Nils Middelboe è stato uno dei primi grandi calciatori della Danimarca: segnò il primo gol della storia della sua Nazionale, conquistò due argenti olimpici e nel 1913 divenne il primo giocatore straniero del Chelsea. Eppure non volle mai diventare professionista: nella City lavorava in banca e giocava a calcio da dilettante, ma riuscì comunque a indossare la fascia di capitano dei Blues.
Nils Middelboe, il primo grande calciatore danese
Nils Middelboe nacque il 5 ottobre 1887 a Brunnby, nella Scania svedese, da padre danese e madre svedese. La famiglia tornò presto a Copenaghen e fu qui che Nils, insieme ai fratelli Einar e Kristian, cominciò a giocare nel Kjøbenhavns Boldklub. Il calcio era soltanto uno dei suoi molti talenti sportivi: praticava infatti ad alto livello anche atletica, tennis e bandy.
Nel salto triplo divenne campione nazionale e stabilì un record danese, conquistando inoltre un titolo nella staffetta 4×100 e fissando un altro primato nazionale negli 800 metri. Era il tipico sportivo polivalente dell’epoca pionieristica, quando la specializzazione era ancora lontana dall’essere scontata. Con il KB si impose intanto come uno dei migliori giocatori del Paese, contribuendo nel 1913 alla conquista del primo campionato danese disputato su scala nazionale.
La sua storia presenta anche un curioso paradosso anagrafico. Nato in Svezia, Middelboe ottenne formalmente la cittadinanza danese soltanto il 26 febbraio 1910. A quel punto aveva già giocato tre volte per la Danimarca, partecipando due anni prima alle Olimpiadi di Londra e conquistando con quella nazionale della quale non era ancora cittadino una medaglia d’argento.
Il primo gol della storia della Danimarca
Il 19 ottobre 1908 la Danimarca affrontò la Francia B al White City Stadium di Londra nella prima partita ufficiale della propria storia. Passarono appena dieci minuti prima che Middelboe portasse in vantaggio i danesi. La gara sarebbe terminata addirittura 9-0, ma quella prima rete rimase nella storia: Nils Middelboe era diventato il primo marcatore della Nazionale danese.
Quella partita possiede anche un’altra particolarità. Il torneo di Londra 1908 viene considerato il primo torneo olimpico ufficiale di calcio e la rete di Middelboe è quindi registrata come il primo gol della competizione olimpica ufficiale. La Danimarca raggiunse la finale dopo aver travolto 17-1 la Francia, ma dovette arrendersi 2-0 alla Gran Bretagna guidata in attacco dal grande Vivian Woodward.
Quattro anni più tardi Middelboe tornò ai Giochi di Stoccolma, questa volta anche con responsabilità da capitano, e conquistò un’altra medaglia d’argento, ancora alle spalle di una Gran Bretagna che all’epoca era semplicemente inarrivabile per chiunque. Partecipò infine alle Olimpiadi del 1920 e concluse la propria esperienza internazionale con 15 presenze, di cui 10 da capitano, e ben 7 reti nonostante compiti in campo prettamente difensivi.
Il primo straniero del Chelsea
Nel 1913 Middelboe lasciò Copenaghen per trasferirsi a Londra. Aveva inizialmente raggiunto un accordo con il Newcastle, ma finì per scegliere il Chelsea prima ancora di giocare una partita con i Magpies. Fu il primo calciatore straniero nella storia dei Blues, inaugurando una tradizione destinata, molti decenni più tardi, a diventare fondamentale nella storia del club.
Il suo debutto arrivò il 15 novembre 1913 contro il Derby County e racconta molto della reputazione che lo aveva preceduto. Middelboe non aveva ancora disputato una sola partita con il Chelsea quando gli venne affidata immediatamente la fascia di capitano. I londinesi vinsero 2-1 e Nils, quasi immediatamente soprannominato The Great Dane, “il grande danese”, conquistò rapidamente pubblico e compagni.
Quella fiducia non nasceva soltanto dalla fama conquistata con la Danimarca. Alto circa 188 centimetri e dotato di qualità atletiche fuori dal comune, Middelboe portava in Inghilterra un modo particolare di interpretare il proprio ruolo. Per capire davvero che giocatore fosse bisogna però dimenticare le categorie tattiche moderne e tornare al calcio del 2-3-5.
Che giocatore era Nils Middelboe
Middelboe giocava da half-back, uno dei tre uomini schierati tra i due difensori (full backs) e i cinque attaccanti (forwards) nella classica Piramide. Era dunque un ruolo con importanti responsabilità difensive, ma non assimilabile semplicemente al moderno difensore centrale. Gli half-back recuperavano il pallone, contrastavano gli avversari e sostenevano la linea offensiva. Middelboe interpretava questi compiti con una spiccata propensione a portarsi in avanti.
Una delle caratteristiche più apprezzate del danese era infatti la capacità di conquistare il pallone e avanzare personalmente, invece di liberarsene immediatamente con un lancio verso gli attaccanti. Middelboe poteva uscire dalla propria zona palla al piede e accompagnare l’azione, sfruttando tecnica, forza fisica e soprattutto una falcata notevole. Il suo passato nell’atletica aiuta a comprenderne le qualità: era alto, veloce e tecnicamente sicuro nel possesso.
Anche i 7 gol realizzati in appena 15 presenze con la Danimarca diventano così meno sorprendenti. Tre arrivarono già alle Olimpiadi del 1908 e altri tre nella vittoria per 3-1 sulla Germania del 1912. Il suo compito principale rimaneva quello del mediano, ma Middelboe non restava confinato davanti alla difesa. Era capace di trasformare il recupero del pallone nell’inizio di un’azione offensiva, anticipando per certi aspetti un modo molto più moderno di interpretare il centrocampo.
Il bancario che giocava nel Chelsea
La parte più sorprendente della sua esperienza inglese riguarda però ciò che faceva quando non giocava a calcio. Middelboe aveva studiato legge e, arrivato a Londra, trovò impiego in una banca della City. Nonostante il livello raggiunto, decise di conservare lo status di dilettante. Il suo vero lavoro continuò quindi ad avere la precedenza sul Chelsea.
Diventare professionista gli avrebbe permesso di guadagnare molto di più, ma Middelboe non era interessato a trasformare il football nella propria occupazione. Le lunghe trasferte erano difficilmente conciliabili con il lavoro: spesso la squadra partiva verso il nord dell’Inghilterra già il venerdì pomeriggio. In tutta la sua esperienza al Chelsea giocò appena 12 partite fuori Londra.
Il rapporto con il club dovette quindi adattarsi a una situazione oggi quasi inconcepibile. La Prima guerra mondiale complicò ulteriormente le cose, ma nel 1919 il segretario-manager David Calderhead volle nuovamente a disposizione il suo capitano danese e gli scrisse personalmente. Middelboe tornò così a giocare e il 15 novembre segnò contro il Preston North End l’unico gol ufficiale della sua carriera con il Chelsea.
175 partite, ma soltanto 41 in First Division
Le statistiche della sua carriera inglese possono sembrare contraddittorie. Olympedia attribuisce a Middelboe complessivamente 175 partite con il Chelsea, cifra riportata anche dalla federazione danese, ma specifica che soltanto 41 furono disputate in First Division. La spiegazione si trova soprattutto negli anni della Grande Guerra, durante i quali il normale campionato inglese venne sospeso.
Middelboe continuò infatti a vestire la maglia del Chelsea anche nelle competizioni organizzate durante il conflitto, incontri che non rientrano nelle normali statistiche della Football League. Alle 41 presenze di campionato si aggiunsero inoltre quelle in FA Cup. Il totale di 175 partite racconta quindi la sua effettiva attività con i Blues, mentre numeri molto inferiori riguardano esclusivamente le competizioni considerate ufficiali.
La differenza è particolarmente significativa nel suo caso. Tra guerra, professione bancaria e volontà di rimanere dilettante, la carriera di Middelboe non può essere letta attraverso i criteri statistici di un normale professionista dell’epoca. Eppure il Chelsea continuò a considerarlo uno dei propri uomini di riferimento, affidandogli ripetutamente quella fascia che aveva ricevuto già nel giorno del debutto.
The Great Dane e il calcio per passione
Quando i compagni vollero dimostrargli la propria stima, gli regalarono un portasigarette d’argento con una dedica che lo definiva semplicemente “uno dei migliori”. Middelboe avrebbe poi ricordato quel piccolo oggetto come il trofeo sportivo al quale era maggiormente affezionato. Il riconoscimento dei compagni significava per lui più di qualsiasi premio, e racconta bene il rapporto costruito con il calcio inglese.
Terminata l’esperienza con il Chelsea, non abbandonò immediatamente il football britannico. Continuò naturalmente da dilettante, vestendo anche le maglie di Corinthian e Casuals, due club intimamente legati alla grande tradizione amateur. La sua scelta non derivava dalla mancanza di qualità o opportunità: Middelboe aveva semplicemente una concezione dello sport molto diversa da quella ormai dominante nel calcio professionistico inglese.
Apparteneva a una generazione per la quale eccellere nello sport non significava necessariamente trasformarlo in un mestiere. Era stato atleta, calciatore internazionale, capitano e protagonista del massimo campionato inglese continuando nel frattempo la propria carriera professionale. Middelboe incarnava l’ideale ormai in declino del grande sportivo dilettante, sopravvissuto nel cuore di un football che aveva già imboccato un’altra strada.
Il ritorno in Danimarca e il “buon senso nel calcio”
Nel 1936 Middelboe tornò definitivamente in Danimarca e ancora una volta il KB divenne il centro della sua vita sportiva. Assunse l’incarico di segretario del club e allenò la prima squadra, conducendola nel 1940 alla conquista del campionato nazionale. Quasi trent’anni dopo averlo vinto da giocatore, tornò dunque campione di Danimarca da allenatore.
La sua influenza sul calcio danese andò tuttavia ben oltre i risultati ottenuti sul campo. Dal 1942 al 1964 fece parte della commissione tecnica della federazione, lavorando come docente e responsabile di corsi in tutto il Paese. Il tema delle sue lezioni era Den sunde Fornuft i Fodbold, e cioè “Il buon senso nel calcio”, espressione che divenne anche il titolo di uno dei suoi libri.
Nils Middelboe morì il 21 settembre 1976, a 88 anni. Oggi rimane una figura capace di raccontare un’epoca ormai lontanissima: atleta da record, primo goleador della Danimarca, due volte argento olimpico, primo straniero e capitano del Chelsea. Un’avventura straordinaria in cui il calcio rimase sempre e comunque una passione: perché, quando arrivava il lunedì mattina, The Great Dane tornava semplicemente al suo lavoro in banca.
Nils Middelboe
- Nazionalità: svedese/danese
- Nato a: Brunnby (Svezia) il 5 ottobre 1887
- Morto a: Frederiksberg (Danimarca) il 21 settembre 1976
- Ruolo: centrocampista
- Soprannome: The Great Dane
- Squadre di club: KB (DAN), Newcastle, Chelsea, Corinthian, Casuals (ING)
- Trofei conquistati: Danish Superliga 1913
Sitografia:
- Williams, A. (15/02/2019) Nils Middelboe, the buccaneering danish banker who became Chelsea’s first foreign star – These Football Times
- Dansk Boldspil-Union Niels Middelboe – DBU
- Dansk Boldspil-Union Danmark – Frankrig 9-0 – DBU
- (15/11/25) Stories of 120: Nils Middelboe and the first Chelsea goal scored by an overseas player – Chelsea FC
- (05/09/16) Denmark’s Middelboe, an Olympic history-maker – FIFA
- Nils Middelboe – Olympedia



