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Accadde oggi nel calcio: 14 agosto


Il 14 agosto attraversa quasi un secolo e mezzo di storia del pallone: dalle prime esperienze dell’Association football in Australia alla nascita del professionismo nei Paesi Bassi, passando per la tragica vicenda di Carlo Castellani. Più avanti nel tempo, la data lega il debutto di Kevin Keegan a una delle sconfitte più clamorose mai viste in Champions League.

1880 – A Parramatta una partita fondativa del calcio australiano

Sul Parramatta Common, nei pressi di Sydney, la King’s School affronta una selezione di giocatori della città già abituati alle regole dell’Association football. Gli ospiti vincono 5-0: l’incontro del 14 agosto 1880 rappresenta una delle tappe fondamentali nella diffusione del calcio nel Nuovo Galles del Sud.

Pochi giorni più tardi i componenti della selezione di Sydney scelgono il nome di NSW Wanderers, indicato da Football NSW come il primo club di Association football costituito in Australia. In un Paese nel quale convivevano già differenti codici del football, quella esperienza contribuì a dare una struttura riconoscibile al gioco secondo le regole nate in Inghilterra.

1920 – Nasce la Portuguesa di San Paolo

Cinque società create dalla comunità lusitana di San Paolo – Lusíadas, Lusitano, 5 de Outubro, Marquês de Pombal e Portugal Marinhense – decidono di unirsi il 14 agosto 1920. Nasce così la Portuguesa, destinata a diventare una presenza storica del calcio paulista.

La scelta del giorno non è casuale: il 14 agosto richiama la battaglia di Aljubarrota del 1385, una delle date più simboliche della storia portoghese. Il nuovo club nasce infatti con l’intento dichiarato di rafforzare l’identità e la cultura degli immigrati portoghesi attraverso anche l’attività sportiva, diventando uno dei più riconoscibili esempi del legame tra calcio e immigrazione in Brasile.

1944 – Muore Carlo Castellani nel campo di Gusen

Il 14 agosto 1944, secondo la documentazione riportata dal Memoriale di Mauthausen, muore nel sottocampo di Gusen Carlo Castellani, ex attaccante dell’Empoli. Nel marzo precedente i fascisti erano giunti nella casa di famiglia alla ricerca del padre Davide, socialista e in cattive condizioni di salute: Carlo si presentò al suo posto e non fece più ritorno a casa. Deportato a Mauthausen, venne successivamente trasferito a Gusen.

Il suo nome è rimasto profondamente legato a Empoli, il cui stadio è stato intitolato alla sua memoria, così come quello di Montelupo Fiorentino. Sulla data della morte esiste però una discrepanza nelle fonti: l’ANPI e altre ricostruzioni italiane riportano l’11 agosto 1944, mentre i documenti del campo utilizzati dal Memoriale di Mauthausen indicano il 14 agosto. Per questa ricorrenza seguiamo quindi la data della documentazione concentrazionaria.

1947 – Nasce Joop van Daele, l’uomo degli occhiali del Feyenoord

Nasce a Rotterdam Joop van Daele, difensore cresciuto a pochi passi dal De Kuip e diventato uno dei personaggi più curiosi nella storia del Feyenoord. Pur senza essere un titolare inamovibile, trascorre gran parte degli anni d’oro del club in prima squadra e viene utilizzato anche come efficace soluzione dalla panchina.

La sua fama è legata soprattutto al 9 settembre 1970, quando segna l’1-0 decisivo contro l’Estudiantes che consegna al Feyenoord la Coppa Intercontinentale. Subito dopo la rete, gli argentini gli strappano gli occhiali, che finiscono distrutti sul terreno: il “brilletje van Van Daele” diventa parte del folclore del club, mentre il suo gol permette al Feyenoord di diventare la prima squadra olandese campione del mondo per club.

1954 – Si gioca la prima partita professionistica nei Paesi Bassi

Alkmaar ’54 e SC Venlo si affrontano in un’amichevole organizzata dalla Nederlandse Beroeps Voetbal Bond, federazione nata in opposizione alla tradizionale difesa del dilettantismo da parte della KNVB. Il 3-0 dell’Alkmaar del 14 agosto 1954 viene riconosciuto dalla stessa federazione olandese come la prima partita professionistica disputata nei Paesi Bassi.

La sfida appartiene a una fase breve ma decisiva di rottura del calcio olandese. Pochi mesi dopo KNVB e nuova lega raggiungono un accordo e si fondono, fino all’introduzione ufficiale del calcio professionistico olandese il 25 novembre 1954: una trasformazione senza la quale sarebbe difficile immaginare la successiva ascesa dei club e della nazionale Oranje.

1971 – Kevin Keegan debutta con il Liverpool e segna subito

Alla prima giornata della First Division 1971-72 il Liverpool batte 3-1 il Nottingham Forest ad Anfield. Bill Shankly schiera dal primo minuto il ventenne arrivato pochi mesi prima dallo Scunthorpe United: dopo appena dodici minuti Kevin Keegan segna al debutto con i Reds, su assist di John Toshack.

È l’inizio di sei stagioni nelle quali Keegan diventerà uno dei simboli del Liverpool degli anni Settanta: 323 presenze, esattamente 100 gol, tre campionati, due Coppe UEFA e la Coppa dei Campioni del 1977. Quel 14 agosto comincia così una delle grandi avventure individuali dell’era Shankly-Paisley, destinata a trasformare Keegan in una delle stelle del calcio inglese.

1973 – Nasce Jay-Jay Okocha

Nasce in Nigeria Jay-Jay Okocha, uno dei calciatori africani più riconoscibili della sua generazione. Dopo l’arrivo in Germania si mette in luce con l’Eintracht Francoforte, con cui disputa 90 partite di Bundesliga, prima delle successive esperienze con Fenerbahçe, Paris Saint-Germain e Bolton.

Con la nazionale nigeriana vive uno dei momenti più importanti della storia calcistica del continente ai Giochi di Atlanta 1996. La Nigeria di Okocha, Kanu, Oliseh e Ikpeba supera Brasile e Argentina e conquista il primo oro olimpico del calcio africano, entrando nell’immaginario come una delle generazioni più spettacolari prodotte dalle Super Eagles.

2020 – Il Bayern travolge il Barcellona per 8-2

Nel quarto di finale di Champions League disputato a Lisbona, il Bayern Monaco infligge al Barcellona una sconfitta dalle proporzioni quasi irreali: Barcellona-Bayern termina 2-8. Thomas Müller e Philippe Coutinho segnano due volte ciascuno, mentre completano il tabellino bavarese Perišić, Gnabry, Kimmich e Lewandowski.

Il risultato assume immediatamente dimensioni storiche. Il Bayern diventa infatti la prima squadra capace di segnare otto reti in una partita a eliminazione diretta della Champions League, realizzandone quattro per tempo e avanzando alle semifinali dell’edizione eccezionalmente concentrata in Portogallo.

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