Harry Trainer è stato probabilmente il primo grande attaccante del Galles. La sua stella brillò però brevemente, e quando si esaurì venne fuori il suo lato oscuro tra risse da pub, tribunali, furti e cortili fangosi. La sua è una storia che ci ricorda come già ai tempi del calcio vittoriano esistessero campioni folli e fuori dagli schemi.
Per raccontare la sua storia si potrebbe partire dalla fine. Da un ladro che fugge goffamente da una guardia, all’alba, per le strade di un villaggio minerario ancora mezzo addormentato del Derbyshire. Siamo a Poolsbrook, e chi si affanna in una fuga sempre più incerta è stato un tempo un eroe dei campi da calcio, un campione che viveva del proprio talento. E che all’alba del XX secolo, evidentemente, non è più in grado di farlo.
La fuga si conclude dopo poche decine di metri. Harry Trainer, questo è il nome del fuggiasco, è costretto ad aprire la giacca e da questa fuoriescono un galletto e tre galline. Molto probabilmente la guardia non lo riconosce come l’uomo che pochi anni prima aveva esaltato i cronisti e i tifosi gallesi, il bomber che aveva convinto i ricchi padroni del calcio inglese a investire sterline su di lui. E che invece si è ritrovato in un triste villaggio di neanche mille anime, a giocare per la squadra locale e vivere alla giornata.
Il campione che un tempo molto lontano aveva giocato finali di coppa, segnato una doppietta al debutto con il Galles e tenuto testa ai ben più forti scozzesi e inglesi non esiste ormai più. Al suo posto è rimasto soltanto un uomo solo, un triste, ridicolo, ladro di polli. E tutto il resto ormai è alle spalle.
Il primo bomber del Galles
Il Galles in cui era cresciuto non era molto diverso da quel cortile fangoso. Miniere, vento, strade che portavano tutte allo stesso pub, uomini consumati dalla fatica e ragazzini che giocavano su campi spelacchiati come se non ci fosse niente di meglio al mondo. Harry era stato uno di quei ragazzini, aveva sognato il ricco calcio inglese, lo aveva addirittura raggiunto. Per un attimo che era sembrato eterno.
Del resto era un’impresa riuscita anche a suo cugino James, Jimmy, che da quei campi era emerso fino a diventare il portiere del Preston North End degli Invincibles, un simbolo, l’idolo di molti che sognavano di ripercorrerne le orme e una delle stelle del calcio ad altissimo livello che si giocava in Inghilterra, così vicino e allo stesso tempo, per tanti, così inarrivabile.
Non per Harry però. Fin da giovanissimo, quando indossava le maglie di realtà locali come Wrexham Victoria e Grosvenor, sembrava essere un vero e proprio predestinato. Rapido di gambe e di pensiero, dotato di un tiro secco e preciso, la capacità innata di calcolare sempre al meglio la sua posizione in campo e quella della porta avversaria. Un attimo di distrazione e i difensori lo perdevano, mentre avanzava implacabile verso il portiere ormai indifeso.
Il Westminster Rovers e i primi colpi di testa
Con i Westminster Rovers arriva nel calcio che conta. Il club è ambizioso, forse troppo dato che la sua storia si esaurirà in meno di un decennio, e per due volte arriva in finale di Coppa del Galles finendo sconfitto dal Chirk di un altro straordinario talento emergente, un certo Billy Meredith. La seconda volta Harry Trainer è sceso in campo a pochi giorni di distanza da due bravate che hanno attirato l’attenzione delle forze dell’ordine e la dicono lunga sul suo carattere irrequieto.
Per festeggiare la finale raggiunta il ragazzo ha bevuto troppo in un pub locale, finendo per avere un alterco con il gestore risolto soltanto da una successiva donazione. Pochi giorni dopo è stato addirittura arrestato dopo essere stato colto in fragrante mentre con un amico, ubriachi, scassinava la finestra di un’abitazione. Solo una ragazzata? O il segnale di un carattere instabile?
Sul campo, però, non c’è niente da dire. Trainer ha talento da vendere, al punto da ritrovarsi al Wrexham, uno dei club più rinomati in tutto il Galles, pronto per giocare una nuova finale di coppa. Chi lo guarda giocare osserva che “sembra sapere già dove andrà la palla mentre tutti i giocatori non hanno ancora alzato lo sguardo”. E quando fa il suo esordio in Nazionale nel corso del British Home Championship 1894/1895, il torneo che vede il debutto anche di un certo Steve Bloomer, lascia immediatamente il segno.
Meteora luminosa in Nazionale
Gioca 3 partite in una settimana, segnando una doppietta all’esordio nel 2-2 contro l’Irlanda. Quindi si distingue bene anche nell’1-1 con l’Inghilterra e nel 2-2 con la Scozia, pur non andando a segno. Un cronista che assiste a quelle partite dice che “Trainer è il centravanti più astuto che il Galles abbia mai visto”. Ed evidentemente la voce si diffonde, dato che pochi mesi più tardi si schiudono per lui le porte del ricco calcio inglese.
A volerlo è il Leicester Fosse, l’attuale Leicester City. E lui non solo conferma le attese che lo circondano, ma le supera: nella sua prima stagione in Inghilterra è il capocannoniere del club, segna 14 reti in Second Division, il pubblico lo adora. Ma poi arriva un altro arresto: si presenta ubriaco fradicio al mercato cittadino, offende i passanti che gli chiedono di moderare il linguaggio scurrile, arriva quasi sul punto di scatenare una rissa.
Intanto la squadra non decolla. Forse deluso dal suo rendimento dopo una prima stagione ricca di promesse, forse anche per liberarsi del suo stipendio ingombrante, il Leicester lo sospende e a fine stagione non rinnova il suo contratto. Ancora non è evidente, ma la sua avventura nel calcio che conta, dopo appena un anno, si è già conclusa.
Harry prova a ripartire dall’isola di Sheppey e dal modesto Sheppey United. Potrebbe funzionare, forse. Ma non funziona: dopo una sola stagione in cui è sceso in campo malvolentieri, in un posto che non sente suo e in una squadra relegata nei bassifondi della modesta Southern Football League, torna a casa. In Galles, nello Wrexham dove tutto è iniziato e dove tutto, almeno nelle sue intenzioni, può ricominciare ancora.
Il furto di gioielli e il rapido declino
Non è così che andrà. Perché Trainer non è più quello di un tempo, fatica a trovare spazio, l’avventura inglese ha gonfiato il suo ego, motivo per cui continua a considerarsi migliore di quello che effettivamente è, e un portafogli che però a causa di una vita sopra le righe presto è tornato a essere vuoto. Forse è per questo che una notte di gennaio del 1901 prova goffamente a rapinare la gioielleria Williams molto conosciuta in città. Viene intercettato dalle guardie, che quando gli svuotano le tasche trovano decine di anelli, orologi, catenine, spille e persino una scatola di fiammiferi argentata.
Il processo è scontato, la condanna esemplare: quello che un tempo veniva descritto come uno dei migliori centravanti in tutta la Gran Bretagna dovrà scontare 9 mesi di lavori forzati. La sua fedina penale è compromessa, e da quel momento nessun club di spessore pensa anche solo minimamente di concedergli un’altra chance. Chiude malinconicamente nel calcio semi-dilettantistico inglese, al Poolsbrook United, dove alterna gol, litigi con compagni e tifosi, rari lampi di classe e sospensioni.
A non mancare sono i guai con la legge: nel 1903 viene processato per aggressione dopo aver colpito un uomo che a suo dire aveva insultato sua madre; nel 1905 è di nuovo davanti ai giudici per una rissa in strada; nel 1907 torna in tribunale per ubriachezza e disordini pubblici. Il colpo finale alla sua reputazione arriva l’anno successivo, quando i giornali di zona parlano di un caso intitolato A Poolsbrook Fowl Robbery: Harry Trainer è accusato di aver rubato un galletto e tre galline. A 35 anni la sua carriera, ormai in fase calante da almeno un decennio, si conclude definitivamente.
Ultimi anni e oblio
Le cronache successive si fanno più rade. Harry Trainer rientra a Wrexham, mette definitivamente da parte il calcio professionistico, e nel 1917 sposa una vedova locale, Emily Coathupe. Da quel momento in poi, almeno stando ai giornali, non compaiono più episodi di rilievo: niente furti, nessuna rissa clamorosa.
Muore a Wrexham nel maggio 1924, poco più che 50enne, lontano dai campi di calcio e dalle prime pagine, e almeno è possibile sperare che negli ultimi anni di vita abbia trovato quella pace interiore che non ha mai avuto quando scendeva in campo, con gli occhi di migliaia di tifosi puntati addosso. La sua storia oggi è quasi dimenticata, ma ci ricorda come da sempre, ma soprattutto ai tempi del calcio vittoriano dei pionieri, i grandi campioni non sono altro che uomini. Spesso tutt’altro che perfetti.
Harry Trainer
- Nazionalità: Galles
- Nato a: Wrexham (Galles) nel 1872
- Morto a: Wrexham (Galles) nel maggio 1921
- Ruolo: attaccante
- Squadre di club: Wrexham Victoria (GAL), Wrexham Grosvenor (GAL), Westminster Rovers (GAL), Wrexham (GAL), Leicester (ING), Sheppey United (ING)
Sitografia:
- Brown, P. (19/11/2019) The Wales striker with more criminal convictions than caps – The Guardian





