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Josef Bican, il bomber da oltre 800 gol

Josef Bican è stato uno dei più prolifici goleador nella storia del calcio. Nato a Vienna nel 1913 e diventato leggenda dello Slavia Praga, attraversò il Wunderteam austriaco, il Mondiale del 1934, la guerra e il regime comunista cecoslovacco continuando quasi sempre a segnare. Per anni gli sono stati attribuiti 805 gol; nel 2021 la federcalcio ceca ha ricostruito un totale di 821 reti ufficiali.

Dalla povertà di Vienna al Rapid

Josef Bican nacque il 25 settembre 1913 nel quartiere viennese di Favoriten, in una famiglia di origine boema. Il padre František lavorava e giocava a calcio nell’Hertha Vienna, ma morì appena 30enne per le conseguenze di una grave lesione a un rene subita durante una partita. Josef aveva soltanto 8 anni, e in seguito al lutto la famiglia precipitò rapidamente nella povertà.

La madre Ludmila lavorava nelle cucine di un ristorante e riusciva a fatica a mantenere i figli. Bican raccontò in seguito di avere giocato spesso scalzo e con palloni di stracci nelle strade di Vienna, attribuendo proprio a quell’infanzia una parte della propria sensibilità tecnica. Il calcio, già passatempo per migliaia di ragazzi in città, grazie al suo talento diventò presto necessità e una strada per crearsi un futuro.

A 12 anni entrò nelle giovanili dell’Hertha, la stessa squadra del padre, e nel 1931 fu ingaggiato dal Rapid Vienna. Alto, potente e rapidissimo, era un attaccante capace di calciare con entrambi i piedi e di segnare in molti modi diversi. Non era soltanto un finalizzatore: le testimonianze dell’epoca ne ricordano tecnica, accelerazione e qualità nel gioco collettivo.

Dal Rapid Vienna al Wunderteam

Con il Rapid Bican si impose immediatamente: al debutto contro l’Austria Vienna segnò quattro gol e nel giro di pochi anni diventò uno dei centravanti più temuti del Paese. Nel 1935 vinse il campionato austriaco, poi passò all’Admira, con cui conquistò altri due titoli. Vienna aveva trovato un nuovo bomber, ma la sua dimensione era ormai anche internazionale.

Nel novembre 1933 esordì con l’Austria di Hugo Meisl, il celebre Wunderteam che aveva in Matthias Sindelar la propria figura simbolo. Bican chiuse l’esperienza con 14 gol in 19 presenze e partecipò al Mondiale del 1934 in Italia. Segnò anche nella Coppa del Mondo, realizzando ai supplementari il gol decisivo contro la Francia negli ottavi di finale.

L’Austria arrivò fino alla semifinale, dove fu eliminata dall’Italia, e concluse il torneo al quarto posto. Bican aveva appena vent’anni e sembrava destinato a vivere altri Mondiali da protagonista, ma non sarebbe più successo. La storia gli avrebbe tolto quelle occasioni: prima un complicato trasferimento in Cecoslovacchia e poi la guerra cancellarono gli appuntamenti del periodo migliore della sua carriera.

Slavia Praga, la squadra della vita

Durante gli anni all’Admira Vienna, Bican attirò l’interesse dello Slavia Praga, uno dei principali club cecoslovacchi dell’epoca, che gli offrì condizioni economiche nettamente superiori a quelle percepite in Austria. Lo stesso Bican avrebbe poi ammesso che alla base del trasferimento c’erano soprattutto ragioni economiche: all’Admira guadagnava circa 600 scellini al mese, mentre lo Slavia gli versava già 5.000 corone, equivalenti a circa 2.500 scellini. Per il passaggio a Praga avrebbe inoltre ricevuto un premio alla firma fino a 150.000 corone.

Rapid e Admira cercarono però a lungo di bloccare l’operazione, che si concluse solo nel 1937, quasi un anno prima dell’Anschluss. Bican dunque non fuggì dal nazismo, ma inseguì la realtà che riteneva migliore per sé dal punto di vista economico. Una scelta perfettamente comprensibile, considerando che era ormai uno dei calciatori più rinomati in tutta Europa.

Lo Slavia si rivelò la squadra della sua vita. Nel 1938 Bican ottenne la cittadinanza cecoslovacca, ma un problema burocratico gli impedì di partecipare al Mondiale in Francia. Quello stesso anno arrivò però il più importante successo internazionale della carriera: la Coppa dell’Europa Centrale, la prestigiosa Mitropa Cup, conquistata dallo Slavia contro il Ferencváros.

Durante quella competizione Bican segnò 10 reti secondo il conteggio più diffuso e fu protagonista anche del clamoroso 9-0 inflitto all’Ambrosiana-Inter a Praga, andando a segno in 4 occasioni. Negli anni successivi trasformò il campionato locale nel proprio territorio di caccia. I numeri divennero quasi irreali: nel 1943-44 arrivò a 57 reti in appena 26 partite di campionato, e complessivamente vinse per ben 10 volte (!) la classifica marcatori.

La guerra e le tre Nazionali

Il periodo migliore della carriera coincise però con gli anni più bui d’Europa. Bican continuò a segnare durante l’occupazione tedesca e nei campionati del Protettorato di Boemia e Moravia, ma la guerra gli tolse la grande vetrina internazionale. I Mondiali del 1942 e del 1946 non vennero disputati: quando il torneo tornò nel 1950, il centravanti aveva ormai 37 anni.

La sua carriera in Nazionale racconta bene un’Europa che cambiava confini e identità. Dopo le 19 presenze con l’Austria, Bican rappresentò la Cecoslovacchia e durante il Protettorato vestì anche la maglia della Boemia e Moravia. Nel 1939 segnò una tripletta alla Germania nel 4-4 di Breslavia, una delle partite più singolari della sua carriera internazionale.

Secondo RSSSF, i suoi bilanci sono di 14 gol in 19 gare con l’Austria, 12 in 14 con la Cecoslovacchia e 6 in due incontri con Boemia e Moravia. Tre rappresentative per lo stesso campione, in un’epoca in cui i regolamenti permettevano cambi di Nazionale e la politica ridisegnava continuamente la geografia dell’Europa centrale.

La Juventus e lo scontro con il comunismo

Finita la guerra, diversi grandi club europei si interessarono a Bican. Tra questi ci fu anche la Juventus, che secondo Radio Prague International gli propose condizioni economiche molto vantaggiose. Il centravanti decise però di restare a Praga, temendo che i comunisti potessero arrivare al potere anche in Italia. Paradossalmente, invece, questo avvenne proprio in Cecoslovacchia.

Bican rifiutò di iscriversi al Partito comunista e divenne rapidamente una figura scomoda per il nuovo regime. Lo Slavia era percepito come un club della borghesia praghese e il suo campione rischiò anche di perdere l’appartamento. Lasciare lo Slavia diventò una scelta di sopravvivenza: nel 1949 passò al Vítkovice, squadra legata alle acciaierie, continuando comunque a segnare.

Nel 1952 approdò all’Hradec Králové, dove realizzò 53 gol in 26 partite di seconda divisione, prima di tornare allo Slavia, nel frattempo ribattezzato Dynamo Praha. Si ritirò nel 1955 a 42 anni, e una volta appesi gli scarpini al chiodo ebbe molte difficoltà: osteggiato dal regime, faticò a trovare lavoro e solo più tardi poté tornare stabilmente nell’ambiente calcistico come allenatore.

Quanti gol ha segnato Josef Bican?

Dire quanti gol abbia segnato davvero Josef Bican dipende dal criterio utilizzato. Nel 2020 la FIFA parlava di 805 reti stimate in carriera, una cifra che per anni lo ha accompagnato nelle classifiche dei migliori marcatori di sempre. Il problema è che campionati di guerra, seconde divisioni, coppe, selezioni rappresentative e amichevoli rendono molto difficile applicare retroattivamente un unico metodo di conteggio.

Nel gennaio 2021 la commissione storica della federcalcio ceca ha riesaminato la documentazione disponibile e fissato il totale a 821 gol in partite ufficiali. Nel calcolo sono comprese anche le 53 reti segnate nel 1952 con l’Hradec Králové in seconda divisione, assenti da diversi conteggi internazionali. La FAČR, la federcalcio ceca, ha sottolineato quanto sia complesso ricostruire numeri così lontani nel tempo.

Bican non è l’unico grande bomber del calcio antico attorno al quale circolano cifre difficili da verificare: ad Adolf Jäger, per esempio, vengono attribuite addirittura oltre 2.000 reti, in gran parte non documentabili con criteri moderni. Il confronto tra epoche richiede prudenza. Più che inseguire un record assoluto, ha senso ricordare Bican come uno dei realizzatori più prolifici mai documentati.

Josef Bican oltre i gol

I tanti gol segnati hanno a lungo definito in modo troppo sommario l’uomo e il calciatore. Bican era rapido, potente, forte di testa e tecnicamente raffinato, capace di calciare con entrambi i piedi. Diverse testimonianze gli attribuiscono un tempo di 10,8 secondi sui 100 metri, dato difficile da verificare con parametri moderni ma indicativo della sua fama. Era molto più di un centravanti d’area.

Le cronache dello Slavia raccontano reti da fuori area, azioni personali e conclusioni costruite con una tecnica superiore alla media. Nel famoso 9-0 contro l’Ambrosiana-Inter del 1938 segnò quattro volte in modi differenti. La sua forza era la completezza, non soltanto l’opportunismo: proprio questo aspetto viene spesso dimenticato quando la sua carriera viene ridotta alla domanda su quanti gol abbia segnato.

Josef Bican morì a Praga il 12 dicembre 2001, a 88 anni, dopo avere vissuto abbastanza a lungo da assistere alla caduta del regime comunista e alla riscoperta della propria figura. Oggi lo Slavia continua a celebrarlo come una delle sue massime leggende. I gol segnati davvero? 805 o 821 cambia poco: oltre alla disputa statistica, parliamo di uno dei più grandi attaccanti di tutti i tempi.


Josef Bican

  • Nazionalità: Austria/Cecoslovacchia
  • Nato a: Vienna (Austria) il 25 settembre 1913
  • Morto a: Praga (Repubblica Ceca) il 12 dicembre 2001
  • Ruolo: centravanti
  • Soprannome: Pepi
  • Squadre di club: Hertha Vienna (AUT), Rapid Vienna (AUT), Admira Vienna (AUT), Slavia Praga/Dynamo Praha (CZE), Vítkovice (CZE), Hradec Králové (CZE)
  • Principali trofei: campionato austriaco 1935, 1936, 1937, campionato cecoslovacco 1940, 1941, 1942, 1943, 1947, Coppa di Cecoslovacchia 1941, 1942, 1945, Coppa della Boemia Centrale 1937, 1941, 1943, 1944, Coppa dell’Europa Centrale 1938

Sitografia:

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