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Theyab Awana, dal rigore di tacco alla tragica fine

È il 17 luglio 2011 quando una semplice amichevole tra nazionali asiatiche, di cui probabilmente molti avrebbero persino ignorato l’esistenza, finisce in tendenza su YouTube a livello planetario. La partita in questione è Emirati Arabi Uniti-Libano, si è conclusa 7-2 e il motivo di tanta attenzione risiede nel fatto che l’ultimo gol è stato messo a segno dal 21enne Theyab Awana con un rigore di tacco.

Proprio così: il giovane talento emiratino, che per qualcuno avrebbe addirittura la stoffa per giocare in Europa, ha realizzato un gol che tanti di noi hanno a volte immaginato. Dopo aver preso la rincorsa è partito, si è fermato poco prima del pallone e girandosi su se stesso ha tirato di tacco. Un’esecuzione quasi farsesca, tutt’altro che irresistibile, ma capace comunque di sorprendere l’attonito portiere avversario.

Nessuno ha memoria di un tiro del genere nella storia del calcio. E più che ammirazione il gesto, arrivato sul punteggio di 5-2 e dunque ininfluente nel risultato, suscita indignazione o, nel migliore dei casi, ilarità. Eccessiva superbia nei confronti degli avversari? Esecuzione che toglie credibilità alla realtà asiatica?

Qualunque sia il punto di vista, il rigore di tacco manda su tutte le furie il tecnico degli Emirati Arabi Uniti Srecko Katanec. Che sostituisce immediatamente il ragazzo, non prima però che questo sia stato anche inspiegabilmente punito, forse per una sorta di codice morale, dall’arbitro con un cartellino giallo.

Forse Katanec, che conta molto su Awana per il futuro della selezione emiratina, vuole semplicemente impartirgli una lezione. Talentuoso trequartista, troppo spesso si lascia andare a virtuosismi tecnici inutili e fini a sé stessi. Con maggiore concretezza “il ragazzo si farà”. Lo pensano tutti. Ma non andrà così, e non sarà il suo carattere sfrontato a impedire che ciò avvenga.

Theyab Awana

Theyab Awana, l’oro degli Emirati

Due mesi più tardi, infatti, Theyab scompare improvvisamente. Un attimo prima sta sfrecciando sulla sua auto, di ritorno da un allenamento con la Nazionale; un attimo più tardi è vittima di un terribile incidente, conseguenza di una distrazione fatale. Lascia questo mondo ancora giovanissimo, insieme al fratello di soli 13 anni Raad che sedeva sul sedile di fianco.

Ed è così che finisce, ancora prima di iniziare, la favola di quello che veniva considerato il più promettente calciatore emiratino dai tempi di Zuhair Bakheet, leggenda locale che in lui aveva riconosciuto il proprio erede.

Il suo rigore di tacco aveva appena fatto il giro del mondo. La sua morte invece colpisce quasi esclusivamente il suo Paese e il movimento asiatico, mentre passa quasi sotto traccia in Europa, dove ancora molti appassionati ridono rivedendo i numerosi video che riprendono il suo ultimo gol. Il motivo sbagliato per ricordare un ragazzo innamorato del calcio e che al calcio tanto avrebbe voluto, e potuto, dare.

Non sarebbe dovuto succedere, è stata una totale mancanza di rispetto e nel nostro team non possiamo accettare chi ha questi comportamenti. Il rispetto degli avversari, dei compagni e del pubblico è fondamentale.

Ho parlato con il ragazzo, è davvero molto dispiaciuto. Mi ha detto che gli dispiace, che ha combinato un guaio, di dire ai compagni che è davvero molto molto dispiaciuto di aver fatto quello che ha fatto.

Esmael Rasheed, ai tempi Team Manager degli Emirati Arabi Uniti
theyab awana in azione

Un talento precoce

Awana aveva esordito a 19 anni nel Baniyas, completando un percorso che per molti era del tutto naturale dopo essersi messo in mostra nella Coppa del Mondo Under 20 del 2009. Qui aveva mostrato buone qualità tecniche e segnato anche un bel gol all’esordio contro il Sudafrica, quello del sorprende 2-2 finale contro avversari ben più quotati.

Funambolico, era parso da subito dotato anche di grande personalità e sicurezza nei propri mezzi. Qualità che gli avevano permesso di imporsi fin da subito anche nel “calcio dei grandi”, esaltando i tifosi del Baniyas con numerose giocate a effetto. Era nata una stella, pur se in un contesto poco rinomato come quello dell’UAE Pro League.

Funambolo ma non solo

Tra le gare da ricordare soprattutto quella contro l’Al-Jazira del 6 novembre 2009: Awana da debuttante realizza un gol strepitoso, superando due avversari con uno splendido doppio passo sulla linea di fondo e scaricando in rete di prepotenza. Ed è ancora lui a servire gli assist che permettono al compagno di reparto Modibo Diarra di realizzare una doppietta.

Certo il Baniyas perde 5-3, ma negli occhi degli osservatori restano le qualità di questo giovanissimo talento, per il quale poco dopo si aprono inevitabilmente le porte della Nazionale. I tifosi sognano di rivedere le stesse qualità anche qui, ma la forte personalità frena Awana. Vuole strafare, crede troppo in sé stesso, presto finisce ai margini. Tutti lo aspettano, ma dovrà cambiare atteggiamento.

L’amichevole contro il Libano arriva giusto a proposito. Theyab Awana deve dimostrare maggiore maturità, ma il rigore di tacco che lo renderà famoso in tutto il mondo certo non rappresenta il messaggio giusto. Con il senno di poi, almeno, gli garantirà l’immortalità sul web. Magra consolazione.

theyab awana 3

L’ultima prodezza di Theyab Awana

Poi, come detto, la lavata di capo, la lezione morale impartita al suo carattere d’artista un po’ spaccone, nella speranza che, una volta responsabilizzato, il giovane talento potrà volare verso lidi più consoni. Magari diventando un punto fermo della Nazionale, magari trasferendosi all’Al-Nasr o all’Al-Ahli, “la Juventus degli Emirati”. Magari arrivando persino in Europa, dove nessuno è mai arrivato partendo da quelle latitudini.

E invece la storia si conclude improvvisamente sul ponte Sheikh Zayed a causa di una distrazione fatale. Theyab Awana muore il 25 settembre del 2011, e il giorno del suo funerale sono tantissimi i giovani presenti. I compagni di squadra lo piangono, così come papà Ahmad, che implora tutti i presenti di prestare sempre massima attenzione alla guida.

Distrutto, l’uomo riceve addirittura la visita di Diego Armando Maradona. Il Pibe de Oro in quel momento si trova negli Emirati Arabi per guidare l’Al Wasl, uno dei più pittoreschi capitoli della sua rocambolesca vita. Commemorando Awana ricorda a tutti che “il calcio non è solo numeri, non è solo gol, ma è anche soprattutto passione e compassione”.

E chissà se lassù in cielo, da qualche parte, Theyab Awana Ahmed Husain Al Messabi, per tutti semplicemente Theyab Awana, non lo stia in qualche modo ascoltando. Del resto è di lui che si parla, del ragazzo che credeva di poter diventare il Maradona degli Emirati Arabi. Un sogno finito all’alba in un maledetto incidente.


Theyab Awana Ahmed Husain Al Messabi

  • Nazionalità: Emirati Arabi Uniti
  • Nato a: Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) l’8 aprile 1990
  • Morto a: Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) il 25 settembre 2011
  • Squadre di club: Baniyas (EAU)
  • Trofei conquistati: Coppa delle nazioni del Golfo Under-23 2010

SITOGRAFIA:

  • (19/07/2011) ‘Back-heel penalty taker’ Theyab Awana faces sanction for ‘disrespect’Independent
  • (26/09/2011) UAE footballer Theyab Awana dies following car accidentThe Guardian
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Simone Cola
Simone Colahttps://www.uomonelpallone.it
Amante del calcio in ogni sua forma e degli uomini che hanno contribuito a scriverne la leggenda

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