Il 22 ottobre sembra avere un rapporto particolare con i grandi portieri: nello stesso giorno nascono Bert Trautmann e Lev Jašin, mentre nel 1972 un incidente cambia per sempre la carriera di Gordon Banks. Ma è anche la data della morte del pioniere Herbert Kilpin, del primo trionfo intercontinentale del Milan e di una delle più sorprendenti vittorie europee del Derby County.
1910 – Il Millwall inaugura The Den
Dopo venticinque anni trascorsi in diversi campi sull’Isle of Dogs, il Millwall attraversa il Tamigi e si stabilisce a New Cross. Il 22 ottobre viene inaugurato The Den, il nuovo stadio progettato dal celebre architetto Archibald Leitch: per la prima partita arrivano i campioni in carica della Southern League del Brighton & Hove Albion, che rovinano la festa vincendo 1-0.
L’inaugurazione regala anche una scena quasi da commedia. Lord Kinnaird, presidente della Football Association e invitato a presiedere la cerimonia, raggiunge inizialmente il lato sbagliato dello stadio e deve essere aiutato a superare un muro per arrivare dove lo stanno aspettando. The Den resterà la casa del Millwall per 83 anni, fino al trasferimento nel nuovo impianto nel 1993.
1916 – Muore Herbert Kilpin, il padre inglese del Milan
A Milano muore a soli 46 anni Herbert Kilpin, uno dei principali pionieri del calcio italiano e figura fondamentale nella fondazione del Milan. Nato a Nottingham, era arrivato in Italia per lavoro negli anni Novanta dell’Ottocento, giocando prima a Torino e trasferendosi poi a Milano.
Nel Milan Cricket and Foot-Ball Club Herbert Kilpin è molto più di un semplice calciatore: è fondatore, capitano, allenatore e anima tecnica della squadra che conquista i primi tre titoli italiani rossoneri, nel 1901, 1906 e 1907. Dopo la sua morte la memoria della sua figura finisce a lungo in secondo piano e persino la sua sepoltura viene dimenticata: la tomba sarà individuata soltanto molti decenni più tardi grazie alle ricerche di un appassionato milanista.
1923 – Nasce Bert Trautmann, dal campo di prigionia alla leggenda del Manchester City
A Brema nasce Bernhard Carl Trautmann, conosciuto da tutti come Bert Trautmann, uno dei portieri più singolari nella storia del calcio inglese. Soldato tedesco durante la Seconda guerra mondiale, viene catturato dagli inglesi e internato come prigioniero di guerra; una volta liberato decide di restare in Gran Bretagna e nel 1949 viene ingaggiato dal Manchester City.
Con il City giocherà 545 partite, ma la sua storia è legata soprattutto alla finale di FA Cup del 1956 contro il Birmingham City. Dopo uno scontro continua a difendere la porta nonostante un dolore fortissimo al collo, contribuendo alla vittoria per 3-1: gli esami riveleranno successivamente che aveva giocato gli ultimi minuti della finale con una vertebra cervicale fratturata.
1929 – Nasce Lev Jašin, il Ragno Nero
A Mosca nasce Lev Jašin, il portiere che più di ogni altro ha trasformato il ruolo in una posizione da protagonista assoluto. Legherà tutta la carriera alla Dinamo Mosca e con l’Unione Sovietica conquisterà l’oro olimpico nel 1956 e il primo Campionato europeo per nazioni nel 1960.
Nel 1963 riceve il Pallone d’Oro e ancora oggi rimane l’unico portiere ad aver vinto il premio. Curiosamente, proprio il giorno del suo ventinovesimo compleanno, il 22 ottobre 1958, l’URSS perde 5-0 a Wembley contro l’Inghilterra, la sconfitta più larga della propria storia internazionale: Jašin, però, quella sera non è tra i pali.
1949 – Nasce Arsène Wenger
A Strasburgo nasce Arsène Wenger, destinato a diventare uno degli allenatori più influenti del calcio inglese moderno. Dopo le esperienze con Nancy e Monaco e una parentesi giapponese al Nagoya Grampus Eight, nel 1996 arriva all’Arsenal, scelta inizialmente sorprendente per buona parte del pubblico britannico.
Wenger cambia profondamente preparazione, alimentazione e cultura professionale dei Gunners e nel 1998 diventa il primo tecnico non britannico a vincere la Premier League. Il punto più alto arriva nel 2003-04, quando l’Arsenal conquista il campionato senza perdere una sola partita, impresa che consegna quella squadra alla storia con il nome di “Invincibles”.
1969 – Il Milan conquista la sua prima Coppa Intercontinentale nella battaglia di Buenos Aires
Forte del 3-0 ottenuto a San Siro, il Milan di Nereo Rocco affronta l’Estudiantes nel ritorno della Coppa Intercontinentale alla Bombonera. Gianni Rivera porta addirittura avanti i rossoneri, prima della rimonta argentina firmata da Marcos Conigliaro e Ramón Aguirre Suárez: l’Estudiantes vince 2-1, ma il Milan conquista il trofeo con il 4-2 complessivo.
La partita passa alla storia soprattutto per la sua violenza. I giocatori milanisti vengono sottoposti a un trattamento durissimo e Nestor Combin esce malconcio dal campo prima di essere anche trattenuto dalle autorità argentine per una controversia legata al servizio militare. In un clima surreale, il Milan conquista così la prima Coppa Intercontinentale della propria storia.
1972 – L’incidente che interrompe la carriera di Gordon Banks
Gordon Banks è ancora il portiere titolare dell’Inghilterra e uno dei migliori al mondo quando un incidente automobilistico gli provoca la perdita della vista dall’occhio destro. Ha appena 34 anni e le conseguenze sembrano mettere definitivamente fine alla sua carriera ad alto livello.
Banks è il portiere dell’Inghilterra campione del mondo nel 1966 e due anni prima, a Messico 1970, ha compiuto contro Pelé quella che diventerà probabilmente la parata più famosa nella storia dei Mondiali. La sua carriera, però, avrà un’ultima appendice inattesa: nel 1977 tornerà a giocare negli Stati Uniti con i Fort Lauderdale Strikers nonostante la menomazione, venendo anche premiato tra i migliori portieri del campionato.
1975 – Il Derby County travolge il Real Madrid 4-1
Negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni il Derby County campione d’Inghilterra riceve il Real Madrid al Baseball Ground. La serata diventa una delle più celebri nella storia dei Rams: Charlie George realizza una tripletta e il Derby batte il Real Madrid 4-1, con David Nish autore dell’altra rete inglese e Pirri a segno per gli spagnoli.
Tre gol di vantaggio sembrano un margine enorme, ma al Bernabéu accade l’impensabile. Il Real si porta sul 3-0, George segna il gol che pare ristabilire le distanze, poi Pirri manda la sfida ai supplementari e Santillana firma il definitivo 5-1. Il Derby viene eliminato nonostante una delle più prestigiose vittorie europee della propria storia.



