L’incredibile storia del “gol illuminato”

Il calcio, si sa, è anche magia. Soprattutto in Sudamerica, la terra delle leggende, di Abdón Porte suicidatosi per troppo amore per il Nacional, di Sócrates e della “Democracia Corinthiana”, di Carlos Caszely e della sua ribellione a Pinochet, di Garrincha – “l’angelo dalle gambe storte” – e di moltissimi altri campioni.

Tra questi, un posto nell’immortalità lo merita anche Elias Figueroa, favoloso difensore cileno attivo tra la fine degli anni  ’60 e i primi anni ’80 e capace, nel 1975, di segnare uno dei goal più leggendari nella storia di questo sport: “El gol illuminado”, il gol illuminato.

Don Elias Figueroa, il padrone dell’area

Elias Figueroa non era un giocatore qualunque: partito giovanissimo nel modesto campionato cileno, si era poi messo in mostra neanche ventenne con la Nazionale ai Mondiali d’Inghilterra del 1966, e questo gli era valso l’interessamento degli uruguaiani del Peñarol, con i quali aveva dimostrato all’intero continente sudamericano di essere un vero fenomeno, conquistando due campionati e figurando sempre come il miglior difensore e giocatore del torneo.

Tanta era la sua classe da permettergli di impostare l’azione fin dalle retrovie e di portarla avanti grazie ad una visione tattica superiore, tanto era il suo atletismo da consentirgli rapidi recuperi nei pochissimi casi in cui veniva colto impreparato.

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A queste qualità si aggiungevano una leadership naturale – fu capitano di ogni squadra in cui giocò – e una straordinaria correttezza dentro e fuori dal campo, qualità quest’ultima che non gli impediva di essere un difensore insuperabile. El Dueño del Area,  “il padrone dell’area”, come recitava un altro dei suoi soprannomi.

“El área es mi casa, y ahí entra quien yo quiera” amava ripetere “Don Elias”.

“L’area è casa mia, ed entra chi voglio io”.

Miglior calciatore cileno della storia per l’istituto di storia e statistica della FIFA, uno dei migliori calciatori sudamericani di sempre, Figueroa sapeva sganciarsi in avanti con grande classe e tempismo, risultando pericoloso sia nel tiro da fuori che in progressione palla al piede, oltre che costante minaccia aerea sui calci piazzati.

Il grande scrittore e giornalista brasiliano Nelson Rodrigues disse: “Elegante come un conte vestito a festa, pericoloso come una tigre del Bengala. Figueroa era il difensore perfetto.” E fu proprio in Brasile che questo straordinario campione ottenne le più grandi soddisfazioni.

Il “gol illuminato”

Dal 1972 al 1976 fu insieme a Falcão la stella dell’Internacional di Porto Alegre: questa squadra, fondata da immigrati milanesi in omaggio alla nostra Inter, nel 1975 fu la prima squadra di Rio Grande do Sul a vincere il campionato brasiliano, e come questo avvenne sembra quasi una favola, con “Don Elias” – che in Brasile si era imposto al punto tale che ancora oggi diversi giornalisti definiscono il calcio “prima e dopo Figueroa” – naturale protagonista.

Il 14 dicembre del 1975, nel proprio “Estadio Gigante da Beira-Rio”, l’Internacional si gioca il titolo nazionale, il primo della sua storia appunto: l’avversario è di quelli da prendere con le molle, il Cruzeiro di Belo Horizonte, che non intende fare sconti a Figueroa e compagni, i quali necessitano di una vittoria per raggiungere il traguardo mai nemmeno sfiorato prima.

Dopo che il primo tempo si è concluso 0-0 ovviamente alberga una certa tensione tra i tifosi e anche negli stessi giocatori, quella “paura di vincere” che nel calcio – e nella vita – capita quando sei a un passo da un obbiettivo tanto desiderato e improvvisamente questo sembra poter sfuggire.

Un segnale divino?

Anche il tempo sembra essere di cattivo auspicio: nonostante sia da poco arrivata la primavera, numerose nuvole si sono addensate intorno allo stadio, e si gioca in un clima quindi grigio come l’umore di chi tifa Internacional. Ci vorrebbe una magia, e come può succedere solo in Sud America, una magia si materializza.

Siamo all’11° minuto del secondo tempo quando l’arbitro fischia una punizione a favore dei padroni di casa sulla trequarti destra, il regista Valdomiro crossa in mezzo all’area del Cruzeiro. Il cielo improvvisamente si apre, un piccolo spiraglio che permette al sole di illuminare appena una zona del campo. È quella dove si trova Elias Figueroa, che si è spinto in avanti a dar manforte ai compagni: “Don Elias” stacca da terra e incorna il pallone, mentre il sole lo illumina nel grigiore che lo circonda.

Colpo di testa imparabile, gol. Uno dei tanti segnati da questo straordinario calciatore (26 in 4 stagioni, numeri importanti per un difensore) ma sicuramente il più bello e importante. Il punteggio infatti non si smuoverà più, finisce 1-0, l’Internacional è campione del Brasile. Il delirio è una logica conseguenza, anche per il modo quasi mistico in cui è arrivato il gol decisivo.

Il Dio di Beira-Rio

“Don Elias” diventa noto come “il Dio di Beira-Rio”, le giovani madri visitano la sua casa per fargli toccare i propri figli malati, con la convinzione che un semplice tocco del campione li guarirà. E c’è chi dice che alcuni guariscano davvero, del resto siamo in Sud America, giusto?

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Dopo aver vinto un altro campionato, il cileno lascia il Brasile da leggenda vivente. Lo attendono un breve ritorno in patria – dove conquista un altro campionato con il Palestino – e poi il ricchissimo soccer americano, dove con la maglia dei Fort Lauderdale Strikers giocherà insieme ad altri due grandi campioni, il tedesco Gerd Müller e il peruviano Teófilo Cubillas.

L’Internacional, negli anni che seguono, diventa una delle più importanti del calcio brasiliano, il culmine nel 2006 quando vince il “Mondiale per club FIFA” superando il Barcelona in finale. È festa grande a Porto Alegre, ma nessuno dimentica quando tutto è cominciato: il 14 dicembre del 1975, grazie ad un campione straordinario come “Don” Elias Figueroa, o deus do Beira-Rio, e ad un “gol illuminato” entrato per sempre nella storia.


SITOGRAFIA:

  • Fuentes, Héctor (22/07/2013) El increíble “gol iluminado” de Elías Figueroa: ¿Señal divina o simple casualidad?Guioteca
  • Hammes, Tomás (02/04/2014) Ídolos Gigantes: com gol iluminado e cotovelo, Figueroa ganha aura ‘divina’, Globo.com