1-1 contro il Nottingham Forest, prima della sconfitta per 3-1. Pochi giorni prima era stato ancora più decisivo con l’Inghilterra: nella sfida conclusiva del British Home Championship realizza due gol nel 3-1 sulla Scozia, risultato che consegna il torneo agli inglesi. Dopo anni di valanghe di reti, stavolta Bloomer conquista il secondo posto soprattutto grazie al peso specifico dei suoi gol.

3° Arthur Capes — Attaccante — Nottingham Forest

Arthur Capes entra nella nostra classifica grazie a una finale praticamente perfetta. Il Nottingham Forest arriva a Crystal Palace da sfavorito contro il Derby County, ma vince 3-1 e conquista la prima FA Cup della propria storia. Capes apre le marcature e, dopo il pareggio di Bloomer, segna anche il gol del nuovo vantaggio che indirizza definitivamente la partita. Due reti nella gara più importante dell’anno bastano a trasformarlo nell’eroe assoluto della Coppa e a regalargli un posto sul podio. La sua stagione complessiva non raggiunge i livelli di Needham o Bloomer, ma poche prestazioni individuali del 1898 hanno avuto conseguenze altrettanto concrete.

Menzione d’onore: Fred Wheldon — Attaccante — Aston Villa

Dopo il Pallone d’Oro conquistato nel 1897, Fred Wheldon resta ai vertici anche senza i successi di squadra dell’anno precedente. L’Aston Villa chiude soltanto sesto e saluta immediatamente la FA Cup, ma lui segna 21 gol e diventa capocannoniere della First Division. Anche con l’Inghilterra continua a essere decisivo, realizzando tre reti nel British Home Championship vinto a punteggio pieno, compreso un gol nel 3-1 conclusivo contro la Scozia. Gli mancano i trofei di Needham e Capes e i momenti decisivi di Bloomer, ma tra rendimento in campionato e nazionale la sua stagione resta troppo importante per lasciarlo fuori.


1899

1° Steve Bloomer — Attaccante — Derby County

Dopo anni trascorsi stabilmente ai vertici delle nostre classifiche, nel 1899 arriva finalmente il momento di Steve Bloomer. Il Derby County non conquista trofei, ma raggiunge per il secondo anno consecutivo la finale di FA Cup, mentre “l’Angelo Distruttore” Bloomer chiude ancora una volta da capocannoniere della First Division, confermandosi il miglior attaccante della Gran Bretagna e dunque del mondo. Non è certo un caso che il XIX secolo si chiuda nel segno di un centravanti che sembra già giocare al football del futuro.

2° Jack Devey — Attaccante — Aston Villa

Jack Devey va vicinissimo a chiudere il secolo con un altro successo personale, e lo fa soprattutto grazie a una delle partite più importanti della storia dell’Aston Villa. All’ultima giornata Villa e Liverpool si giocano direttamente il campionato: davanti a oltre 40.000 spettatori, Devey segna i primi due gol del clamoroso 5-0 con cui i Villans conquistano il quarto titolo nazionale in sei anni. Dopo essere stato giustamente celebrato come goleador e capitano, nel 1899 è l’uomo decisivo nella partita più importante della stagione.

3° Robert Hamilton — Attaccante — Rangers

Robert Hamilton è l’uomo simbolo di una delle stagioni più incredibili del calcio scozzese del XIX secolo. I Rangers conquistano il campionato vincendo tutte e 18 le partite disputate, senza lasciare nemmeno un punto agli avversari, e Hamilton ne è il principale realizzatore con 21 gol in campionato e 25 complessivi secondo i registri stagionali del club. Segna anche una tripletta nel 4-1 sul Celtic nell’Old Firm di gennaio, una delle vittorie simbolo di quella cavalcata perfetta. Gli manca soltanto la Scottish Cup, persa proprio contro i rivali cittadini, ma la sua resta una stagione memorabile.

Menzione d’onore: Ernest Needham — Centrocampista — Sheffield United

Dopo il Pallone d’Oro del 1898, Ernest Needham cambia obiettivo ma continua ad alzare trofei. Lo Sheffield United vive un campionato deludente, ma conquista la prima FA Cup della propria storia battendo 4-1 il Derby County in finale, ancora una volta con Needham capitano e leader della squadra. Stavolta non serve cercare un altro gol decisivo come quello che aveva consegnato il campionato dodici mesi prima: continuità, tecnica e carisma definiscono il miglior centrocampista al mondo e trascinano le Blades a un altro successo.


La classifica generale del XIX secolo

Assegnando 5 punti per ogni Pallone d’Oro, 3 per un secondo posto, 2 per un terzo e 1 per una menzione d’onore, possiamo provare a tirare le somme di questi trent’anni e costruire una classifica generale del nostro football vittoriano. In caso di parità ho dato la precedenza a chi ha ottenuto più vittorie, poi più secondi e terzi posti.

  1. Arthur Kinnaird — 22 punti (2 vittorie, 2 secondi posti, 3 terzi posti)
  2. Steve Bloomer — 15 punti (1 vittoria, 3 secondi posti, 1 menzione)
  3. John Smith — 13 punti (2 vittorie, 1 secondo posto)
  4. Johnny Campbell — 13 punti (2 vittorie, 1 secondo posto)
  5. Charles William Alcock — 12 punti (2 vittorie, 1 terzo posto)
  6. Nick Ross — 12 punti (1 vittoria, 1 secondo posto, 2 terzi posti)
  7. Billy Bassett — 11 punti (2 vittorie, 1 menzione)
  8. Jack Devey — 11 punti (3 secondi posti, 1 terzo posto)
  9. James Brown — 10 punti (2 vittorie)
  10. Jack Southworth — 9 punti (1 vittoria, 1 secondo posto, 1 menzione)

Il vincitore complessivo è dunque Arthur Kinnaird, e forse non poteva esserci risultato più adatto a raccontare il football del XIX secolo. Compare nella nostra classifica per la prima volta nel 1870 e per l’ultima addirittura nel 1882, raccogliendo due vittorie ma soprattutto sei piazzamenti complessivi in un arco di tredici anni. Alle sue spalle c’è Steve Bloomer, che costruisce quasi tutti i suoi punti negli ultimi cinque anni del secolo: una menzione, tre secondi posti consecutivi e infine il Pallone d’Oro del 1899.

Più che il dominatore di una singola stagione, è il giocatore che chiude l’Ottocento mostrando già il profilo della grande superstar calcistica del secolo successivo, anticipando in un certo senso il calcio moderno. Il risultato offre anche un curioso termine di confronto con la mia TOP 11 dei migliori calciatori del football vittoriano, realizzata con criteri diversi ma dedicata a molti degli stessi protagonisti.


Da dove è nata l’idea

Anni fa sui miei social avevo iniziato a postare anno per anno chi, a mio avviso, avrebbe dovuto essere considerato il miglior calciatore al mondo già a partire dall’epoca vittoriana che tanto amo. Un gioco e poco di più, che però ho deciso di riprendere e andare a completare dopo la lettura di un bellissimo articolo scritto dagli amici di Game Of Goals in cui venivano assegnati i Palloni d’Oro dal 1900 al 2025.

Questo mi ha spinto a riprendere in mano il progetto, in maniera più organica e con la loro stessa struttura: potete infatti considerare questo articolo un “prequel” del loro, e non a caso ho deciso di fermarmi al 1899, idealmente alla fine di un XIX secolo dove, come sappiamo, il calcio era già sorprendentemente simile a quello che oggi tutti conosciamo e amiamo.

Naturalmente queste classifiche non pretendono di offrire verdetti definitivi: soprattutto per gli anni più lontani, fonti e statistiche sono inevitabilmente meno complete e confrontare calciatori di contesti diversi resta un esercizio soggettivo e, in parte, un puro esercizio di stile. Ma è proprio questo il bello del gioco: riscoprire protagonisti dimenticati e provare a guardarli con gli occhi di un premio che sarebbe nato soltanto molti decenni dopo.


Sitografia:

  • Barber, D. (20/07/2014) On This Day: ‘FA Challenge Cup’ born on 20 July 1871The FA
  • Everett, T. (05/11/2021) The FA Challenge Cup’s inaugural clubs commemorate 150 years with the Generation CupThe FA
  • Taylor, G. (15/11/2021) ILP Profiles: Andrew Amos – Socialism’s Centre HalfIndependent Labour Publications
  • Beattie, K. (18/03/2026) On This Day (18th March 1869): Hugh ‘Lalty’ Wilson, Captain Of Sunderland’s ‘Team Of All Talents’, Is BornRoker Report
  • Beattie, K. (17/09/2025) On This Day (17th September 1890): Ned Doig, Sunderland’s Legendary GoalkeeperRoker Report
  • Evans, C. (01/11/2024) How FA Cup final hat-trick hero finally got a headstoneBBC Sport
  • Speller, G. (24/12/2025) The final Christmas Day fixture in England – 60 years onBBC Sport
  • Sullivan, J. (10/02/2022) On this day in Celtic’s history – February 10Celtic FC Celtic FC (s.d.) Sandy McMahonCeltic FC
  • Scottish Football Museum (16/01/2019) The Season of 1898-99Scottish Football Museum
  • Aston Villa FC (16/04/2022) 125 Memorable Villa Park MomentsAston Villa
  • England Football Online (s.d.) England Players – Steve BloomerEngland Football Online
  • 11v11 (s.d.) All Aston Villa players: 189611v11
  • Footballsite (s.d.) Sheffield United – club history and seasonal recordsFootballsite
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Simone Cola
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Amante del calcio in ogni sua forma e degli uomini che hanno contribuito a scriverne la leggenda