Il 27 agosto attraversa alcuni snodi molto diversi della storia del pallone: dalla nascita dell’associazione degli arbitri italiani a due partite disputate in un’Europa ormai sull’orlo della guerra. Più avanti incontriamo Deco, Javier Zanetti e uno degli Old Firm più famosi dell’epoca moderna.
1911 – Nasce l’Associazione Italiana Arbitri
Il 27 agosto 1911, in una sala del ristorante milanese “L’Orologio”, viene fondata l’Associazione Italiana Arbitri. Il primo presidente è Umberto Meazza, già capitano di Mediolanum e Unione Sportiva Milanese e tra i primi uomini ad avere diretto incontri del campionato italiano senza avere ancora abbandonato completamente l’attività all’interno del proprio club.
La figura arbitrale aveva attraversato una lunga evoluzione: dalle decisioni affidate ai capitani si era passati agli umpires e quindi, nel 1891, all’arbitro nella forma più vicina a quella moderna. La costituzione dell’AIA rappresenta un passaggio fondamentale verso l’organizzazione autonoma e strutturata degli arbitri italiani, ormai indispensabili in un calcio divenuto sempre più competitivo.
1932 – Il Wigan Athletic disputa la sua prima partita ufficiale
Fondato pochi mesi prima dopo la scomparsa del precedente Wigan Borough, il 27 agosto 1932 il Wigan Athletic disputa la prima partita competitiva della propria storia. A Springfield Park arriva la squadra riserve del Port Vale per un incontro della Cheshire County League: i nuovi Latics, allora vestiti di rosso e bianco, vengono sconfitti per 2-0.
Il Wigan nasce dunque ben lontano dai vertici del calcio inglese e deve costruire lentamente il proprio spazio nelle competizioni nazionali. Quella sconfitta contro le riserve del Port Vale è il modestissimo punto di partenza di una storia destinata a svilupparsi per decenni fuori dalla Football League, alla quale il club sarebbe arrivato soltanto molti anni più tardi.
1939 – La Polonia batte l’Ungheria nell’ultima partita prima della guerra
Il 27 agosto 1939 la Polonia riceve a Varsavia l’Ungheria, vicecampione del mondo in carica. Gli ospiti si portano sul 2-0 dopo mezz’ora, ma i polacchi ribaltano completamente l’incontro e vincono 4-2, con una tripletta di Ernest Wilimowski. Era inoltre la prima vittoria polacca contro gli ungheresi dopo nove precedenti senza successi.
Il valore di quella partita sarebbe cambiato completamente pochi giorni dopo. Fu l’ultimo incontro della nazionale polacca prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale: il 1º settembre la Germania invase la Polonia e il normale calendario sportivo del Paese cessò improvvisamente di esistere. Una grande vittoria calcistica divenne così il ricordo dell’ultimo fine settimana di pace.
1939 – La rappresentativa slovacca gioca la sua prima partita ufficiale
Nello stesso 27 agosto 1939, a Bratislava, avviene qualcosa di quasi opposto. La rappresentativa dello Stato slovacco, sorto pochi mesi prima dalla dissoluzione della Cecoslovacchia, disputa il suo primo incontro internazionale ufficiale. L’avversaria è la Germania e il risultato sorprende: 2-0, con reti di Ján Arpáš al 21′ e Jozef Luknár al 77′.
La coincidenza storica è impressionante: mentre la Polonia giocava l’ultima partita della propria nazionale prima della guerra, la Slovacchia disputava la prima della sua breve esperienza statale dell’epoca. Due incontri nello stesso pomeriggio raccontano, attraverso il calcio, un’Europa centrale nella quale confini, Stati e identità politiche stavano cambiando violentemente alla vigilia del conflitto mondiale.
1977 – Nasce Deco
Il 27 agosto 1977 nasce a São Bernardo do Campo, in Brasile, Anderson Luís de Souza, conosciuto semplicemente come Deco. Trasferitosi giovane in Portogallo, diventa il cervello del Porto di José Mourinho e successivamente sceglie di rappresentare la nazionale portoghese, con la quale avrebbe collezionato 75 presenze.
La sua carriera europea è particolarmente ricca: conquista la Coppa UEFA nel 2003 e vince la Champions League con due club differenti, il Porto nel 2004 e il Barcellona nel 2006. Nella finale del 2004 contro il Monaco segna uno dei tre gol portoghesi e viene nominato migliore in campo; pochi mesi dopo la UEFA lo premia come miglior giocatore della stagione europea.
1995 – Javier Zanetti debutta con l’Inter
Il 27 agosto 1995 l’Inter apre il proprio campionato ospitando il neopromosso Vicenza a San Siro. Tra i titolari di Ottavio Bianchi c’è un argentino di 22 anni appena arrivato dal Banfield: Javier Zanetti disputa la sua prima partita ufficiale con la maglia nerazzurra. L’Inter vince 1-0 grazie a una punizione di un altro nuovo acquisto, Roberto Carlos.
Quella presenza diventerà la prima di una serie quasi irripetibile. Zanetti giocherà 858 partite con l’Inter, record assoluto del club, conquistando sedici trofei e diventandone per tredici anni capitano. Una delle carriere più longeve e identitarie del calcio italiano comincia dunque in una normale prima giornata di campionato dell’agosto 1995.
2000 – Il Celtic travolge i Rangers nel “Demolition Derby”
Il 27 agosto 2000 Martin O’Neill affronta il suo primo Old Firm da allenatore del Celtic. La partita prende immediatamente una direzione imprevedibile: Chris Sutton segna dopo meno di un minuto e dopo appena dodici minuti i biancoverdi conducono già 3-0. Alla fine il Celtic batte i Rangers per 6-2, con doppiette di Sutton e Henrik Larsson.
È soprattutto una delle reti di Larsson a rimanere nella memoria: lo svedese supera Bert Konterman e conclude con uno straordinario pallonetto su Stefan Klos, simbolo di una partita entrata nel folklore del derby di Glasgow con il nome di “Demolition Derby”. Per il nuovo Celtic di O’Neill fu anche una potentissima dichiarazione d’intenti contro i Rangers campioni in carica.



