Adolf Jäger, l’uomo da 2000 gol

21 novembre 1944: la seconda guerra mondiale sta per concludersi, e dopo i successi iniziali la macchina bellica tedesca sta perdendo colpi ogni giorno che passa.

Le città della Germania sono oggetto di bombardamenti sempre più frequenti da parte delle forze alleate, e dopo ogni raid aereo è doveroso spostare le bombe inesplose, per fare in modo che non possano più rappresentare un pericolo.

Se ne occupa un corpo di volontari cittadini, ma quel giorno di fine novembre qualcosa va storto, e un ordigno fatalmente esplode.

Muore così Adolf Jäger, il più grande calciatore tedesco fino ad allora conosciuto, stella indiscussa dell’Altonaer Fußball-Club von 1893 e capace di segnare oltre 2000 reti in poco più di 700 partite in carriera.

Nato ad Amburgo, proprio nel distretto di Altona che avrebbe dato nomi e natali all’unica squadra della sua carriera, Jäger si era distinto fin da subito per un talento particolare, assai superiore ai mediocri standard tedeschi dell’epoca.

Il fußball aveva preso piede anche in Germania, nonostante l’iniziale diffidenza per un gioco ideato dagli inglesi, ma prima di questo straordinario centravanti non si ricorda nessuno capace come lui di infiammare le folle, segnando una rete dietro l’altra con una regolarità impressionante.

Adolf Jäger, pioniere dimenticato

L’unica possibilità di ribalta internazionale, per Jäger, arrivò alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912: partita con buone credenziali, in virtù di una linea d’attacco che oltre a lui (unico rappresentante dell’Altonaer) comprendeva funamboli come Julius Hirsch e Gottfried Fuchs, la selezione tedesca venne però eliminata alla prima uscita al Råsunda dai più preparati “cugini” dell’Austria, bravi a ribaltare l’iniziale svantaggio firmato proprio da questo straordinario bomber con ben cinque reti arrivate nell’ultima mezz’ora di gioco.

Una debacle imbarazzante, riscattata soltanto in parte dal clamoroso 16-0 rifilato all’Impero Russo nel torneo di consolazione e che vide Fuchs realizzare ben dieci reti, un record.

Otto Nerz, CT della Germania ai tempi di Jäger, lo definì così: “Uno dei più grandi geni del calcio tedesco e il creatore del moderno gioco di combinazioni”, segno che oltre a essere uno straordinario goleador il grande Adolf fu anche eccezionale uomo-squadra, attaccante abile nel creare il gioco e nel cercare il dialogo con i compagni, dunque, più che semplice macchina da gol.

Campioni falcidiati dalla guerra

Sopravvissuti alla prima grande guerra, gli eroi del calcio tedesco avrebbero visto le proprie vite sconvolte dalla seconda: Jäger sarebbe rimasto come detto vittima di un incidente civile, Hirsch avrebbe finito per pagare le proprie origini ebree morendo ad Auschwitz, un destino evitato invece dall’amico Fuchs, anch’esso ebreo e riparato negli Stati Uniti all’avvento di Hitler.

Il CT Otto Nerz, membro del partito nazista, sarebbe invece stato catturato dagli Alleati dopo la battaglia di Berlino, morendo poi dopo alcuni anni di prigionia.

In patria, restando limitato nel modesto club cittadino, Jäger non ottenne mai alcuna vittoria di prestigio. Tuttavia fonti non ufficiali parlavano, alla data del suo ritiro, di oltre 2000 reti segnate in poco più di 700 partite.

Bomber da 2000 reti

Una cifra incredibile pur considerando il mediocre livello tecnico che queste gare presentavano e impreziosita dai 35 gol segnati in appena 26 presenze nel torneo tra regioni che si svolgeva in Germania all’epoca.

Il cosiddetto Länderpokal, che in questo caso il grande centravanti vinse in quattro occasioni rappresentando la Norddeutschen Auswahl, la selezione del nord di cui Amburgo faceva parte e che vide anche l’Altonaer laurearsi due volte campione, nel 1909 e nel 1914.

Innamorato della propria patria, Jäger la onorò rappresentando la Nazionale in 18 occasioni, di cui 10 da capitano, e segnando ben 11 reti in un periodo in cui la Germania era ben lontana dagli ottimi livelli che avrebbe raggiunto soltanto molti anni dopo.

Ritiratosi a 38 anni, e riconosciuto in tutto il Paese come il più forte calciatore mai visto fino a quel momento, e la prima stella del calcio universalmente riconosciuta in Germania anche da chi non era interessato alla disciplina, aprì un negozio di sigari in città e quindi si arruolò volontario durante la guerra per occuparsi degli ordigni inesplosi, fino al fatale giorno in cui qualcosa andò storto.

Poche settimane dopo la sua morte, con il conflitto bellico ancora in pieno svolgimento, l’Altonaer 93 decise di intitolargli lo stadio cittadino, da allora Adolf-Jäger-Kampfbahn.

E anche se da allora la squadra non ha mai più raggiunto i buonissimi livelli iniziali – attualmente si dibatte tra la quarta e la quinta serie – chi scende in campo con la maglia degli Schwarz-Weiß-Rot sa che sta indossando una divisa mitica, quella un tempo indossata dal primo grande centravanti di cui il calcio tedesco poté fregiarsi.


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