martedì, Luglio 16, 2024
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La storia di “Foquinha” Kerlon, campione di sfortuna

Lo chiamavano Foquinha per via del suo più noto colpo ad effetto: si alzava la palla sulla testa e filava via, imprendibile per avversari spesso grossi il doppio di lui, senza mai far toccare il pallone a terra. Ma, appunto, palleggiandolo con la testa. Un numero da circo. Un numero da foquinha, appunto.

Foquinha Kerlon, dalla gloria alla polvere

Foquinha, all’anagrafe Kerlon Moura Souza e per tutti semplicemente Kerlon, quando esordì nel Cruzeiro a 17 anni venne da tutti definito “il nuovo Ronaldinho”. Un paragone che oggi sappiamo essere irriverente, ma ai tempi non troppo campato in aria, visto che i tifosi e gli addetti ai lavori vedevano in quel piccolo (1,67 m x 67 kg) centrocampista un concentrato di talento e rapidità.

Non solo capace di irridere i rivali con il “numero della foca”, Kerlon era capace di notevoli accelerazioni e di un dribbling fulminante. Magari poco concreto in fase realizzativa ma capace di fornire assist e numeri a pioggia.

A 17 anni questo fulgido talento partecipa col Brasile al Sudamericano Under 17 e vince i premi di capocannoniere e miglior giocatore del torneo. Successi importanti, che andranno confermati con la crescita e il passaggio ai livelli più importanti, ovviamente, ma che lasciano intravedere per il talento di Ipatinga un glorioso avvenire.

Numerosi infortuni lo tormentano fin da subito. Vuoi per il suo fisico esile e vuoi perché quel dribbling non piace agli avversari, che lo trovano irridente e provocatorio e a cui rispondono con falli violenti e molto spesso perfino grotteschi. Tutto il mondo vede il fallo di frustrazione di Dyego Coelho dell’Atletico Mineiro, una spallata in faccia intimidatoria che scatena una rissa per la quale il difensore becca ben 10 giornate di squalifica.

Una carriera fermata dagli infortuni

Quando ventenne sbarca in Europa, acquistato a metà tra Chievo Verona e Inter, Kerlon deve subito farsi ricostruire i legamenti, segnati da anni di botte ricevute sui campi brasiliani, di solito così generosi con gli artisti del pallone come lui.

La prima stagione passa veloce. Poche presenze che non lasciano ancora intravedere il talento di cui è additato e il Chievo, che per salvarsi ha bisogno di giocatori più abituati alla battaglia, lo lascia andare. È dell’Inter, che comunque crede nel suo talento e lo spedisce in uno dei club più famosi per la sua capacità di valorizzare i giovani. L’Ajax di Amsterdam, che lo inserisce subito nella sua squadra riserve in attesa di vederne le doti migliori.

foquinha vs uruguay

Doti che però non verranno mai mostrate, perché dopo nemmeno due mesi Kerlon si fa nuovamente male, ancora al ginocchio sinistro, e trascorre l’intera stagione fuori. In quelle che si riveleranno essere le sue uniche esperienze europee, nel giro di due anni, il funambolo che aveva incantato il mondo ha collezionato appena 4 presenze, scendendo in campo per un totale di 63 minuti. 

Foquinha non gioca più

La sfortuna lo perseguita, e Kerlon torna all’Inter dove in appena un mese finisce nuovamente nella lista degli infortunati. Lo attende un nuovo intervento chirurgico, ancora mezza stagione buttata. A gennaio, recuperato, viene prestato al Paraná.

A soli 23 anni “il nuovo Ronaldinho” sembra avere già imboccato la parabola discendente. Solamente un ritorno nella sua terra potrebbe rilanciarlo, ma non ci crede più nemmeno lui, dopo quasi tre stagioni passate in infermeria. Dopo pochi mesi, e una sola presenza, lascia la società brasiliana di comune accordo con il presidente.

Terminato il contratto con l’Inter, a 24 anni Kerlon scende nella seconda divisione brasiliana, con il Nacional di Minas Geraìs, ma in un anno gioca solo un match e poi il contratto annuale scade senza ovviamente essere rinnovato.

La caduta di Foquinha

È infine storia recente il passaggio alla squadra di terza divisione giapponese (!) del pittoresco Fujieda MyFC, dove diventa immediatamente un giocatore importante e dove ricomincia a giocare con un po’ di regolarità, segnando anche qualche gol (cosa che non gli capitava, da professionista, da ben 7 stagioni!) seppur tormentato ancora da qualche acciacco o infortunio sporadico.

Dopo essere stato per due anni la stella, seppur a corrente alternata, della terza divisione giapponese, Kerlon chiude una carriera decisamente inferiore alle attese disimpegnandosi con scarsa fortuna con Miami Dade, club del campionato di sviluppo statunitense, i maltesi dello Sliema Wanderers, il Villa Nova in patria e un’ultima puntata addirittura in Slovacchia allo Spartak Trnava.

Qui, dopo 4 presenze e 176 minuti complessivi di campo, prende atto a neanche 30 anni che lo spettacolo è finito. Anzi, forse non è mai davvero cominciato. E appende finalmente gli scarpini al chiodo. “Il nuovo Ronaldinho” sparisce così dalla storia del calcio, quella che per molti avrebbe potuto scrivere se solo la sfortuna non si fosse messa nel mezzo. O forse, anche questa, è stata soltanto un’illusione.


Kerlon Moura Souza

  • Soprannome: Foquinha
  • Nazionalità: Brasile
  • Nato a: Ipatinga (Brasile) il 27 gennaio 1988
  • Squadre di club: Cruzeiro (BRA), Inter, Chievo Verona (ITA), Ajax (OLA), Paraná, Nacional (BRA), Fujieda MYFC (JPN), Miami Dade (USA), Sliema Wanderers (MLT), Villa Nova (BRA), Spartak Trnava (SVK)
  • Trofei conquistati: Campeonato Mineiro 2006

SITOGRAFIA:

  • Carmichael, Charlie (05/10/2018) Kerlon and the demise of a great that never wasThese Football Times
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Simone Cola
Simone Colahttps://www.uomonelpallone.it
Amante del calcio in ogni sua forma e degli uomini che hanno contribuito a scriverne la leggenda

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