Il 3 settembre porta dalle origini della Football League ai grandi stadi del Sudamerica. L’Ardwick, antenato del Manchester City, comincia la propria avventura nel campionato inglese e il Woolwich Arsenal debutta nella massima serie; nascono poi le idee calcistiche di José Pékerman e il monumentale Cilindro del Racing. Il 1989 concentra invece due storie agli antipodi, la tragica morte di Gaetano Scirea e l’incredibile frode del portiere cileno Roberto Rojas, mentre cinque anni più tardi scompare Billy Wright, pioniere delle cento presenze in nazionale.
1892 – L’Ardwick debutta nella Football League con sette gol
Il 3 settembre 1892 l’Ardwick AFC disputa la prima partita di Football League della propria storia. Il club di Hyde Road è tra i membri fondatori della nuova Second Division e comincia il campionato travolgendo il Bootle per 7-0, risultato che rimane ancora oggi uno dei più larghi successi ottenuti dalla società in una giornata inaugurale.
Quel nome sarebbe durato ancora poco. Travolto da difficoltà finanziarie, nel 1894 l’Ardwick viene riorganizzato e assume la denominazione di Manchester City Football Club, con l’ambizione dichiarata di rappresentare l’intera città. Il debutto del 1892 appartiene quindi direttamente alla preistoria di uno dei grandi club del calcio inglese.
1904 – Il Woolwich Arsenal debutta nella massima serie inglese
Dopo undici stagioni trascorse in Second Division, il 3 settembre 1904 il Woolwich Arsenal gioca per la prima volta nella massima serie inglese. L’esordio avviene a St James’ Park contro il Newcastle United e non è fortunato: i londinesi vengono battuti per 3-0.
Per il club di Woolwich si tratta comunque di un passaggio fondamentale. Era diventato nel 1893 il primo club del sud dell’Inghilterra ammesso alla Football League e la promozione del 1904 ne consolida la crescita prima ancora del trasferimento ad Highbury e della successiva trasformazione nell’Arsenal che conosciamo oggi. Il primo gol dei Gunners in First Division arriverà tre settimane dopo, firmato da Charlie Satterthwaite contro il Wolverhampton.
1949 – Nasce José Pékerman, l’architetto delle giovanili argentine
Il 3 settembre 1949 nasce a Villa Domínguez, nella provincia argentina di Entre Ríos, José Néstor Pékerman. Dopo una discreta carriera da centrocampista tra Argentinos Juniors e Independiente Medellín, interrotta anche dai problemi a un ginocchio, trova la propria dimensione soprattutto nella formazione dei giovani.
Alla guida dell’Argentina Under 20 Pékerman conquista tre Mondiali giovanili, nel 1995, 1997 e 2001, contribuendo alla crescita di una generazione che comprende Juan Román Riquelme, Javier Saviola, Esteban Cambiasso e Lionel Scaloni. Passato alle nazionali maggiori, porta l’Argentina ai quarti del Mondiale 2006 e la Colombia a quelli del 2014, miglior risultato mondiale dei Cafeteros fino a quel momento.
1950 – Il Racing inaugura il Cilindro di Avellaneda
Il 3 settembre 1950 il Racing Club apre ufficialmente le porte del nuovo Estadio Presidente Perón, destinato a diventare celebre come “El Cilindro”. La prima partita nel nuovo impianto è un incontro di campionato contro il Vélez Sarsfield, vinto dalla Academia per 1-0.
A realizzare il primo gol nella storia del Cilindro è Llamil Simes, poco dopo l’inizio del secondo tempo. L’inaugurazione accompagna una delle epoche più fortunate del Racing: la squadra allenata da Guillermo Stábile conquista proprio nel 1950 il secondo di tre campionati argentini consecutivi, primo tricampeonato dell’era professionistica del Paese.
1989 – Muore Gaetano Scirea in un incidente stradale in Polonia
Il 3 settembre 1989 il calcio italiano viene sconvolto dalla morte di Gaetano Scirea, appena 36enne. Ritiratosi l’anno precedente, l’ex libero della Juventus si trovava in Polonia come osservatore del club per studiare il Górnik Zabrze, prossimo avversario bianconero in Coppa UEFA, quando perde la vita in un incidente stradale nei pressi di Babsk.
Scirea aveva costruito una carriera straordinaria senza perdere quell’immagine di correttezza che lo avrebbe accompagnato anche dopo la morte. Con la Juventus aveva conquistato sette scudetti, la Coppa dei Campioni e tutti i principali trofei europei dell’epoca, mentre con l’Italia era stato uno dei protagonisti del Mondiale vinto nel 1982. La società bianconera continua a ricordarlo ogni 3 settembre come uno dei propri simboli.
1989 – Il “Condorazo” di Roberto Rojas sconvolge Brasile-Cile
Nello stesso giorno, dall’altra parte dell’Atlantico, il Maracanã ospita Brasile-Cile, decisiva per la qualificazione a Italia ’90. Alla Roja serve una vittoria e il Brasile conduce 1-0 quando una bengala lanciata dagli spalti cade vicino al portiere cileno Roberto “Cóndor” Rojas, che si accascia a terra con il volto sanguinante. I cileni abbandonano il terreno sostenendo che non esistano più le condizioni di sicurezza per continuare.
Le immagini fotografiche dimostrano però che la bengala non aveva colpito Rojas. Emerge quindi una delle frodi più incredibili della storia del calcio: il portiere si era procurato da solo la ferita, utilizzando una lama che aveva portato con sé. La FIFA assegna la vittoria per 2-0 al Brasile, squalifica Rojas a vita e impedisce al Cile di prendere parte alle qualificazioni per il Mondiale del 1994. L’episodio passerà alla storia come Condorazo.
1994 – Muore Billy Wright, il primo calciatore a raggiungere le 100 presenze in nazionale
Il 3 settembre 1994 muore a 70 anni Billy Wright, capitano simbolo del Wolverhampton e dell’Inghilterra del dopoguerra. Legato ai Wolves per tutta la carriera, li guida da capitano alla FA Cup del 1949 e a tre titoli della First Division, diventando uno dei volti della squadra che negli anni ’50 contribuì anche alla nascita del grande calcio europeo attraverso le celebri amichevoli in notturna di Molineux.
Il suo primato più importante arriva però con la nazionale: nel 1959 Wright diventa il primo calciatore al mondo a raggiungere le 100 presenze internazionali. Chiude a quota 105, ben 90 delle quali da capitano, e per l’Inghilterra disputa tre Mondiali. Il suo nome rimane così legato non soltanto alla grande epoca dei Wolves, ma anche alla progressiva trasformazione del calciatore internazionale in una figura dalla carriera sempre più lunga e continuativa.



