sabato, Gennaio 24, 2026

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Storia dell’improbabile primo campionato svizzero

La Svizzera oggi è il salotto istituzionale del calcio: FIFA a Zurigo, UEFA a Nyon. Ma quando prova a dare vita a un campionato vero, tra il 1898 e il 1899, il football sembra ancora un gioco di frontiera: campi che sembrano campagna, trasferte complicate, arbitri improvvisati. Eppure quel primo improbabile titolo ufficiale esiste, ed è una storia da raccontare: lo vincono gli Anglo-American di Zurigo.

Una Svizzera già internazionale, prima ancora del calcio moderno

Prima ancora di essere la casa delle grandi istituzioni, la Svizzera è un crocevia naturale: studenti, lavoro, ferrovie, città che parlano lingue diverse come se fosse normalissimo. È un contesto che favorisce lo scambio di idee — e anche una delle culle dello sport. Non stupisce che, col tempo, proprio qui si stabiliscano i centri di comando del calcio mondiale: FIFA a Zurigo, UEFA a Nyon, a due passi dal lago e da un’Europa che passa sempre di qui.

Il football, in Svizzera, non arriva all’improvviso nel 1898. Le prime partite si giocano già negli anni ’70 dell’Ottocento, quando il gioco rimbalza fra scuole, comunità britanniche e città affacciate sul mondo come Ginevra e Losanna. È un calcio che nasce prima come abitudine sociale che come competizione: ci si organizza, ci si incontra, si prova. La struttura, però, viene dopo. Molto dopo.

E in questo panorama c’è un nome che ha fatto la storia, il San Gallo. È il sodalizio più antico della Svizzera ancora in attività e viene spesso indicato anche come quinto club più antico nell’Europa continentale; è inoltre membro del Club of the Pioneers, i club che per primi hanno scritto la storia del calcio in ognuno dei Paesi membri della FIFA. È il segnale che il football, qui, ha una lunga storia, affascinante nonostante la mancanza di risultati di rilievo ottenuti a livello internazionale.

I protagonisti del 1898/99: chi c’era davvero in campo

Il primo campionato ufficiale svizzero non aveva ancora l’aria di una vera e propria lega nazionale: era un incastro a eliminazione, diviso per regioni. A Est (Zurigo) si incrociarono Anglo-American Club Zürich, Grasshopper e FC Zürich; al centro la sfida era tutta basilese tra FC Basel e Old Boys; a Ovest, in Romandia, spuntarono Lausanne Football and Cricket Club, FC Yverdon, FC Neuchâtel e Geneva United.

Di queste squadre, sono sopravvissute ai giorni nostri FC Basel, FC Zürich, Grasshopper e gli Old Boys, anche se questi ultimi sono confinati ormai da tempo nelle serie inferiori. Il Lausanne sarà poi assorbito dal Montriond-Lausanne, così come il Neuchâtel diventerà parte di altri vari club che porteranno alla nascita dello Xamax. Discorso simile a quanto accaduto all’Yverdon, e che invece non riguarderà, come scopriremo più avanti, lAnglo-American Club Zürich.

Gli svizzeri avranno un ruolo fondamentale nello sviluppo del calcio nell’Europa continentale: basti pensare in Italia a nomi come Louis Rauch, fondatore e presidente del Bologna, Alfred Dick che sarà il primo presidente del Torino, Ermanno Aebi, oltre 100 gol in meno di 150 presenze con l’Inter e uno dei primi campioni del nostro calcio. E che dire di Hans Joan Gamper, figura chiave nella nascita del Barcellona?

Il primo campionato svizzero ufficiale

Il problema è che tra giocare e organizzare un campionato, alla fine del XIX secolo, c’è di mezzo la vita reale. Viaggiare costa, richiede tempo, e in un contesto strettamente amatoriale non tutti i club possono permetterselo. La sensazione, nelle ricostruzioni dei primi anni federali, è chiarissima: la Svizzera deve inventare un torneo che stia in piedi senza pretendere l’impossibile e ben lontano dagli standard minimi a cui siamo abituati adesso.

È con questi presupposti che nasce la Meisterschaft 1898/99, spesso ricordata come prima edizione ufficiale, mentre il torneo 1897/98, sponsorizzato dalla dalla maison di champagne Ruinart e dal quotidiano La Suisse Sportive di Ginevra – dunque non riconosciuto dalla federcalcio – era andato in scena mentre si giocava anche la prima edizione del campionato italiano in un formato ancora più improvvisato e amatoriale.

Un campionato “ufficiale” perché la Federazione mette il timbro

Il primo improbabile campionato svizzero registra numerosi episodi che la dicono lunga su come il calcio sia ancora agli albori: a volte l’orario della partita non viene comunicato correttamente agli arbitri, a volte i giocatori stessi si attardano e le squadre devono giocare in inferiorità numerica. Celebre è l’episodio che vede l’Anglo-American Club Zürich iniziare la gara contro il Basel con soli 7 uomini, con i compagni mancanti che entrano in campo non appena arrivano: il successo per 10-0, con 8 reti di Collinson – in futuro figura di spicco anche nella nascita in Inghilterra del Norwich City – racconta anche di quanto siano nette le differenze di valori all’epoca.

La partita è stata anticipata dal pomeriggio alla mattinata. Di conseguenza gli Anglos, che avevano potuto avvisare solo parzialmente i propri giocatori, hanno iniziato la partita con 7 uomini e soltanto nel corso della gara la squadra è stata completata. Ci sono state sostituzioni anche nella squadra di Basilea, perché alcuni giocatori sono arrivati con il treno successivo. L’arbitro designato non era presente perché non era stato avvisato, e il pubblico era composto da una decina di spettatori. In tali circostanze una partita così importante non doveva essere giocata.

Saro Pepe, Zwölf – Verein für Fussballkultur 3000 Berna (2015)

E poi c’è la Svizzera che conosciamo: plurilingue e multiculturale, allora ancor più di oggi. Anche il calcio si incastra nel famoso Röstigraben. In quel periodo, per esempio, alcune società romande rifiutano di giocare la domenica. Così succede che il Lausanne Football and Cricket Club, tutt’altro che esordiente e a forte matrice britannica, dopo essersi qualificato alla fase finale rinunci a prendervi parte una volta scoperto che le partite saranno giocate proprio nel giorno che per molti membri britannici del club deve essere dedicato alla fede e al riposo.

Dobbiamo dire subito che questo campo è completamente inadatto al calcio perché, in primo luogo, è troppo corto rispetto alla sua larghezza e, in secondo luogo, c’è un palo in mezzo al terreno, alto più di mezzo metro, che potrebbe essere pericoloso per i giocatori. Riteniamo che sarebbe sicuramente possibile trovare un posto migliore.

Schweizer Sportblatt, 1899

Il 7–0 sul fango: la finale che sembra un timbro nella storia

La rinuncia del Lausanne trasforma il triangolare previsto dal regolamento per assegnare il titolo in una finale che si gioca il 12 marzo 1899. Il luogo è Zurigo, sulla Allmend, in quello che le fonti ricordano come Anglo-Platz: un terreno che viene descritto senza pietà, più vicino a un Acker, un terreno buono per l’agricoltura, che a un campo. Con la pioggia, raccontano le cronache, le scarpe diventano zavorre; e non è difficile crederci, se già in altri match della stagione le scarne cronache locali sottolineano come i passi dei giocatori siano appesantiti da strati di fango che in alcuni casi arrivano a pesare anche più di un chilo.

La finale mette davanti Anglo-American Club Zürich e Old Boys Basel. L’arbitro è John Tolllmann, imprenditore 36enne di Basilea, all’epoca segretario e tesoriere della neonata federcalcio ma anche fondatore e portiere del FC Basel. In un’epoca in cui il mondo del calcio è ristretto a poche decine di persone nessuno avanza sospetti sulla sua possibile mancanza di neutralità, anche perché la differenza tecnica tra le due squadre scese in campo è abissale.

Una meteora anglo-americana

Gli Anglo-American si impongono infatti nettamente, addirittura per 7-0. Le fonti universitarie e storiche ricostruiscono anche i protagonisti: un gruppo legato al Politecnico federale di Zurigo (Eidgenössische Technische Hochschule Zürich), con molti studenti inglesi e americani (come indica il nome del club) che sul terreno di gioco sembrano trovarsi a memoria a differenza degli avversari, che pure sono quasi tutti britannici. In alcune ricostruzioni compaiono pure i marcatori, con Collinson sugli scudi, ma il contesto improbabile dell’epoca rende tanti dettagli fumosi e incerti.

Ai vincitori va un premio di 400 franchi, una piccola fortuna per l’epoca se teniamo conto di quanto il calcio elvetico fosse agli albori. Altra curiosità è la spettacolarità delle gare almeno se parliamo di gol: in 9 partite ne vengono messi a segno 40, una media a incontro pari a 4,44. Il club che vince il primo campionato svizzero ufficiale esisterà soltanto per una manciata di anni: nato nel 1884,l’Anglo-American Club Zürich si scioglie già nel 1900, quando i campioni terminano gli studi e cambiano vita, città, a volte anche Paese. A un anno di distanza dal titolo la squadra non esiste più.

Gli anglo-americani primi campioni di Svizzera

Poco è noto nei dettagli della prima squadra campione di Svizzera, ma sullo Swiss Sport Journal dell’11 aprile 1899 è possibile visionare una fotografia con indicati sotto i nomi dei giocatori, disposti com’era d’uso all’epoca secondo il modulo 2-3-5 della Piramide di Cambridge. Tra i pali Henry Walton Smith, difeso dai terzini Engelke e Sharman, centromediano il capitano Frederik Butler affiancato da Forgan e Cotton. In attacco Morris e Bachelor sulle fasce, Levinstein e Gandolfi (il più giovane del gruppo) inside-forward e il bomber Collinson come centravanti.

L'Anglo-American Club Zürich campione di Svizzera del 1899
La formazione dell’Anglo-American club di Zurigo vincitore del primo campionato svizzero ufficiale nel 1899 disposta come d’uso all’epoca nel 2-3-5.

I primi campioni della Svizzera hanno tra i 20 e i 24 anni: la metà di loro conclude gli studi al Politecnico pochi mesi più tardi, l’altra al massimo a un anno di distanza. La squadra scompare, ma alcuni dei suoi membri restano attivi nel calcio svizzero: Engelke, Cotton, Forgan e Smith prima tentano di riformare il club con il nome di Anglo-American Wanderers e poi contribuiscono alla nascita del Servette.

Altri tornano in Inghilterra: chi per occuparsi dei propri terreni, come il Duca Alfonso Otto Gandolfi-Hornyold, autorità nel Worcestershire, chi continuando a praticare sport come Robert Collinson. Vero e proprio all-round sportsman, dopo aver segnato valanghe di gol in Svizzera continua a praticare rugby, cricket e calcio, contribuendo in quest’ultimo caso alla nascita nel 1902 dell’attuale Norwich City.

Dove tutto ha inizio

È come se il torneo fosse stato vinto da un gruppo di passanti, fatto non così sorprendente in un calcio pieno di buche, di pali piantati in mezzo ai campi e formule improvvisate. Il primo campionato svizzero è un racconto improbabile e bizzarro, ma proprio per questo meritevole di essere raccontato e ricordato.

Getta inoltre le basi per un grande evento internazionale: il 30 aprile 1899, a poco più di un mese e mezzo dalla conclusione del torneo, la Svizzera sfida l’Italia a Torino vincendo 2-0, anche se a scendere in campo sono un mix di stranieri in un clima tutt’altro che ufficiale. Si tratta, comunque, del segnale che il calcio sta diventando qualcosa più di un gioco anche in Europa.

Giocatori italiani e svizzeri, rispettivamente in maglie a strisce e bianche, posano insieme prima di sfidarsi il 30 aprile 1899 al Velodromo Umberto I di Torino, già sede del primo campionato italiano di calcio. La Svizzera vincerà 2-0 (marcatori ignoti) e nella selezione sono presenti gli “Anglo-Americans” Butler e Collison. L’Italia scende in campo con le maglie bianche e blu, all’epoca la divisa ufficiale del Genoa fresco campione d’Italia, schierando pionieri come Spensley, Bosio, Pasteur, Savage e Kilpin.

Sitografia:

Bibliografia:

  • (2021) Lee, Chris – Origin Stories: The Pioneers Who Took Football to the World – Pitch Publishing Ltd.
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Simone Cola
Simone Colahttps://www.uomonelpallone.it
Amante del calcio in ogni sua forma e degli uomini che hanno contribuito a scriverne la leggenda

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